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Italiani nel Mondo

Presto a Buenos Aires il Festival DerHumALC, l’ultima edizione del Festival Internazionale dell’Ambiente e dei Diritti Umani dell’America Latina e dei Caraibi – Soon in Buenos Aires the latest edition of the DerHumALC, the International Festival of the Environment and Human Rights in Latin America and the Caribbean

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di emigrazione e di matrimoni

Presto a Buenos Aires il Festival DerHumALC, l’ultima edizione del Festival Internazionale dell’Ambiente e dei Diritti Umani dell’America Latina e dei Caraibi

di Edda Cinarelli

 Oggi abbiamo un altro articolo interessante dalla nostra amica e collaboratrice Edda Cinarelli.

Ne parliamo con Julio Santucho presidente dell’Istituto Multimedia dell’Ambiente e dei Diritti Umani FINCADH organizzatore del Festival. Il soggetto dell’articolo è Julio Santucho che rimane coinvolto nelle vita culturale e dei Diritti Umani nel paese.

Quel che rende questo articolo interessante è come un Festival del Cinema in Sud America abbia avuto un impatto importante a livello mondiale con un mezzo che è sempre stato non solo la “Settima Arte”, ma anche un mezzo di denuncia e azione sociale, il Cinema.

L’articolo nomina alcuni film importanti che hanno trovato pubblico internazionale tramite il Festival, compresi film italiani, che dimostra chiaramente che i figli/discendenti di emigrati italiani siano una risorsa per l’Italia, anche come promotori dei nostri prodotti, di ogni genere, nei loro paesi di residenza.

Ripetiamo l’invito ai nostri lettori a inviare anche loro articoli delle loro esperienze per pubblicazione in questo giornale a: gianni.pezzano@thedailycases.com .

Gianni Pezzano

Presto a Buenos Aires il Festival DerHumALC, l’ultima edizione del Festival Internazionale dell’Ambiente e dei Diritti Umani dell’America Latina e dei Caraibi

di Edda Cinarelli

Il cinema come mezzo di allarme è formidabile, forse è attualmente lo strumento più incisivo di denuncia. Questo aspetto della settima arte l’ha capito molto bene Julio Santucho, che da giovane apparteneva all’Ejercito Revolucionario de los Trabajadores, dirección política del Ejercito Revolucionario del Pueblo (ERP), organizzazione guerrigliera fondata da suo fratello, Mario Roberto Santucho, nel 1970.

Julio, obbligato ad andare in esilio nel 1976, è ritornato in Argentina nel 1993. Dal 1997 organizza un Festival Internazionale del cinema, che nelle sue prime edizioni era circoscritto al tema del genocidio in America Latina e in seguito ha incorporato il tema dei Diritti Umani a 360 gradi e le tematiche legate all’ambiente.

In esilio dopo essere stato a Roma, Parigi e in Messico si è stabilito a Roma, alla Garbatella, dove ha vissuto dal 1982 al 1993 e ha frequentato altri esiliati argentini. In quegli anni ha conosciuto Marimé Arias, la vedova di Sergio Karakachoff, un avvocato ucciso dai militari durante la dittatura e importante punto di riferimento dei radicali argentini. La signora gli ha presentato Federico Storani, conosciuto politico radicale argentino che per ammirazione e gratitudine verso Sergio Karakachoff ha istituito la Fondazione omonima

Nel 1980, in Italia, è nata sua figlia Florencia, anteriormente aveva avuto dalla prima moglie Cristina Navajas: Camilo, Miguel e Daniel nato in un centro di detenzione (n.d.r., descritto nell’articolo).

Perché nel 1982 si è stabilito in Italia? E com’è iniziata la sua passione per il cinema?

Dopo essere stato a Parigi, Roma, Messico, mi sono stabilito in Italia perché ho iniziato a insegnare Letteratura ispano-americana nell’Università della Calabria, a Cosenza. In quegli anni c’era un forte interesse mondiale verso gli scrittori latino-americani come Julio Cortázar, Jorge Luis Borges entrambi argentini; Gabriel García Márquez, colombiano; Vargas Llosa peruviano, Augusto Roa Bastos, paraguayano, Juan Carlos Onetti uruguayano, Miguel Ángel Asturias guatemalteco che tra l’altro vivevano a Buenos Aires.

