Quando in Calabria la Sanità era una eccellenza. L’esempio della clinica Teti


di emigrazione e di matrimoni

Quando in Calabria la Sanità era una eccellenza. L’esempio della clinica Teti.

Quando in Calabria la Sanità era una eccellenza nazionale: il prontuario prezzi della clinica Teti di Sant’Onofrio nel 1921.

 

Nei giorni in cui il governo nazionale italiano ha commissariato i servizi sanitari di Reggio Calabria a causa di infiltrazioni della ‘Ndrangheta, il gruppo criminale organizzato, ricordiamo che non è sempre stato così nella tormentata regione Calabria.

Un caso del passato ci mostra che le persone della regione sono in grado di svolgere servizi eccezionali, inclusa la salute. Quindi dobbiamo chiederci seriamente cosa noi, come paese, a cominciare dagli stessi Calabresi, dobbiamo fare per ripristinare dignità e servizi in quelle parti d’Italia dove gruppi organizzati come la ‘ndrangheta, la camorra e le altre organizzazioni criminali riescono ancora a dettare regole.


Nativo di Sant’Onofrio, il dottor Raffaele Teti, laureatosi in medicina e chirurgia all’Università di Roma, specializzatosi poi in chirurgia generale ed oculistica all’Università di Catania, fondò nel paese natale, allora provincia di Catanzaro, un ospedale destinato a diventare un polo sanitario di eccellenza a livello nazionale, la Clinica che porta il suo nome, aperta nel 1914 . In seguito lo stesso medico fonderà anche a Nicastro un’ analoga casa di cura. Fino al 1870 faceva funzione di ospedale a Monteleone Calabro (oggi detta Vibo Valentia, il centro più vicino) solo il Convento dei pp. Carmelitani, fondato nel XVI secolo. La novità per quanto riguarda la Calabria fu il polo per l’impiego, sia in senso diagnostico che in senso terapeutico, dei raggi X. Se si pensa l’importanza di questo fatto occorre sapere che, a titolo sperimentale, la radioterapia esiste solo dal 1896 e già solo venticinque anni dopo i primi esperimenti, la Rivista di Chirurgia fondata dal Teti, illustrava con un’interessante dissertazione l’efficacia di quella che oggi chiamiamo roentgenterapia mostrando le caratteristiche del gabinetto radio della Casa di salute Teti e dei suoi macchinari.

Una caratteristica non trascurabile è, come il Teti osserva, che la radioterapia sia uno “sviluppo” ulteriore delle tecniche di elettro-galvano-terapia con cui, inizialmente, venivano curate alcune patologie come la “sciatica”. In questo caso un pioniere, giacché anche oggi si preferisce curare la sciatalgia con i raggi X.

La Clinica Teti non era sempre operativa tutto l’anno; apprendiamo che, agli esordi, il dott. Teti, chiudeva per ben due mesi all’anno, allo scopo di recarsi a Roma e all’estero, specialmente in Svizzera, per approfondire meglio le sue conoscenze e per reperire infermieri in grado di aiutarlo con competenza in sala operatoria.

Soffermiamoci, per brevità, su questo prontuario dei prezzi che, si badi bene, è stato stampato solamente sette anni dopo l’apertura della clinica e su cui leggiamo le rette percepite a persona al giorno, a seconda della classe. 25, 20 e 16 lire. Era un prezzo abbordabile nel 1921, anno della pubblicazione?

Oggi, un ricovero presso una clinica privata non convenzionata, può costare dalle 250 alle 300 euro al giorno e nel 1921 non esisteva alcun tipo di convenzione. Ma oggi, generalmente, quasi tutte le case di cura private offrono prestazioni e ricoveri senza alcun tipo di costo in più rispetto a quanto richiesto dal servizio sanitario nazionale.

Nel 1921 il 52 % della popolazione italiana era impiegato nell’agricoltura in condizioni di subordinazione e di analfabetismo (in Calabria 61%) e guadagnava 60 centesimi l’ora (7,20 lire al giorno, 6 in Calabria).300 lire al mese (10 al giorno) era la paga di un operaio non specializzato. Un impiegato guadagnava 650 lire al mese ed un professore aveva uno stipendio di 850 lire.

