Italia

Portiamo tutti il nome di Nicola Gratteri

By 18 Gennaio 2020 No Comments

Io sono fiera di essere una calabrese. Ma chiedo una Calabria libera dal malaffare. Se denunciamo in tanti, non potranno ucciderci tutti!

Di Benedetta Parretta

Stamattina i giovani calabresi si sono ritrovati in piazza G. Matteotti davanti la sede della Procura della Repubblica di Catanzaro, per partecipare al presidio della legalità, la manifestazione a sostegno dell’azione del Procuratore Capo Nicola Gratteri.

Un’unica bandiera quella della legalità, e quella dei diritti dei Calabresi.


“Infettiamoci d’onestà” lo slogan, che vuole rappresentare i giovani che  come me attendono risposte per averci rubato il futuro.

Erano presenti Sindaci, rappresentanze Sindacali, Forze dell’Ordine e Associazioni.

Tanti testimoni di giustizia tra cui Pino Masciari, Operatori di legalità e genitori a cui la mafia ha ucciso figli tra cui Graziella Domino, e chi rappresentava i propri familiari come Marisa Garofalo. Erano presenti alcuni politici, quelli che fanno la politica pulita e giusta.

Perché in Calabria i veri mafiosi sono alcuni rappresentanti della classe ‘politica’. Oggi nasce una nuova alba.

Cittadini onesti, scesi in piazza per sostenere il coraggio del Procuratore Nicola Gratteri.  Mi aspettavo ci fosse più affluenza, ma l’importante è far parte dei cittadini liberi.

Il coraggio ha un prezzo, ed io porto il peso dell‘omicidio di mio fratello assassinato per stare dalla parte dei giusti.

Io sono fiera di essere una calabrese. Ma chiedo una Calabria libera dal malaffare.

Se denunciamo in tanti, non potranno ucciderci tutti!

E’ giusto chiedere scusa a tutti quelli che hanno avuto coraggio ed hanno perso la vita per la  battaglia della legalità.


Oggi mi sono resa conto che c’è ancora speranza, che non tutto è perso, che la mafia si può sconfiggere. Ci sono state tante vittime innocenti e la Calabria oggi si è alzata in piedi ed ha alzato la testa.

Oggi abbiamo scelto la libertà di denunciare…

Chiediamo ai rappresentanti della Cultura di prendere posizione a favore di queste campagne. Perché il destino dei nostri giovani non dev’essere scritto da altri, ma da tutti noi.

Noi siamo tutti Gratteri!

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