Quando culture si incontrano

Chi lascia il proprio paese, per qualsiasi motivo, sia permanentemente che per brevi periodi, porta con se la propria cultura e all’arrivo al paese nuovo trova una cultura nuova.

di Gianni Pezzano

Non accade spesso che si possono mettere insieme i Bersaglieri, e precisamente la celebre Fanfara del corpo più riconosciuto della forze armate italiane per le loro piume nere e il passo di corsa e un gruppo folkloristico di oriundi italiani in Brasile. Però, in pochi giorni mi sono ritrovato a guardare due filmati che, ciascuno nel suo modo, dimostra una grande verità dell’emigrazione e non soltanto italiana.


Infatti, nel dibattito mondiale sull’emigrazione è probabilmente il fattore più sottovalutato del fenomeno che è uno dei motori della Storia del mondo sin dal giorno che il primo uomo decise di lasciare le vallate africane per eventualmente popolare tutti i continenti.

 

Ballo anomalo

Durante uno scambio con l’autore della recente storia riguardo l’emigrazione italiana in Brasile (Circolo Trentino Santa Teresa, Brasile ) lui mi ha inviato questo filmato di qualche anno fa del gruppo di ballo del Circolo Trentino Santa Teresa in Brasile. Non riusciva a esprimere il suo stupore verso il ballo del filmato.

Infatti, le pochi reazioni sotto il filmato erano ancora più scandalizzate poiché il ballo non era affatto trentino, bensì una tarantella napoletana. Certo che uno si aspetterebbe di sentire la tipica musica delle vallate trentine, ma poi dobbiamo ricordare, come ha scritto il nostro Gustavo Baretieri, che la comunità trentina in quel paese risale a oltre 14 decenni. I cambi alle tradizioni di queste comunità ultracentenaria erano inevitabili e il filmato ne è la prova.

Dall’Ungheria al Canada via Napoleone

Nel secondo filmato con lo scherzo della Fanfara con la banda del 22° Reggimento canadese si vede benissimo quel che succede quando due culture si incontrano.

I musicisti canadesi nelle celebri giubbe rosse delle forze armate britanniche indossano il colbacco che fu adattato dai britannici dopo le guerre napoleoniche. Originariamente il copricapo era ungherese e fu a suo turno adottato da unità dell’Impero Francese e dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo i celebri Grenadier Guards inglesi decisero di adottarlo in ricordo della loro vittoria. Dopo questa decisione il passo alle unità canadesi è stato breve perché era una colonia britannica fino alla formazione del paese, che ora chiamiamo Canada, nel 1867.

Nell’esempio del colbacco vediamo un indumento che ha attraversato più di un paese e ben due continenti. Versioni del colbacco sono ancora indossate da vari eserciti europei, compreso quello svedese, la cui famiglia reale risale al Jean-Baptiste Jules Berbadotte, Maresciallo di Francia sotto l’Imperatore Napoleone Bonaparte. Infine, anche la Guardia Reale svedese indossa una forma del colbacco e non ci vuole molto a capire come arrivò nel paese scandinavo.

In questo caso, la forma dell’emigrazione era quella più violenta, quella della guerra, perché anche questa fa parte dei motivi per cui nel corso dei millenni intere popolazioni sono emigrate per cercare un luogo pacifico. In molti casi, la azioni belliche li hanno seguiti e in altri le condizioni nei nuovi paesi erano ancora peggio di quel che fuggivano. E qui arriviamo a quel che i due filmati ci dicano in modo così divertente.

Televisione e Internet

Chi lascia il proprio paese, per qualsiasi motivo, sia permanentemente che per brevi periodi, porta con se la propria cultura e all’arrivo al paese nuovo trova una cultura nuova. Il risultato in ogni caso è una cambio di entrambe le culture. Questo succede malgrado i tentativi millenari di despoti e capi religiosi fanatici, di dittature e di sette fondamentaliste, perché le forze del cambio sono più forti delle istituzioni nazionali di tutto il mondo.


Questa procedura non si ferma mai e ora gli incontri tra culture non si trovano soltanto con il trasferimento di individui, famiglie e popolazioni, ma oggigiorno gli incontri culturali accadono in altri modi con effetti più o meno drammatici.

Basta pensare l’effetto di un’invenzione di un ingegnere scozzese in Inghilterra che ha messo piede in tutto il mondo e che molto spesso impone le sue regole alle famiglie; la televisione.

