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Il re del pop rinasce a nuova vita

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Tempo di lettura: 4 minuti

“Un’altra chance” romanzo dedicato a Michael Jackson è un monito per i giovani che vedono nel mondo dello spettacolo la realizzazione di un sogno facile, dimenticando che non è tutto oro quello che luccica

Di Francesca Rossetti

Roma, 26 ottobre – La tragica ed improvvisa scomparsa di Michael Jackson, avvenuta nel 2009 a soli 50 anni poco prima di tornare sulle scene mondiali con un nuovo tour, ha profondamente segnato la storia della musica e la vita dei milioni di fans che il Re del Pop ha da sempre in tutto il mondo. Tanti romanzi sulla sua vita si sono succeduti per tenere sempre viva la sua memoria in mezzo a noi e fra i diversi che ho letto uno mi ha particolarmente colpito: si intitola “Un’altra chance” e l’autrice si chiama Matilde Fragomeni. In questo bellissimo libro Michael rivive sotto una nuova identità e nuove spoglie ed ecco cosa ci ha raccontato l’autrice in proposito.

Chi è Matilde Fragomeni e come nasce l’idea del romanzo dedicato a Michael?

Matilde è una donna come tante, creativa e sognatrice. Matilde è fragile ed estremamente sensibile. Matilde ha alle spalle un’infanzia particolare e, per certi versi, difficile. Matilde è, caratterialmente ed emotivamente, Mandy, la protagonista del romanzo. Ho sempre avuto il bisogno di esprimermi attraverso la creatività, ma non ho mai minimamente pensato che in un futuro prossimo ne avrebbe fatto parte anche la scrittura. Non mi sono svegliata un giorno con l’idea di scrivere un romanzo. Piuttosto, oserei affermare che è stata la storia a cercare me, quasi fosse in attesa di connettersi con l’animo in grado di recepirla. Come descrivo nel prologo, la morte di Michael mi colpì dolorosamente. Fra tante domande che insidiavano la mia mente, una in particolare rappresentava la mia ossessione: Michael aveva mai conosciuto al felicità del vero amore? Le notizie non erano positive a riguardo. Mi addolorava pensare che un uomo tanto speciale avesse vissuto la sua esistenza dedicandola interamente agli altri, senza trovare la forza di viverla anche per se stesso. Michael si era barricato all’interno della sua prigione dorata, perché la gente lo spaventava pur affascinandolo. Michael aveva fatto della notorietà un surrogato dell’amore che aveva disperatamente cercato sin da bambino. Ma la verità è che Michael aveva paura dell’amore perché egli stesso, inconsapevolmente, non si amava. Se soltanto avesse conosciuto le persone giuste… Se avesse avuto un’infanzia meno travagliata e solitaria… Se ad incentivare la sua scarsa autostima non si fosse presentata la vitiligine… Se avesse accettato come bellissima la sua immagine allo specchio senza cercare nella chirurgia plastica un sostituto di se stesso… Se la sua ingenuità non lo avesse reso facile preda di coloro che pur di estorcergli del denaro lo avevano etichettato con la più turpe delle infamie… E’ una risposta a quei numerosi “SE” che ho voluto donargli con il mio romanzo. Offrirgli un’altra chance. La possibilità di riscrivere la sua vita. La possibilità di ritrovarsi ed incamminarsi verso la felicità. L’ho voluta scrivere indirettamente, usando il nome di Taylor Mendez in sostituzione del suo, per due ovvie ragioni. La prima per una questione di coerenza, che è una regola fondamentale nella scrittura. Sarebbe stato illogico e ridicolo edificare una storia diversa con Michael come protagonista, ma potevo creare una alter-ego, qualcosa di simile ad una reincarnazione. La seconda ragione è che non volevo sfruttare il suo nome come veicolo di notorietà. Troppa gente lo ha usato per arricchirsi e questo non è, nel modo più assoluto, il mio fine.

Chi è Michael per te e cosa ha rappresentato e rappresenta tuttora?

Michael è l’icona della mia adolescenza, l’incarnazione della carità e dell’altruismo. Michael è il mio maschile gemello. In lui vedo il mio amore incompreso verso il prossimo, il bisogno di sentirmi amata. In lui vedo riflessa la mia profondità, le mie insicurezze, l’ingenuità di donna- bambina, la timidezza celata dietro una maschera. Michael è la conferma che può esserci dolcezza e sensibilità pur essendo uomo e che il modo migliore di guardare la vita è quello di osservarla con gli occhi di un bambino.

Qual è il significato più profondo che il romanzo comunica?

“Un’altra chance” è denso di significati e portavoce dei veri valori della vita. Ci insegna a confidare nel futuro poiché la felicità è appena dietro l’angolo, anche quando ogni barlume di speranza è perduto e tutto sembra remare contro. Ci insegna che non è tutto oro quel che luccica e che l’altra faccia del successo e della fama è spesso grande solitudine e tristezza. Questo romanzo vuole essere un monito per molti giovani che vedono nel mondo dello spettacolo la realizzazione di un sogno facile e pieno di attrattive.

Per il futuro, ci saranno altre opere ed eventi dedicati a Michael?

Penso  che si potrebbe trarre una buona scenografia per la realizzazione di un film. Di certo non mancherebbe qualche ostacolo, per via dei numerosi scenari interiori descritti. Ma penso che con l’ausilio di una garbata e non invasiva voce narrante, si potrebbe aggirare l’ostacolo senza nulla togliere alla trama. Un discorso diverso varrebbe per l’interpretazione di Taylor. Al momento non conosco alcun attore, somigliante a Michael Jackson, che possegga doti di ballerino.

Di che cosa ti occupi nella vita quotidiana e quali sono gli insegnamenti più importanti che hai imparato da lui?

Mi occupo di grafica applicata alla fotografia. La copertina del romanzo è una mia creazione. L’esempio che Michael insegna e che ho reso fortemente mio, è la generosità nel dare sempre e comunque il meglio di sé, e che “ professionista” è, pur non essendolo, sinonimo di “perfezionista”. Certo una storia bellissima ed avvincente che appassionerà tutti ed uno straordinario regalo per Michael, il Re del Pop che ha profondamente segnato le generazioni di adulti e ragazzi e che resterà per sempre la stella più splendente del panorama musicale ed artistico mondiale.

 

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