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Arte & Cultura

Premio Letterario Chianti. La lunga maratona dei trecento grandi lettori prosegue con i cinque titoli in finale.

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Dal 10 luglio al 4 settembre gli incontri tra autori e lettori che porteranno a decretare il 25 settembre il vincitore della XXXIV edizione.

Il Premio Letterario Chianti regala sempre grandi emozioni e grandi autori. Al rush finale Lorenzo Marone, Paolo Ciampi, Marco Vichi, Lisa Ginzburg e Romana Petri.

Lorenzo Marone, il noto autore de La tentazione di essere felici, che ha ispirato il film, La tenerezza, di Gianni Amelio, in questi anni ci ha deliziati con La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi), Magari domani resto (Feltrinelli), Un ragazzo normale (Feltrinelli), Cara Napoli (Feltrinelli), Tutto sarà perfetto (Feltrinelli), Inventario di un cuore in allarme (Einaudi).  

Il 10 luglio con “La donna degli alberi” (Feltrinelli), presso l’area Fun Village di Radda in Chianti narrerà di una  donna sola, inquieta, in fuga senza amore, che decide di tornare nella vecchia baita dell’infanzia aspettando di seppellire i ricordi, imparando a convivere con la solitudine e le creature del bosco. E c’è un uomo dal giaccone rosso, che vuole risistemare il rifugio e piantare abeti sulla montagna, per aiutarla a resistere e a tornare fertile. Una notte in cui tornano le sue paure, la donna scopre che c’è più d’una persona a vegliare su di lei. Donne che sanno dare riparo alle anime e che come lei cercano di vivere pienamente nel loro angolo di mondo. Un invito a coltivare la bellezza del minuscolo e dell’essenziale.

Paolo Ciampi, direttore dell’Agenzia di informazione e comunicazione Toscana Notizie, ci ha regalato nel tempo volumi alcuni dei quali oggetto di adattamenti teatrali. Di questi ultimi anni L’uomo che ci regalò i numeri (Mursia), “L’Olanda è un fiore. In bicicletta con Van Gogh”, “Tre uomini a piedi” (Ediciclo), “Per le Foreste sacre” (Edizioni dei Cammini) e con Tito Barbini “I sogni vogliono migrare” (Clichy).

Sabato 31 luglio a San Casciano, nel parco Sportivo in località La Botte, con “Il maragià di Firenze” (ed. Arkadia) conosceremo la storia poco nota del principe indiano Rajaram Chuttraputti, primo maragià giunto in Europa dall’India poco più che adolescente. Un bellissimo viaggio tra sogni e bellezza. Una vita fragile e breve che si concluderà in una Firenze ancora capitale del Regno d’Italia che superando ogni pregiudizio regalerà al principe un funerale indù.

Marco Vichi, autore di racconti, testi teatrali e romanzi, tra cui quelli della fortunata serie del commissario Bordelli, ha scritto anche sceneggiature per la radio e tenuto laboratori di scrittura creativa in varie città e all’Università di Firenze. Tra gli altri romanzi , Il brigante (Guanda), Nero di luna (Guanda), Per nessun motivo (Rizzoli), L’inquilino ,Un tipo tranquillo, La forza del destino, La vendetta, Il contratto, Racconti neri, Il bosco delle streghe , Nel più bel sogno (tutti editi da Guanda )

Il 7 agosto, nella pineta di Barberino Val d’Elsa, nel comune di Barberino Tavarnelle, l’incontro è con il suo “Un caso maledetto” (Guanda). Protagonista del romanzo il suo commissario Bordelli che sta per andare in pensione dopo quasi un quarto di secolo al servizio della Pubblica Sicurezza. In una via del centro di Firenze avviene un omicidio brutale. Forse sarà il suo ultimo caso, e lui e il giovane Piras, che nel frattempo è diventato vice commissario, lavorano a stretto contatto, spinti come ogni volta dal senso di giustizia, ma in questa occasione anche dalla intollerabile inutilità di quell’omicidio.

Lisa Ginzburg, scrittrice e saggista, vive e lavora a Parigi. Ha studiato alla Normale di Pisa e si è specializzata in mistica francese del Seicento. È stata direttrice di cultura della Unione latina. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Desiderava la bufera e Colpi d’ala (entrambi editi da Feltrinelli), Per amore (Marsilio), Buongiorno mezzanotte, torno a casa (Italo Svevo edizioni) e Pura invenzione. Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley (Marsilio).

Sabato 28 agosto nella piazza del Comune di Castellina in Chianti, con “Cara pace” (Ponte alle Grazie) si analizza un legame familiare anomalo, tra le sue contraddizioni, come un diario intimo. Un percorso a ritroso per risalire alla radice di quel dolore che continua a essere una viva presenza. Pur avendo la felicità a portata di mano, quell’indecifrabile infelicità se la portano ancora dentro. Due sorelle totalmente diverse che vivono una separazione di genitori che sembrano troppo presi da se stessi. Le due sorelle vengono affidate a una governante, Mylène, una ragazza che niente ha a che fare con il calore materno, nonostante la sobrietà e la vita regolare che riesce a realizzare per quelle ragazze, «orfane senza esserlo». La storia, raccontata da una delle sorelle le vede crescere e vivere ai lati opposti del mondo, una a Parigi e l’altra a New York, eppure ostinate a tenere unito il loro legame

Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Tra i suoi scritti, Alle Case Venie e I padri degli altri (Marsilio), Dagoberto Babilonio, un destino (Mondadori), Tutta la vita e Figli dello stesso padre (Longanesi 2013), Le serenate del Ciclone, Il mio cane del Klondike e Pranzi di famiglia (Neri Pozza) e Figlio del lupo (Mondadori).

Il 4 settembre, a Gaiole in Chianti con “Cuore di furia” (ed. Marsilio), si concluderà lo spazio destinato ai cinque finalisti. Nel romanzo il protagonista dopo aver rubato un trattore a Barcellona, essere scappato a Siviglia, aver trovato lavoro in un magazzino di granaglie, comincia a leggere. E dopo aver tanto letto, scrive. Fuggendo ha lasciato dietro di sé una moglie, una domestica rimbambita e la piccola Norama Tripe, che, anni dopo, vede su un giornale la foto del padre e decide di andare a cercarlo. Il padre che è ormai un grande e venerato scrittore desidera soprattutto che la figlia non metta le mani su ciò che ha scritto. La teme e teme che il suo essere pessimo l’abbia resa rancorosa verso le parole, l’unica cosa di cui gli importi. Dopo i libri dedicati alle vite di Jack London e Mario Petri, Romana Petri ha scritto un romanzo tutto esatto e tutto mentito che racconta anche, dal punto di vista di Norama Tripe (anagramma del nome dell’autrice), la biografia fantastica di Giorgio Manganelli, ripercorrendo, in una Spagna altrettanto fantastica, la vicenda privata e editoriale del grande scrittore.

La cerimonia finale, con le votazioni, è prevista per sabato 25 settembre, alle 17, in piazza Matteotti a Greve in Chianti. Il Premio Letterario Chianti, ideato da Paolo Codazzi, è promosso dai Comuni di Greve in Chianti, Barberino Tavamelle, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano,  Castelnuovo Berardenga, con il coinvolgimento delle loro biblioteche, e dall’Associazione Culturale Stazione di Posta di Firenze, con il contributo della Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, del Rotary San Casciano – Chianti e della Società di Mutuo Soccorso e Fratellanza di Greve in Chianti.

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