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Romani (Lega): “In questa tornata elettorale per Roma è stata scritta la pagina più brutta della nostra democrazia” 

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Romani (Lega): “In questa tornata elettorale per Roma e’ stata scritta la pagina più brutta della nostra democrazia” 

La denuncia della candidata del partito di Matteo Salvini sul suo profilo Facebook: “Sono stata chiamata alla 3 di notte ad un seggio vicino a quello in cui ho fatto la rappresentante di lista perché il presidente aveva avuto un attacco di panico”. 

 

“In questa tornata per eleggere il sindaco della Capitale è stata forse scritta la pagina più brutta della nostra democrazia. Mai prima d’ora ci siamo ritrovati con tante sezioni prive di presidenti di seggio e scrutatori. Vorticosi giri di telefonate, messaggi sui social per colmare i vuoti ‘politici’ inquietanti. E, ancora, aule piene di scatoloni, ma senza nessuno ad aprirli per sistemare il contenuto fatto di schede, registri e via discorrendo. Mi sono resa disponibile come rappresentante di lista, e ho visto e vissuto in prima persona il caos nelle sezioni della scuola di un Municipio centrale della città dove espletavo il mio compito. Ma la questione è stata generale”. E’ lo sfogo di Maria Beatrice Romani, candidata della Lega al consiglio comunale di Roma, sulla sua pagina Facebook. 

“Non è stata fatta alcuna formazione per svolgere la funzione tanto delicata di presidio ai seggi elettorali. Tutti si sono improvvisati. Scene surreali. ‘Il verbale? Mai visto prima’, rispondevano alcuni. ‘Le tabelle di scrutinio? Ma a cosa servono? Forse possiamo farne a meno!’, altri. Ho visto segnare le preferenze e i voti su foglietti di carta a quadretti, fare somme a mente e riportare solo il totale sul verbale. L’errore umano, se di errore vogliamo parlare, è ed è risultato inevitabile in un contesto tale. Sono stata chiamata alle tre di notte ad un seggio vicino al mio perché il presidente era scappato per un attacco di panico e i giovani e inesperti scrutatori non sapevano dove mettere le mani!”, racconta Romani. 

“E poi, vogliamo parlare – prosegue la candidata della Lega – degli elenchi dei candidati non esposti al pubblico, ma all’interno dell’aula? Gli elettori, non trovando i nomi, va da sé che non scrivevano le preferenze…Un vero danno alla democrazia”. 

“Quello che ho capito – conclude Romani – è che sarà, di certo, impossibile con una semplice istanza fare lumi sui voti mancanti, perché il magistrato che presiede il seggio non ha intenzione di aprire le tabelle di scrutinio in caso di discrepanze con i report dei rappresentanti di lista. Occorrerà, dunque, fare ricorso. Altro denaro, altro tempo perso. Quello che credo è che non possiamo più permetterci di affidare il nostro futuro ad una macchina elettorale anacronistica, non al passo con i tempi e con le nuove tecnologie. Ne va di mezzo la libertà di espressione dei cittadini, l’essenza della democrazia, che si è persa dietro all’incompetenza che ha supplito la corretta organizzazione”.