Considerato che le rette di ricovero non comprendevano le prestazioni specialistiche (diagnostiche e terapeutiche) era una bella somma da sborsare.

Alcuni prezzi del 1921: un giornale quotidiano costava 50 centesimi, un pacchetto di sigarette nazionali, lire 1,70 ma le sigarette si potevano anche comprare a 10 centesimi l’una. Per un pranzo in ristorante occorrevano almeno 5 lire a persona.

Andando avanti balza subito agli occhi il costo dei servizi principali: quelli del gabinetto radiologico. Una radiografia costa da 80 a 200 lire e lo studio radioscopico del tubo digerente da 150 a 250 lire. Oggi, il progresso, ha permesso di abbassare notevolmente il costo di una radiografia. Una semplice lastra non costa più di 60 euro ma a quei tempi era una cosa eccezionale e, ancora oggi, una radiografia del tubo digerente viene a costare anche 180/190 euro, quindi più del doppio adesso, rispetto alla lastra. Il motivo è che l’esame diagnostico di esofago, stomaco e duodeno richiede più tempo rispetto a una normale radiografia ed un’esposizione più lunga ai raggi, dei cui rischi siamo più edotti.


Infine il tariffario comprende i costi delle analisi del sangue, delle urine e degli altri secreti (da notare “degli sputi per la tubercolosi”,oggi si dice meno poeticamente “espettorato”).

Infine ultima curiosità: benché la Casa di salute disponesse di un’ottima sala operatoria dove venivano eseguiti tutti i tipi di interventi : dermatologici (asportazione di foruncoli e “favi”e “flemoni” ossia cisti e tumori superficiali del collo e della nuca), tonsilliti, ascessi, mastoiditi, osteomieliti, appendiciti, emorroidi, fistole, idrocele, tumori vari, endometriti, ipertrofia della prostata, calcolosi epatica, renale e vescicale e peritonite tubercolare, i pazienti dell’epoca potevano chiedere, se lo desiderassero di…essere operati a casa, magari anche trasportati a casa propria per l’intervento, con un’automobile! Oggi chiunque si sentirebbe immensamente più tranquillo a farsi addormentare ed asportare un cancro in un ospedale attrezzato, figuriamoci se non si possiede nemmeno un mezzo proprio di trasporto.

Ma l’Italia usciva da poco da una guerra spaventosa…erano altri tempi!

Non deve sorprendere, infine, che l’assistenza sia “fatta da signorine diplomate infermiere presso il Policlinico di Roma”: è solo di recente (1971) che la professione di infermiere è aperta anche agli uomini e le scuole professionali sono capillarmente diffuse in tutto il territorio nazionale.

La clinica santonofrese era ancora in funzione negli anni cinquanta del secolo scorso, quando vi furono portati i feriti del disastro ferroviario di Pizzo, del novembre 1951, prova che ormai da anni svolgeva funzioni di un ospedale pubblico. La Casa di salute Teti cesserà di essere operativa nel 1962.

Fonte: Gruppo Facebook VIBO VALENTIA nella sua Storia, autore del testo italiano Germanico Austa


di emigrazione e di matrimoni

It wasn’t always like it is today

When health in Calbria was national Excellence: the price list of the Teti Clinic of Sant’onfrio in 1921.

In the days after Italy’s national government forced the closure of the company running Reggio Calabria’s health services due to infiltration by the ‘Ndrangheta, the local organized crime group, let us remember that is was not always so in the troubled region of Calabria.

One case from the past shows us that the people of the region are capable of performing outstanding services including health. So we must seriously ask ourselves what we as a country, beginning with the Calabresi themselves, must do to restore dignity and services in those parts of Italy where organized groups such as the ‘Ndrangheta, Camorra and the other criminal organizations still manage to dictate the rules.

Doctor calabrese and new technology

Born in the town of Sant’Onofrio in what is now the province of Vibo Valentia in Calabria, Doctor Raffaele Teti who graduated in medicine and surgery at Rome University and then specialized in general surgery and Ophthalmology at Catania University founded in his hometown, then in the province of Catanzaro, a hospital destined to become a health hub of excellence nationally.

