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Arte & Cultura

Playlist Pesaro, al Teatro Rossini il 20 Gennaio al via la rassegna musicale

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Con Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Rita Marcotulli, Mattia Barbieri, in un viaggio straordinario tra le canzoni di Adriano Celentano

201512221047069786festival_r.vuilleumier.(2)Pesaro, 18 gennaio – Pesaro sempre più città della musica si appresta ad ospitare da mercoledì 20 gennaio, accanto alla già ampia offerta musicale, Playlist Pesaro, rassegna di sette appuntamenti al Teatro Rossini e alla Chiesa dell’Annunziata promossa dal Comune e dall’AMAT. L’apertura di stagione al Teatro Rossini è con il gradito e atteso ritorno a Pesaro di Peppe Servillo, dopo il successo ottenuto la scorsa estate a Rocca Costanza con Uomini in frac. Già leader degli storici Avion Travel, Peppe Servillo è alla guida di una All Star Band formata da cinque grandi musicisti jazz italiani – Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Furio Di Castri (contrabbasso), Rita Marcotulli (pianoforte) e Mattia Barbieri (batteria) – in un viaggio straordinario tra le canzoni del Clan di Adriano Celentano, riviste e arrangiate in chiave jazz. Le canzoni del clan sono le canzoni di un’Italia giovane, di nuovo giovane, che guardava altrove e a se stessa anche nelle canzoni, in queste canzoni, tenere ed urlate, scritte da autori vari ed arrangiate dai migliori per essere cantate da tutti, insieme al molleggiato e a Don Backy, insieme agli amici. Canzoni danzate e sussurrate cantate, diversamente, anche oggi per appartenenza e desiderio, per curiosità e gusto di una memoria viva e sorprendente. “Quando ci siamo incontrati per la prima volta, cinque o sei anni fa in occasione di una “residenza artistica” promossa dall’Ater – affermano i musicisti -, non avevamo idea che il nostro percorso sarebbe stato così lungo e intenso. All’inizio sembrava quasi un gioco. Abbiamo affrontato per primo il repertorio di Frank Zappa, poi quello di Domenico Modugno. Sembravano soltanto due piccole occasioni per trovarci e rimescolare le nostre esperienze artistiche. Un pretesto per esprimere la nostra amicizia e la nostra poetica rileggendo in modo trasversale musiche che non ci appartenevano completamente. Ma il progetto su Modugno – il nostro Uomini in Frac – ha avuto un grandissimo successo, è cresciuto nel tempo e ci ha coinvolto in un’esperienza ricca e profonda. Così, dopo cinque anni di viaggi e quasi un centinaio di concerti in tutta Europa abbiamo pensato che fosse il momento giusto per raccogliere una nuova sfida e tuffarci nell’esplorazione di un altro grande personaggio della musica italiana”. Adriano Celentano è cresciuto in un periodo di grandi trasformazioni culturali e sociali, ha coltivato un terreno compositivo ampio e fertile manifestando sempre un profondo senso di impegno civile, a volte con modi un po’ criptici e misteriosi. Oltre ad essere stato un grande interprete e compositore, Celentano è stato il catalizzatore di un piccolo gruppo di artisti che ha tracciato un’impronta profonda nella storia della musica italiana. Il Clan ha adattato il rock di Elvis Presley e il soul di Wilson Pickett e Ben King al sound italiano. Ha prodotto canzoni impegnate e riflessive e canzoni leggere e di disimpegno. Al suo interno si muovevano personaggi come Don Backy e Ricky Gianco. E insieme a loro muoveva i primi passi quello che sarebbe diventato uno dei più incredibili artisti della storia della musica in Italia, Demetrio Stratos. Il Clan era una sicuramente grande fucina di artisti e ha sicuramente aperto una nuova strada per la canzone italiana. “Abbiamo scelto Celentano per ritrovare le canzoni che cantavamo da ragazzi  – proseguono i musicisti – guidando le nostre prime automobili o intorno ai falò sulla spiaggia, canzoni che hanno fatto anche la “nostra” storia e che non abbiamo mai dimenticato. E abbiamo scelto Celentano anche perché le sue sono canzoni che non abbiamo mai suonato – del resto sarebbe difficile immaginare Il ragazzo della via Gluck nel repertorio di un musicista di jazz o Pregherò in quello di Peppe Servillo. Beh, questo è il senso della sfida che affrontiamo. Una sfida che tratteremo con quel senso di rispetto, disillusione e ironia che si è rivelato la vera magia del nostro incontro. Un gioco per raccontare il mondo di oggi con Una carezza in un pugno e Storia d’amore così come Azzurro, Stai lontana da me,Sognando, Sei rimasta sola e Sotto le lenzuola e tante altre ancora”.

Per informazioni biglietteria del Teatro Rossini 0721 387621, teatridipesaro.it. Inizio concerto ore 21.

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