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“Quando un genitore ama due volte”

By 25 Maggio 2020 No Comments

Lettera di un padre alla figlia transessuale

 di Anna Maria Antoniazza

“La vita mi ha insegnato che quando si ha un figlio in realtà, in tutti i figli, ci sono sempre dei gemelli, due identità, a prescindere dalla forma che poi queste due anime prendono nel tempo. Alcuni trascorrono la vita senza accorgersi di avere qualcosa di profondamente diverso dalla propria immagine, dalla considerazione di sé stessi…altri invece riescono a vedere il proprio gemello e aiutarlo a venire alla luce. Ma questo è un compito che non può gravare sui genitori, questo è un compito dei figli, e tu hai fatto di tutto per farlo venire alla luce. Tante volte mi hanno offeso, umiliato, quando dicevo che mio figlio era diventato una donna, magicamente incantata dagli ormoni. In realtà, pensandoci bene, ho sempre ingoiato queste offese senza dire niente, senza ribellarmi e ho sempre fatto male. Non ho mai reagito per rispetto della tua scelta e perché credo che chi parla male di qualcuno, soprattutto se questo qualcuno non può difendersi, sia una persona che ha tanti segreti da nascondere e che tutto il suo equilibrio, la sua serenità sarebbe distrutta se questi scheletri, usciti dall’armadio, si facessero vedere.

Vedi, la tua trasformazione non è stata solo psicologica, è stata fisica, è un segreto che non può rimanere nascosto perché si vede, si sente, è un corpo che si muove per la strada sotto gli occhi di tutti, di innegabilmente evidente. E io, che sono un’amante della Verità, questa piccola Verità dentro la tua vita l’ho sempre vista brillare fin da quando eri un bambino, coi capelli lunghi e quelle movenze un po’ particolari, che ti rendevano facile oggetto di scherzi e offese. I bambini sono di una cattiveria immensa, ma la tua diversità ti ha dato una forza grandissima, riesci a reggere la solitudine come un gigante. Vivi tutto con un’estrema fiducia. Siamo continuamente plasmati dai nostri amici, sono quelli che ci tagliano, ci scolpiscono.


Alla fine, amore mio, siamo fatti di lacrime, anche quando continuiamo a sorridere. Per me che sono un genitore di una certa età questo è diventato abbastanza evidente e non riesco a non pensarci. Le lacrime di cui parlo io non si vedono, rimangono nascoste sotto la pelle, come una cosa che senti e che non riesce ad uscire da te…neanche se prendessi un coltello riusciresti a farle uscire. E poi ricordati, cara mia, che la sofferenza è sempre invisibile. Solo la felicità si vede ma ha il brutto vizio di sparire subito. Le cose che non si vedono, invece, possono continuare ad esistere, e agiscono secondo dinamiche, secondo traiettorie che noi non conosciamo. Il mio amore per te è doppio del tuo. Ti ho amato da bambino e ti amo ancora di più adesso, che sei una donna.”


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