The clinic that bore his name opened in 1914.Subsequently the doctor also established a similar health centre at Nicastro. Up to 1870 in Monteleone (the closest city and now called Vivo Valentia) only the Convent of the Carmelites founded in the 16th century operated as a hospital.

The novelty as far as Calabria was concerned was that it was the first place to use X-rays diagnostically and therapeutically. The understand the importance of this fact it must be remembered that experimentally X-ray therapy existed only since 1896 and only 25 years after the first experiments the magazine of surgery founded by Teti illustrated with an interesting presentation the efficiency of what is now called roentgen therapy that showed the use of the X-ray cabinet in Teti’s health centre and its equipment.


The characteristic that must not be neglected was how, as Teti observed, X-ray therapy was a further “development” of the technique of electrogalvanic therapy with which some diseases such as “sciatica” were initially cured. In this case he was a pioneer since today we still prefer curing sciatica with X-rays.

Study and prices

The Teti Clinic did not operate year round as we learnt that, in the beginning, Dr. Teti closed for a good two months a year to go to Rome and overseas, especially in Switzerland, to further his knowledge and to find staff who were able to help him competently in the operating theatre.

Let us pause briefly on the price list that was printed only seven years after the opening of the clinic in which we read the prices paid per person of 25, 20 and 16 lire per day depending on the class. Was it an affordable price in 1921, the year of publication?

Today admission into an unaffiliated private clinic can cost from 250 to 300 Euros per day and in 1921 there was no type of affiliation. But generally today nearly all the private clinics offer services and admission with no extra cost compared to what is asked by the National Health Service.

In 1921 52% of Italy’s population was employed in agriculture in conditions of subordination and illiteracy (61% in Calabria) and they earned 50 cents per hour (7.20 lire a day, 6 lire in Calabria). 300 lire (1° lira per day) was the monthly wage of a non specialized labourer.

An employee earned 650 lire a month and a teacher had a monthly wage of 850 lire.


Considering that the daily price of admission did not include the specialist diagnostic and therapeutic services it was a big sum to pay.

Some prices in 1921 were: a daily newspaper cost 50 cents, a packet of cigarettes cost 1.70 lire but cigarettes could be bought for 10 cents each. Lunch at a restaurant needed at least 5 lire per person.

As we read on the prices of the main services spring to mind: those of the X-rays. An X-ray cost 80 – 200 lire and the radioscopic study of the digestive track from 150 to 250 lire. Today progress has let us lower the prices of radiography significantly. A simplex-ray costs 60 Euros but in those days the price was exceptional and, again today, a radiography of the digestive tract can also cost 180/190 Euros, therefore more than double compared to the X-ray. The reason is that the diagnostic examination of the oesophagus, stomach and duodenum require more time than a normal X-ray and longer exposure to the rays with the risks of which we are more aware.

Finally, the price list includes the costs of the blood urine and other secretions. Note the “spits for tuberculosis”, which today are less poetically called “sputum”.

Home and nurses

Finally there is another curiosity. Although the clinic had an excellent operating theatre where many types of surgery were performed: dermatological, (removal of pimples and “favi” and “phlemmons”, in other words superficial cysts and tumours from the neck and nape) tonsillitis, abscesses, mastoiditis, osetomyelitis, appendicitis, haemorrhoids, fistulas, various tumours, endomitritis, prostrate hypertrophy, renal and bladder stones, tuberculosis peritonitis, the patients at the time could ask if they…. could have the surgery at home, possibly even transported home for the surgery by car!

Today anyone would feel immensely calmer to fall asleep and have a cancer removed in a fully equipped hospital, let alone even if they did not even have their own means of transport. But Italy had just come out of a frightening war… these were other times!

Finally, it must not surprise us that the assistance was “made young ladies nursing graduates of the Rome Polyclinic” and only recently in 1971 the profession was opened to young men as well and the professional schools are widely spread all over the country.

The Sant’Onofrio clinic was still functioning in the 1950s of the last century when the injured passengers of the November Pizzo rail disaster were brought there, which proves that the clinic operated as a public hospital for years. The Teti health clinic ceased operations in 1962.

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