C’erano anche film tratti dai loro romanzi come Cien años de soledad di García Márquez; La ciudad y los perros di Vargas LlosaLibro de Manuel di Julio Cortázar. Proiettavo i film, dopo chiedevo agli studenti di leggere il libro e poi seguiva la discussione. Ho constatato che questo metodo era efficace visto che attraverso il cinema suscitavo l’interesse degli studenti e ho iniziato a capire la forza del cinema.

Quando sono tornato a Buenos Aires ho iniziato a lavorare nella commissione di Relazioni con l’estero della Camera dei deputati, come assessore di Federico Storani, che da buon radicale di sinistra quando il Parlamento ha votato le leggi del Punto Final e della Obediencia Debida (n.d.r., leggi del 1986 e 87 che avrebbe concesso prescizione per reati commessi durante la dittatura militare, poi dichiarate incostituzionali dalla Corte Suprema), ha votato contro mentre la maggior parte dei radicali di allora ha votato a favore. A parte questo ormai la Resistenza era ridotta alle “Madres” e alle “Abuelas” che giravano intorno alla Plaza de Mayo (n.d.r.: vedere https://thedailycases.com/las-abuelas-le-nonne-argentine-guardiane-della-coscienza-del-paese-las-abuelas-the-argentine-grandmothers-guardians-of-the-countrys-conscience-2-2/).

Nel 1990 c’è stato l’indulto ai generali genocidi.

Parli di quel primo memorabile Festival del 1997

Ho proposto a Storani di realizzare il Festival e lui ha immediatamente accettato, il progetto l’ha entusiasmato così mi ha promesso tutto l’appoggio possibile, in effetti i primi Festival sono stati realizzati con lo Status Giuridico della Fondazione Karakachoff.

E’ stato un Festival straordinario, ero tornato da poco dall’Europa e ho avuto l’appoggio del Ministero degli Esteri dei Paesi Bassi e di diverse Agenzie allo Sviluppo, dell’Agenzia allo Sviluppo dell’Olanda e di altri paesi, abbiamo ricevuto appoggio economico persino dalla Presidenza di Menem.

Il Festival e le manifestazioni culturali legate al Festival si sono svolti nel Centro Culturale Recoleta per la durata di una settimana. Sono stati consegnati vari premi da diversi paesi e da diverse istituzioni.

Si ricorda di alcuni titoli di film presentati nel primo festival?

Un muro de silencio” di Lita Stantic (1993), “Buenos Aires viceversa” con la regia di Alejandro Agresti.  “Lamerica” di Gianni Amelio, che è venuto al Festival con il protagonista del film, Carmelo Di Mazzarelli.

C’erano anche molti cortometraggi, uno si chiamava Lineas de telefono, con la regia di Marcelo Brigante. Un corto molto interessante che vale la pena vedere.

Alcune delle persone molto significative che vi hanno assistito?

Basti pensare che all’ inaugurazione è venuto Miguel Ángel Estrella, famoso pianista tucumano, che è stato detenuto in Uruguay e da prigioniero era stato picchiato sulle dita perché i militari sapevano che suonava e le mani erano il suo strumento di espressione. E Claude Lanzmann regista del film La Shoah.

La senatrice brasiliana Benedita da Silva; in rappresentazione del Guatemala la sig.ra Feliciana Macario Tebalan, rappresentante de Comision Nacional de Viudas De Guatemala (Conavigua), paese che ha dato il premio “Para los acuerdos de paz”, il senatore Rafael Michelini dell’Uruguay, figlio di un senatore assassinato a Buenos Aires dalla dittatura, anche l’Uruguay aveva istituito un premio.

