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Attualità

Salvini con il premier ungherese Obran: incontro anti-immigrati.

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Blocco per ingressi via mare e via terra e proposte economiche per l’Italia i temi affrontati. Salvini: «Caso ungherese da studiare, crescita superiore al 4%».

di Vito Nicola Lacerenza

Il capo della Lega Matteo Salvini ha incontrato alla prefettura di Milano il premier ungherese Victor Obran. Entrambi sotengono la linea di “aiutare gli immigrati a casa loro”. L’inasprimento della politica migratoria è stato il tema centrale del faccia a faccia avvenuto tra i due leader, che hanno “blindato” i rispettivi confini nazionali.

«L’Ungheria- ha detto il presidente Obran- ha dimostrato che l’immigrazione via terra può essere fermata sul piano fisico e giuridico», mentre l’Italia “sta dimostrando” che il fenomeno può essere bloccato “anche in mezzo al mare”. Due anni fa Obran “ha chiuso i confini” dell’Ungheria col filo spinato per deviare il flusso migratorio proveniente dalla Siria verso gli altri Paesi dell’Unione. Oggi Salvini, in qualità di Ministro dell’Interno, fa chiudere i porti italiani per evitare lo sbarco dei richiedenti asilo e chiedere agli altri Stati Europii una equa distribuzione dei migranti.

La analogie tra Salvini e Obran sono molte e la loro avversione nei confronti dell’UE, accusata di ledere gli interessi nazionali, è identica. Ecco perché i due si sono definiti “compagni di destino”. Il cui prossimo obbiettivo è quello di accrescere il numero di sostenitori in vista delle prossime elezioni europee in programma per maggio prossimo. Così da “dare una svolta all’Europa” che da anni, nonostante la politica antieuropeista promossa dal premier Obran, sostiene economicamente l’Ungheria, garantendole un PIL annuo superiore al 4%. Successo possibile grazie ai finanziamenti miliardari dell’Unione Europea, che costituiscono il 3,2% del PIL ungherese e coprono il 32% della spesa pubblica del Paese.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in vista della prossima manovra economica, ha annunciato di “voler studiare il caso ungherese, esempio di un Paese” che cresce “investendo, spendendo e non tagliando e sacrificando”. Un altro elemento emerso con particolare evidenza durante l’incontro è stato la stima reciproca tra i due leader. Per Salvini, Obran è un amico mentre per quest’ultimo il Ministro dell’Interno italiano è l “eroe” che ha difeso i confini dell’Europa fermando l’immigrazione.

Secondo i dati del Viminale però è stato l’ex Ministro dell’Interno Minniti ad ottenere i risultati più importanti sul fronte dell’immigrazione. Nel 2016 la media di migranti che arrivavano in Italia era di 539 al giorno, numero che Minniti ha ridotto a 120 nel 2017. Anno in cui gli sbarchi sono diminuiti del 75%. Dopo la chiusura dei porti voluta da Salvini la media di migranti che giungono sulle coste italiane è scesa a 71 persone al giorno. Un risultato che, sebbene più modesto rispetto a quello ottenuto l’anno scorso dall’ex Ministro dell’Interno Minniti, è servito a Salvini per guadagnarsi la stima del presidente ungherese, la cui visita ha infiammato il dibattito politico italiano.

Durante il faccia a faccia tra Salvini e Obran, circa diecimila manifestanti, legati all’opposizione, hanno protestato contro l’incontro tra il presidente ungherese e il leader della Lega. Anche i 5 stelle,alleati con Salvini al Governo, hanno accolto con freddezza l’evento, sottolineandone la natura privata e “non ufficiale”.

Particolarmente dure le critiche dei presidenti grillini di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli. «I Paesi che non aderiscono ai ricollocamenti- hanno detto D’Uva e Patuanelli- e tutti quelli che nemmeno si degnano di rispondere alla richiesta d’aiuto dell’Italia per noi non dovrebbero più ricevere i fondi europei».