Ora ci troviamo anche un altro mezzo che lo fa in un modo molto più profondo e ci vorrà molto tempo per capire il vero impatto dell’internet non sola nella vita quotidiana di individui e famiglie ma, come vediamo dalle indagini nelle elezioni presidenziali americane del 2016 vinte da Donald Trump, anche nel cambiare blocchi di voti tramite manipolazione di notizie ed opinione pubbliche bersagliando gruppi strategici della popolazione.

Torniamo all’esempio del gruppo trentino in Brasile, il cambio di danza e di musica non è difficile da capire. In questi 14 decenni nelle famiglie trentine sono entrati componenti da altre regioni e in questo modo le tradizioni delle famiglie sono cambiate in modi inattesi.

Cambi inarrestabili

Quando parliamo dell’emigrazione italiana vediamo gli effetti della nostra cultura italiana in molti paesi e due esempi dimostrano che anche gli immigrati più umili possono cambiare i loro nuovi paesi di origine.

Naturalmente il primo esempio è la cucina e basta dare un’occhiata alle pagine di Facebook degli italiani all’estero per vedere non solo i piatti degli utenti ma anche come cambiano da paese a paese. Siamo arrivati al punto che molti americani credono che la pizza (che molti chiamano “pie”, cioè torta salata) sia un’invenzione americana. Poi, a questo dobbiamo aggiungere la controversia internazionale che è diventata un tormentone di non poco conto, se si può aggiungere l’ananas e anche qui noi capiamo con precisione il paese d’origine di questa modifica al classico piatto napoletano.


Nel secondo caso il mezzo di cambiamento è stata la musica italiana e non solo da parte di grandi tenori come Enrico Caruso all’inizio del 900 e Luciano Pavarotti alla fine del secolo. Anche in questi casi gli emigrati italiani hanno portato nei nuovi paesi musica che è stata adottato dai loro nuovi connazionali. Cantautori italiani hanno visto le loro canzoni interpretate in tutto il mondo in altre lingue e in molti casi il pubblico nazionale non sa che le canzoni siano d’origine italiana. Infatti, sarebbe interessante fare un sondaggio per vedere quanti americani pensano che “Volare”, il loro titolo de “Il blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, sia una canzone americana.

Per i politici è facile dire che “la nostra cultura non deve cambiare”, ma la realtà è che ogni cultura cambia sempre e che, in fondo, questi cambi sono inarrestabili. E non solo per i motivi spiegati in questo articolo.

È sorprendente dove si può arrivare quando cominciamo a studiare gli effetti dell’emigrazione.

Questo fenomeno che cerchiamo di capire tramite la nostra ricerca per storie dell’emigrazione italiana, è indubbiamente l’agente più importante di cambio culturale nella Storia, senza eccezione. Sia se l’emigrazione è dovuta a guerra e disastri naturali, sia perché individui vogliono trovare una vita nuova lontana dai paesi di nascita. E questo è un tema che deve essere rappresentato in alcune delle storie che metteremo online.

Perciò ripetiamo il nostro appello ai lettori di inviarci le loro storie personali, in italiano o inglese oppure, se possibile, con la versione nella lingua del rispettivo paese di residenza. Abbiamo scritto la Storia, ora dobbiamo documentarla.

Scriviteci a: [email protected]


When cultures meet

Who leaves their home countries, for whatever reason, whether permanently or for briefly, takes their culture with them and when they get to the new country they find a new culture.

By Gianni Pezzano

It is not often that we can bring together the Bersaglieri, Italy’s most famous military unit due to its black plumed hats and running pace, and specifically its famous Fanfara (musical platoon) and a folkloristic group of Italian migrants in Brazil. However, a few days ago I found myself watching two film clips which, each in its own way, shows a great truth about migration and not only Italian.

In fact, in the debate worldwide about migration it is probably the most underestimated factor in the phenomenon that is one of the motors of world History, beginning the day the first man decided to leave the African valleys to eventually populate all the continents.

An abnormal dance

During an exchange with the author of the recent story about Italian migration to Brazil (Circolo Trentino Santa Teresa, Brasile) he sent me this film clip from some years ago of the dance group of the Circolo Trentino Santa Teresa in Brazil. He could not hide his befuddlement regarding the dance in the clip.