Che conseguenze ha avuto il Festival

Si è parlato di quello che è successo quindi ha aiutato la società a liberarsi da un peso e a fare conoscere l’accaduto in tutto il mondo. A livello personale sono stato invitato a far parte della rete Television Trust for the Enviroment, una rete internazionale con sede a Londra per cui abbiamo fatto il programma MicroMACRO, trasmesso in 36 canali dell’ America Latina ed insegnava a risolvere problemi pratici. Già nel Festival del 1998, realizzato di nuovo a Buenos Aires, contemporaneamente alla Conferenza Mondiale del Cambio Climatico, organizzata dalle Nazioni Unite, abbiamo affrontato questo tema.

Nel 1999 vi siete separati dalla Fondazione Karakachoff?

Si perché nelle elezioni di quell’anno aveva vinto Fernando De La Rua e Storani era stato nominato Ministro agli interni, così l’Instituto Multimedia de Derechos Humanos dell’America Latina e dei Caraibi si è separato dalla Fondazione Karakachoff ed è diventato indipendente.

 Parli dei Festival seguenti.

Nel 2001 in Argentina si verifica una forte crisi sociale e si introduce il sistema del baratto quindi nel Festival di quell’anno abbiamo presentato film sulla crisi social e sul baratto. Con il passar del tempo si allarga il ventaglio dei temi di cui parlare, nel 2003 abbiamo organizzato il Festival a Santiago del Estero con la Comunidad Homosexual Argentina (CHA) e si sono affrontati due argomenti innovativi per quel tempo: i diritti della donna e la diversità di genere.

Nel 2005 nasce a Praga la Red International de Human Rights Film Network (HRFN) con la partecipazione di sette Festival: 5 europei, uno degli Stati Uniti e uno latinoamericano, il nostro. Ora i festival sono circa 50 in tutto il mondo.

Col passar del tempo si aggiungono nuove problematiche da studiare, nel 2010 nasce il Festival Internacional de Cine Ambiental (FINCA), che è un festival specifico sull’ambiente. si è poi fondata la Red international de cine ambiental ossia Green film network Festival.

Mia figlia Florencia come rappresentante del nostro Festival ne è membro della Commissione direttiva.

Qual è la conclusione di questa storia di allarme e di resistenza? Come si sente?

Penso che siamo riusciti a sopravvivere per 25 anni e questo mi sembra un miracolo. Dal 1999 a ora ci sono stati governi di diverso segno e noi siamo riusciti ad andare avanti, non abbiamo adottato la teoria dei due demoni (n.d.r.: cioè, una teoria controversa di un equiparare i reati commessi dai due “demoni”, della politica argentina, l’estrema sinistra e l’estrema destra), non abbiamo accettato l’indulto, non abbiamo negato la Shoah, né il genocidio armeno.

Il nostro festival è uno strumento di denuncia della ingiustizie per segnalarle alla società e per cercare di correggerle. Il cinema è potente nel senso che può trasmettere sensibilità, provocare emozioni che portano a riflettere e a cambiare la mentalità.

Florencia Santucho, nata dal secondo matrimonio di Julio, è la più giovane dei suoi figli. Attualmente è direttrice del Festival Internacional del Ambiente y de los Derechos Humanos (FINCADH) dell’Argentina e di quello del Paraguay. Come rappresentante dell’Institudo Multimedia (IMD) di cui è vicepresidente. E’ membro del Consiglio Direttivo del Green Network dal 2017 e dell’Human Rights Film Network dal 2018. 

Soon in Buenos Aires the latest edition of the DerHumALC, the International Festival of the Environment and Human Rights in Latin America and the Caribbean

 by Edda Cinarelli

We talk about the Festival with Julio Santucho, the President of the Multimedia Institute of the environment and Human Rights, FINCADH, and also the Festival’s organizer.

Today we have another interesting article from our friend and collaborator in Argentina, Edda Cinarelli.

What makes this article interesting is how a South American organization had a major impact internationally with a medium that has always been not only the “Seventh Art”, but also as a means of denunciation and social action, Cinema.

