Ravenna: anonimi teppisti scrivono su un muro del liceo “il preside è gay”.Il dirigente non fa cancellare la scritta.


Il preside: «Perché un alunno ha pensato di offendermi utilizzando una frase che dovrebbe connaturare solo l’orientamento sessuale di una persona?».

“Dovremmo essere così grandi da non offendere e così nobili da non sentirci offesi”- ha detto l’ex presidente americano Abramo Lincoln, che considerava una virtù il fatto di non odiare coloro che vogliono offenderci. È una qualità che ha dimostrato di possedere il preside del liceo scientifico “Oriani” di Ravenna, quando qualcuno, presumibilmente uno studente, ha scritto su un muro dell’edificio “il preside è gay”, riferendosi a Gianluca Dradi. Quest’ultimo è dichiaratamente omosessuale e, alla vista di quella scritta, non ha provato alcun risentimento per l’intento offensivo della frase, ma sorpresa. «Perché un alunno- si è domandato il preside- ha pensato di offendermi utilizzando una frase che dovrebbe connaturare solo l’orientamento sessuale di una persona?». A questa domanda Gianluca Dardi ha deciso di rispondere con un atto concreto, ovvero lasciare la scritta “il preside è gay sul muro”, in modo che tutti i giovani possano leggerla e porsi la stessa domanda che si è posto il preside.

L’intenzione di Dardi è quella di trasformare un tentativo di scherno in un momento di riflessione per gli studenti, in modo che possano rendesi conto della banalità della discriminazione. «Le offese omofobe sono una caratteristica degli atti di bullismo tra gli adolescenti- ha spiegato il preside- che usano spesso frasi, tipo sei grasso, sei gay. La mia è una provocazione: vorrei dare forza all’idea che è stupido utilizzare l’orientamento sessuale di una persona come un’offesa». Sono passati sette anni da quando Gianluca Dradi ha abbandonato la professione di avvocato per fare il preside. Da quando è responsabile del  liceo scientifico “Oriani”, Dradi ha sempre avuto tra i suoi obiettivi principali quello di “educare i bulli”, sui quali spesso i consigli degli adulti “scivolano via o sortiscono l’effetto opposto”.

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