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Roma, cervelli ‘non’ in fuga danno vita a lavori alternativi

By 4 Marzo 2014 Marzo 12th, 2014 No Comments

IMG-20140227-WA0000Tre giovani laureati in Terapia Occupazionale  alla Sapienza di Roma creano l’associazione ‘Mente in festa’ per individuare spazi lavorativi a favore dei diversamente abili

 di Valentina Colella

Roma, 4 marzo – Il momento economico che sta attraversando la nostra società è fin troppo chiaro a tutti. La parola d’ordine sembra essere solo una: estero. Tra offerte di lavoro al limite dello sfruttamento e contratti che  somigliano ad accordi stipulati tra due giocatori di “Monopoli”, il futuro lavorativo e professionale dei neo laureati e non, è una chimera raggiungibile solo al di fuori dei confini  nazionali.Si crea così il mercato delle “menti”, persone dai profili più disparati che portano le loro capacità e competenze all’estero, con la mera speranza di iniziare con qualche lavoretto per poi, in futuro, riuscire a sentirsi “arrivati”. A questo punto, la domanda che si pone è :“Se sono tutti andati via, chi è rimasto qui? Ci sono ancora le famose menti brillanti che lottano nel nostro paese per essere riconosciute come tali?” La risposta arriva da tre giovani romani neo laureati che rappresentano quell’esigua percentuale di ragazzi che, non essendosi arresi alle dinamiche economiche e sociali del paese, lottano non solo per trovare un lavoro ma per il giusto riconoscimento della loro figura professionale. Paolo Marotti (26 anni), Emanuele Brunno (29 anni) e Roberto Fantini (23 anni), intraprendono nel 2009 il loro percorso accademico all’università  “La Sapienza”- Roma, e lo portano a termine nel 2013. La facoltà di studi scelta è “Terapia occupazionale”. La figura professionale nasce in Italia nel 2002 dalla scissione con quella del fisioterapista.header Mentre negli Usa l’efficienza di questa competenza viene riconosciuta a  partire dalla fine della seconda guerra mondiale, in Italia dopo ben 12 anni si fa ancora fatica a comprendere la validità di un  ruolo che spesso viene confuso con quello dell’educatore, del fisioterapista e del badante. Questo è lo scoglio più grande che ad oggi, i giovani ragazzi stanno cercando di superare. Paolo Marotti ci spiega che il terapista occupazionale ricopre un ruolo ben più specifico e delineato rispetto a quello che gli stessi operatori del campo tendono ad attribuire. Si tratta di una figura professionale in grado di rendere autonome tutte le persone che presentano un disagio fisico, psicologico e/o sociale. Questa indipendenza, che va dal più semplice gesto quotidiano (come allacciarsi dei lacci delle scarpe) all’azione più strutturata, si ottiene valorizzando le disabilità dell’individuo, cercando di canalizzare delle potenzialità verso attività che lo coinvolgano mentalmente, fisicamente e socialmente. Dopo diversi colloqui, in cui le proposte avanzate chiaramente evidenziavano quanto la loro figura  non fosse ancora ammortizzata all’interno del paese, decidono di creare un associazione come risposta alla “non” richiesta lavorativa, per poter finalmente attribuire il giusto riconoscimento alle loro specifiche competenze. Nel Settembre 2013 nasce “Mente in festa”, associazione no-profit che ha tutte le carte in regola per diventare una Onlus e poter così offrire maggiori opportunità, attraverso le donazioni, a tutte le persone diversamente abili che meritano di essere coinvolte in attività che le rendano integrate ed autonome. Intraprendono una delle prime collaborazioni con la cooperativa il “Brutto Anatroccolo” che li coinvolge attivamente nel progetto “Orto e mezzo”. L’idea, nata due anni fa, è sostenuta dalla fondazione “Enel Cuore Onlus” e presenta numerosi laboratori. L’attività principale si basa sulla coltivazione di un terreno e la relativa produzione e vendita di prodotti biologici il cui ricavato serve a sostenere l’associazione stessa. Dopo circa un anno il progetto si estende anche alle scuole, coinvolgendo studenti ed insegnanti degli istituti secondari di I grado. L’attività si svolge all’interno di alcune aree verdi delle scuole, favorendo l’integrazione tra piccoli studenti e persone portatrici di handicap. Nel frattempo “Mente in festa”  porta avanti un altro progetto in modo autonomo. A partire da maggio 2014 sarà presente in un Istituto di Tor Pignattara (Roma) che coinvolgerà ragazzi e persone diversamente abili proposte dalla Asl capitolina. Grazie alla consapevolezza della loro utilità acquisita nel tempo e soprattutto, anche grazie ai risultati raggiunti, i ragazzi vogliono costruire un centro che possa essere un punto di riferimento sia per le cooperative che per il municipio di appartenenza. Al momento usufruiscono di un terreno stanziato in Via della Martora – Roma che servirà per l’attività di ortoterapia. Ovviamente l’intera struttura dovrà essere accessibile a tutti, con percorsi adeguati che permetteranno la percorribilità alle persone che utilizzano supporti motori. Inoltre l’attività di ortoterapia, sarà affiancata ad altri laboratori e ad un adeguato supporto psicologico.Paolo, insieme ad Emanuele, Roberto e lo psicologo Carlo Cinquerrui, unitosi al progetto dopo soli due mesi dalla creazione, hanno riposto ogni speranza e  aspettativa in questa associazione. Nonostante la fatica e le barriere burocratiche che li separano dal raggiungimento dei loro obiettivi,  scelgono comunque di restare, infondendo fiducia a quell’esigua percentuale che come loro sta provando a costruire un futuro, in un paese in cui una mente brillante o semplicemente “in festa” , ha tutto il diritto di avere un domani dignitoso.


 

 

 

 


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