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Cinema & Teatro

Roma. Al Teatro Sophia per la rassegna al femminile Almas in scena Isabel Russinova con Battista Sforza, Signora di Urbino

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Teatro Sophia di Roma: successo per Almas, dedicato alle grandi mecenate della terra, quest’anno protagonista Battista Sforza, Signora di Urbino.

di Antonio Martinelli Carraresi

A.L.M.A.S, l’appuntamento, che gode del Patrocinio e del contributo del fondo PSMSAD (Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici), che ha come protagoniste le grandi mecenate della storia, animate attraverso la drammaturgia e valorizzate da conversazioni con autorevoli personalità del mondo della cultura e dell’arte, a questa edizione ha partecipato il critico Giancarlo Bonomo, che ha focalizzato il suo intervento su “il femminile nell’opera di Piero della Francesca”, di cui i signori di Urbino furono grandi mecenati ed estimatori, il tutto divulgato sia live che streaming, ha concluso la sua quarta edizione. Quest’ anno gli eventi si sono svolti presso il Teatro Sophia di Roma, che ha accolto lo spettacolo Battista Sforza, la signora che sapeva governare l‘ignoto, testo originale di Isabel Russinova, che anima la figura di una delle più interessanti, intelligenti e ricercate donne della nostra storia.

Dopo le proposte teatrali da testo originale delle figure di Maria Luisa de Medici a cui si deve la salvaguardia dei beni culturali della Toscana, Isabella d’ Este grande sostenitrice della bellezza, Eva Mameli Calvino, scienziata di fama mondiale e precorritrice dei movimenti per la conservazione della natura, Maria Elia, sostenitrice dell’archeologia e promotrice di azioni volte a valorizzazione la nostra Magna Grecia è la volta di Battista  Sforza, Signora di Urbino, una delle più luminose figure del nostro Medioevo. Il progetto accompagna e commemora anche i 600 anni dalla nascita di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, compagno di vita intenso e magnifico di Battista Sforza.

Battista Sforza (1446) figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro, moglie di Federico da Montefeltro conte di Urbino, uno dei più grandi condottieri del Rinascimento, è stata una figura importante del suo tempo, la sua vita, anche se breve, ha saputo brillare per intelligenza, astuzia, sagacia. Battista era colta, profonda e coraggiosa, ha governato al posto del marito impegnato in battaglia dove, alcune volte, non si è risparmiata a partecipare, le cronache del tempo la ricordano intrepida a cavallo sul campo di combattimento.  Battista stratega, moglie e madre, ha cresciuto sei figlie femmine prima di dare l’erede maschio che il destino però non le permetterà di vederlo crescere. La personalità di Battista Sforza stimola un racconto drammaturgico pieno ed evocativo, inoltre, dal momento in cui ha sempre voluto difendere memoria e tradizione della sua terra e del femminile, diventerà lei stessa narratrice delle grandi donne della sua terra vissute prima di lei.    E’ una Battista Sforza prossima al parto del suo erede maschio protagonista della piece, che ripercorre la sua vita e le condizione di donna del suo tempo e costruisce paralleli con le altre vissute prima di lei , e immaginando  il destino  della donna partendo da quello delle sue figlie, quasi toccata di presentimento della sua prossima fine, lasciando così un testamento spirituale  alle donne che verranno dopo di lei. Le capacità divinatorie e la spiritualità di Battista Sforza fascineranno il racconto, ed è questo aspetto che ha, da sempre reso ancora più interessante e misterioso il suo profilo di donna, si dice che voli rerum dubias conoscere causas, fosse uno dei suoi motti. La stesura del testo ha cura di valorizzare anche l’aspetto illuminato di Battista, splendida signora rinascimentale, moglie di uno dei più grandi condottieri del tempo, ebbe cura di costruire, valorizzare e ristrutturare rocche e castelli per allestire biblioteche e luoghi di cultura, amica e mecenate dei più grandi artisti del tempo, uno fra tutti Piero della Francesca, che le dedicò il celebre ritratto che l’ha resa icona di bellezza e intelligenze di ogni tempo. A.l.m.a.s collabora con Università Roma tre, eCampus, Conservatorio Santa Cecilia, con La Casa Internationale delle Donne, con Stati generali delle donne, con le piattaforme Indiecinema e Canale Europa tv.      

                                 

Lo spettacolo in scena dal 9 al 11 dicembre 2022 presso il teatro Sophia, ricercato spazio a via della Vetrina 7 a Roma a pochi passi da piazza Navona, ha visto in     alternanza in scena Isabel Russinova e Zoe Tavarelli e ha riscosso successo, ha incuriosito il pubblico che ha accolto con curiosità ed interesse la proposta. “Sono molto felice di portare in scena questo personaggio, tra i più intensi e moderni della nostra storia, perché racconta quel femminile solido, fatto di intelligenza, costanza, generosità e armonia dove la donna sa essere moglie, madre, imprenditrice e sognatrice”.   La regia dello spettacolo è affidata a Rodolfo Martinelli Carraresi, le scene e i costumi sono di Wilma lo Gatto.

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