Putin verso sicura vittoria alle prossime elezioni presidenziali in Russia

By 31 gennaio 2018Mondo

Manifestazioni contro il leader del Cremlino: arrestato l’attivista “anti-Putin” Aleksej Navalny durante una protesta a Mosca

 


di Vito Nicola Lacerenza

Il leader russo Vladimir Putin sembra destinato a stravincere, per la quarta volta consecutiva, le elezioni presidenziali che si terranno il 18 marzo prossimo. Secondo i sondaggi il suo partito, “Russia Unita”, avrebbe il 66% dei consensi, con una opposizione ridotta al minimo: le ultime proteste organizzate dall’attivista politico Aleksej Navalny, considerato un leader  “anti-Putin”, hanno radunato meno manifestanti del previsto. Pur non essendo disponibili dati precisi sulla partecipazione alla manifestazione anti-Putin, molti osservatori avrebbero registrato un netto calo di partecipanti rispetto alle volte precedenti. Pochi manifestanti a San Pietroburgo e ancora meno quelli capeggiati da  Aleksej Navalny che hanno protestato contro Putin a Mosca. Navalny, come in altre analoghe occasioni, è stato arrestato, e subito rilasciato, per il reato di “organizzazione di manifestazioni non autorizzate”.


La protesta contro Putin più intrepida, anche se non particolarmente partecipata, è stata quella avvenuta nella città di Yakutsk, a nord-est della Siberia, dove la gente ha sfilato in corteo nonostante la temperatura fosse di 45°C sotto lo zero. Il leitmotiv di tutte queste mobilitazioni è stato “il boicottaggio” totale delle prossime elezioni, perché “sono false senza Navalny”. Infatti quest’ultimo è accusato di “malversazione”, un reato che rende impossibile la sua candidatura. Molti russi però non credono alla colpevolezza dell’attivista “anti-Putin”, e ritengono si tratti di uno stratagemma usato dal Cremlino per impedire la sua corsa alle presidenziali. In ogni caso le proteste anti-Putin sparse un po’ ovunque in Russia, anche se non mettono in pericolo la sicura rielezione di Putin, vedono come partecipanti molti esponenti delle nuove generazioni, che sono il segno innegabile di uno spiraglio di cambiamento in atto all’interno della società civile russa.

 

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