In fact, the few reactions beneath the clip were of indignation that the dance shown was not at all from Italy’s Trentino region, but a Neapolitan tarantella. You would certainly have expected to hear the traditional music of Trentino’s valleys but then, as our friend Gustavo Baretieri wrote, the Trentino community in that country goes back more than 140 years. Over more than a century changes to this community’s traditions were inevitable and the clip is proof of this.


 

From Hungary to Canada via Napoleon

In the second film clip which shows the joke between the Fanfara and the band of the 22nd Regiment we see very well what happens when two cultures meet.

The musicians in the famous red coats of the British armed forces wear busbies which were adopted by the British after the Napoleonic Wars. The head cover originated in Hungary and was in turn adopted by units of the French Empire and after Napoleon’s defeat at Waterloo in 1815 the famous Grenadier Guards decided to adopt it in memory of their victory. After this decision the step to the Canadian units was short it was a British colony until the formation of the country we now call Canada in 1867.

With the example of the busby we see a piece of clothing which crossed more than one country and two continents. Versions of the bearskin head covering are still worn by a number of European armies, including Sweden’s. Interestingly, this country’s royal family goes back to Jean-Baptiste Jules Berbadotte, Marshall of France under emperor Napoleon Bonaparte. Finally, even the Swedish Royal Guard wear a version of the Busby and it would not take much to understand how it came to the Scandinavian country.

In this case the form of migration was the most violent, that of war, because this too is one of the reasons that in the course of thousands of years entire populations migrated to look for a peaceful place. In many cases the wars followed them and in others the conditions in the new countries were even worse than in the one they fled. And now we come to what the film clips tell us in such an entertaining way.

Television and Internet

Who leaves their home countries, for whatever reason, whether permanently or for briefly, takes their culture with them and when they get to the new country they find a new culture. The result in every case is change to both cultures. This happens despite thousands of years of efforts by despots and religious heads, by dictatorships and fanatical sects because the forces of change are stronger than the national institutions in the entire world.

This process never stops and now the meetings of cultures no longer occur only with the movements of individuals, families and populations, but in today’s world meetings of culture happen in other ways with more or less dramatic effects. We only have to think of the invention by a Scottish engineer in London which has taken root around the world and which very often imposes its rules on families; television.

Now we have another means which does this in much deeper way and it will take a long time to understand the true impact of the internet not only on the daily lives of individuals but, as we see in the investigations on the American presidential elections won by Donald Trump in 2016, by changing blocks of votes by manipulation of news and public opinion which targeted strategic groups in the population.

Looking back at the group of dancers from the Trentino in Brazil, the change of dance and music is not hard to understand. In the course of 14 decades new members from other Italian regions have come into these families and in this way the family traditions have changed in unexpected ways.

Unstoppable changes

When we talk about Italian migration we see the effects of Italian culture in many countries and two examples show that even the most humble of migrants can change their new countries of residence.

Naturally the first example is food and we only have to take a look at the pages of Italians overseas in Facebook in order to see not only the dishes prepared by the users but also how they change from country to country. We have reached the point that many Americans believe that pizza (which many call “pie”) is an American invention. We must add to this the international controversy which has become a not so small sore point, whether or not pineapple can be added and in this we do not know precisely the country of origin of this modification to the classic Neapolitan dish.

In the second case the means of change was music and not only by great tenors such as Enrico Caruso in the beginning of the 20th century and Luciano Pavarotti at the end. Italian migrants also brought music to the new countries of residence which was then adopted by their new countrymen and women. Italian singer-songwriters have had their songs performed in other languages around the world and in many cases the international public does not know the songs were originally Italian. In fact, it would be interesting to do a survey to see how many Americans think Domenico Modugno’s “Volare” is an American song.

It is easy for politicians to say “our culture must not change”, but the reality is that every culture changes constantly and, profoundly, these changes are unstoppable. And not only for the reasons explained in this article.

It is surprising to see where we can go when we start to study the effects of migration.

This phenomenon, which we are trying to understand with our search for stories of Italian migration, is undoubtedly, and without exception, the most important agent for cultural change in History. Whether by migration due to war or natural disasters or whether it is by individuals who want to look for a new live far from their countries of birth. And this is one theme that must be represented in some of the stories that we will put online.

For this reason we repeat our appeal to readers to send us their personal stories, in Italian or in English or, if possible, with a version in the language of the respective country of residence. We have made History, now we must document it.

Send the stories to: [email protected]

Lascia un commento