The article mentions some important films that found an international audience through the Festival, also including Italian films, which clearly shows that the children/descendants of Italian migrants are an asset for Italy, also as promoters of our products, of all kinds, in their countries of residence.

We repeat our invitation to our readers to send in their articles on their experiences for publication to: gianni.pezzano@thedailycases.com .Gianni Pezzano

Soon in Buenos Aires the latest edition of the DerHumALC Internacional Festival of the Environment and Human Rights in Latin America and the Caribbean

 by Edda Cinarelli

As a means of alarm Cinema is formidable, and currently it is perhaps the most incisive instrument of accusation. This aspect of the seventh Art was understood very well by Julio Santucho who, as a young man, was a member of the “Ejercito Revolucionario de los Trabajadores, dirección política del Ejercito Revolucionario del Pueblo (Workers’  Revolutionary Army, political leadership of the People’s Revolutionary Army), founded by his brother Mario Santucho in 1970.

Julio, forced into exile in 1976, returned to Argentina in 1993. Since 1997 he has organized an International Film Festival which, in its first editions, was limited to the theme of the genocide in Latin America, and subsequently incorporated the issues of all round Human Rights and environmental issues.

After having been in exile in Rome, Paris, and Mexico, he went to live in Garbatello in Rome where he lived from 1982 to 1993 and he met with other Argentinean exiles. In those years he met Marimé Arias, the widow of Sergio Karakachoff, a lawyer killed by the military during the dictatorship, and an important point of reference for the Argentinean radicals. She introduced him to Federico Storani, a well-known Argentinian political radical who, in admiration and gratitude to Sergio Karakachoff, founded the Federation of the same name.

In 1980, his daughter Florencia was born in Italy. Previously he had three children with his first wife Cristina Navajas, Camilo, Miguel and Daniel (born in a detention centre, described in the article .

Why did you settle in Italy in 1982? And how did your passion for the cinema begin?

After having been in Paris, Rome, and Mexico, I settled in Italy because I began to teach Hispano-American Literature in the University of Calabria in Cosenza. In those years there was strong worldwide interest in Latin American writers such as Julio Cortázar, Jorge Luis Borges, both Argentinean; the Colombian Gabriel García Márquez; the Peruvian Vargas Llosa the Uruguayans Augusto Roa Bastos and Juan Carlos Onetti , and the Guatemalan Miguel Ángel Asturias who lived in Buenos Aires.

.There were also films made from their novels, “Cien años de soledad “(One hundred years of Solitude) by García Márquez, La ciudad y los perros” (The city and the dogs) by Vargas Llosa, and “Libro de Manuel “(Manuel’s book) by Julio Cortázar. I screened the films, and afterwards I asked the students to read the book and the discussion followed. I noted that this method was effective since Cinema sparked the interest of the students, and I began to understand the power of Cinema.

When I returned to Buenos Aires I began to work in the Foreign Affairs Commission of the Chamber of Deputies as the councillor for Federico Storani who, as a good left-wing radical, when Parliament voted for the Punto Final and Obediencia Dedita  (editor’s note, 1986 and 1987 laws that statute barred crimes committed during the military dictatorship, then declares unconstitutional by the Supreme Court), voted against the laws while the majority of the then radicals voted in favour. Apart from that, by then the Resistance was reduced to the “Madres” and the “Abuelas” around the Plaza de Mayo (see: https://thedailycases.com/las-abuelas-le-nonne-argentine-guardiane-della-coscienza-del-paese-las-abuelas-the-argentine-grandmothers-guardians-of-the-countrys-conscience-2-2/ ).

In 1990 there a pardon was issued for general genocide.

 Talk to us about the memorable 1997 Festival

I proposed to Storani the creation of the Festival, and he accepted immediately. The project excited him, and so he promised me all the support possible and in effect the first Festivals were organized with the legal status of the Karakachoff Foundation.

It was an extraordinary Festival. I had just come back from Europe, and I had the support of Holland’s Foreign Ministry and Development Agency, of various other Development Agencies, and other countries, we even received financial support from the Presidency of Menem.

The Festival and the related cultural events were held in the Recoleta Cultural Centre for a week. Prizes were awarded from various countries and institutions.

Do you remember the titles of the films screened in the first Festival?

Un muro de silencio” (A wall of silence) by Lita Stantic (1993), “Buenos Aires viceversa” directed by Alejandro Agresti, and “Lamerica” by Gianni Amelio, who came to the Festival with the film’s protagonist, Carmelo Di Mazzarelli.

There were some short films, one was called “Lineas de teléfono” (Telephone lines), directed by Marcelo Brigante. A very interesting short film that is worth seeing.

Some of the very significant people who helped you?

We only have to think that the famous Tucuman pianist Miguel Ángel Estrella came to the opening. He had been jailed in Uruguay, and as a prisoner he had been beaten on his fingers because the military knew he played, and that his hands were his instruments of expression. And Claude Lanzmann, the director of the film “Shoah”.

The Senator Benedita da Silva from Brazil. Mrs Feliciana Macario Teleman, representing Guatemala, the representative of the Comision Nacional de Viudas De Guatemala (Conavigua, the National Council of Widows of Guatemala), the country that gave the prize for “Para los acuerdos de paz” (for the peace agreements). Senator Rafael Michelini of Uruguay, son of the Senator assassinated in Buenos Aires during the dictatorship. Even Uruguay established a prize.

 What was the impact of the Festival?

There was talk of what had happened and therefore it helped the society to free itself from a burden and to make it known around the world. At a personal level, I was invited to be part of the Television Trust for the Environment, an international network based in London with which we created the MicroMACRO programme, broadcast by 36 channels in Latin America and taught how to solve practical problems. In 1998 the Festival was once again in Buenos Aires, at the same time as the World Climate Change Conference organized by the United Nations, we addressed this issue.

 In 1999 you separated from the Karakachoff Foundation?

 Yes, because Fernando De La Rua had won that year’s elections and Storani had been appointed as the Interior Minister, so the Instituto Multimedia de Derechos Humanos dell’America Latina e dei Caraibi separated from the Karakachoff Foundation and became independent.

Talk to us about the following Festivals.

In 2001 Argentina had a strong social crisis and the barter system was introduced, so in that year’s Festival we presented films on the social crisis and bartering. As time went by the range of topics to be discussed was widened.

In 2003 we organized the Festival in Santiago del Estero with the Comunidad Homosexual Argentina (CHA, Argentinean Homosexual Community) and two innovative arguments for that time were discussed, the rights of women and gender diversity.

In 2005 the Human Rights Film Network (HRFN) was established in Prague with the participation of seven Festivals: 5 from Europe, one from the United States, and one from Latin America, ours. There are now about 50 around the world.

Over time other new issues were added. In 2010 the Festival Internacional de Cine Ambiental (FINCA, International Environmental Film Festival), a festival specifically on the environment, was born. And then the Green Film Festival Network was established.

My daughter Florencia is a member of the Steering Committee as a representative of our Festival.

 What is the conclusion of this story of alarm and resistance? How do you feel?

I think we have managed to survive for 25 years, and this is a miracle for me. Since 1999 there have been governments of diverse signs and we have continued carry on, we have not adopted the “theory of the two demons” (editor’s note: a controversial theory of equating crimes committed by the “two demons” of Argentina’s politics, the extreme left and the extreme right), we did not accept the pardon, we have not denied the Holocaust, nor the Armenian genocide.

Our Festival is an instrument of denounce injustices, to point them out to society, and to try to correct them. Cinema is a powerful in this sense in that it can transmit sensibility, provoke emotions that lead to reflection and to change mindsets.

Florencia Santucho, born from Julio’s second marriage, is the youngest of his children. Currently she is the Director of Argentina and Panama’s Festival Internacional del

Ambiente y de los Derechos Humanos (FINCADH) Festivals. She is the Vice-President and representative of the Institudo Multimedia (IMD). She is a member of the Board of Directors of the Green Network since 2017 and of the Human Rights Film Network since 2018.

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