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Parole scritte sull’acqua – Words written on water

By 26 Aprile 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Parole scritte sull’acqua

Il grande giornalista Indro Montanelli diceva che la memoria degli italiani sui loro autori è scritta sull’acqua e dunque destinata a sparire pochi anni dopo la loro morte

Quando abbiamo fatto l’intervista all’On. Fabio Porta avevamo già scritto questo articolo, però, dopo aver ascoltato le risposte abbiamo deciso di rimandare la pubblicazione a dopo la sua uscita. Il motivo sarà ovvio al lettore e speriamo che sarà motivo per un dibattito serio della promozione della nostra Cultura, a partire dall’aspetto più intimo e importante del paese, dalle comunità italiane nel mondo. Nel leggere l’intervista qualcuno dirà che gli investimenti nominati sarebbero un peso per il paese dopo il COVID-19 e rispondiamo che i numeri degli italiani all’estero sono tali, oltre 250 milioni secondo le stime dell’onorevole, che già di per sé ripagherebbero gli investimenti con non poco profitto perché non possiamo negare che, se il Patrimonio Culturale più grande ed importante del mondo sia solo al settimo posto come meta turistica internazionale, il problema è che dobbiamo partire non da quel che noi in Italia conosciamo bensì farlo sapere al mondo, iniziando proprio dai nostri parenti e amici in tutti i continenti. E quale modo migliore che iniziare a leggere i nostri libri per incoraggiare loro a imparare la nostra lingua e per poi cercare non solo i luoghi delle loro radici, ma anche i luoghi di molti di libri più importanti della Letteratura mondiale? Questa è una sfida vera per il futuro del paese che darà frutti importanti a tutti i settori dell’economia italiana.

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Parole scritte sull’acqua

Il grande giornalista Indro Montanelli diceva che la memoria degli italiani sui loro autori è scritta sull’acqua e dunque destinata a sparire pochi anni dopo la loro morte. Purtroppo, come in molti dei suoi articoli, aveva ragione e come prova c’è che a quasi diciannove anni dalla sua morte i giovani d’oggi sanno poco o niente di lui. Sebbene l’Italia regolarmente esalti certi grandi autori come Dante, Petrarca, Goldoni e Macchiavelli, molti altri sono stati dimenticati dal paese.

Il Corriere della Sera degli anni ‘40, ‘50 e ‘60 aveva una scuderia straordinaria di giornalisti che diventarono autori importanti per il nostro paese. Naturalmente uno è stato Montanelli stesso, ma i suoi compagni di lavoro in quei decenni si chiamavano Eugenio Montale, Dino Buzzati, Guido Piovene, Curzio Malaparte, Andrea Brancati, come anche Luigi Barzini padre e figlio.

Tutti nomi di autori importanti, uno persino Premio Nobel per la letteratura e tra questi nomi Montale è l’unico che fa parte fissa del curriculum scolastico del paese. Infatti, sarebbe interessante sapere quanti studenti oggi a scuola potrebbero dire chi erano gli altri e quali libri scrissero.

Questa memoria corta tocca tanti, troppi nomi. Anni fa, su consiglio di amici, ho cercato La Gente d’Aspromonte di Corrado Alvaro, concittadino di mio padre, che mi avevano descritto come il capolavoro dell’autore calabrese più importante. Il libro è considerato il migliore sulla vita della Calabria che fu e ci dà un ritratto prezioso della sua società. Finalmente l’ho trovato, ma solo dopo tre viaggi in Italia e visite in tanti paesi e città dove tutti mi dicevano che Corrado Alvaro non era in stampa. Finalmente l’ho comprato, ma era di seconda mano in una bancarella in piazza a Imola. I miei amici avevano ragione, il libro è davvero un capolavoro e valeva la pena trovarlo. L’unica tristezza è che è stato così difficile da trovare, un vero peccato per il lettore.

In un paese che fa della sua Cultura un tesoro questa tendenza di dimenticare i suoi autori è un mistero. Come i nostri grandi pittori e scultori, gli autori contribuiscono a creare il ritratto del paese da decennio in decennio e da secolo in secolo. Le nostre vite brevi non ci fanno vedere direttamente i mutamenti enormi del paese nel corso della Storia, ma i libri tengono vivi i ricordi della vita dei nostri avi.

Leggere La Pelle di Curzio Malaparte, ambientato a Napoli durante la seconda guerra mondiale, significa capire cosa voleva dire vivere in una città sotto controllo di soldati stranieri con i comportamenti inconsueti e i compromessi morali necessari per sopravvivere, un libro scomodo per tutti. Infatti, chi leggesse il libro non si meraviglierebbe di sapere che Totò tolse il saluto all’autore in segno di offesa per il modo impietoso con il quale l’autore descrisse Napoli.

L’Innocente di Gabriele D’Annunzio ci porta nella società aristocratica della Belle Époque italiana, come un libro relativamente recente, Padre Padrone di Gavino Ledda, ci insegna la vita dei pastori sardi degli anni sessanta che ormai è quasi sparita. Potrei andare avanti per pagine autore dopo autore, ma l’elenco sarebbe enorme e anche un pò deprimente nel notare quanti autori abbiamo dimenticato.

Come facciamo a ricordare questi autori e tenere vivi i ricordi delle loro opere?

Naturalmente una parte della soluzione comprende il sistema scolastico. Però, dobbiamo essere realisti e capire che il numero di libri che gli studenti possono leggere senza far soffrire gli altri soggetti è limitato.

I giornali avrebbero un ruolo importante come parte della soluzione. Come fanno con le opere di cantanti e registi che ormai sono parte integrante delle varie testate, potranno aumentare il numero di collane dedicate ad autori e non limitarsi a qualcuno come abbiamo visto fino ad ora. E nemmeno questo è sufficiente.

Una grande parte della soluzione è di assicurarci che questi autori siano conosciuti non soltanto in Italia, ma anche all’estero. Tristemente il numero di lettori internazionali della nostra lingua non è grande, anche tra coloro che vorrebbero leggere i volumi dei loro predecessori, i discendenti degli emigrati italiani. Per questo motivo, come primo passo, dobbiamo incoraggiare al massimo la traduzione e vendita degli autori italiani in altre lingue.

Potrebbe sembrare un paradosso, ma tradurli in altre lingue è il passo fondamentale per far conoscere di più e dunque far ricordare nel futuro i nostri grandi autori. Nel cercare lettori nuovi dobbiamo fornire i libri nelle lingue del mondo. Aumentare le vendite delle versioni tradotte di questi libri non solo farebbe aumentare la conoscenza di questi autori, ma avrebbe anche altri effetti positivi per il paese.

Il primo effetto sarebbe di incentivare i lettori ad imparare l’italiano per poter leggere le opere al loro meglio. Ovviamente il secondo effetto, e non è da poco, sarebbe di aumentare le vendite di libri che di conseguenza diventeranno fonte di guadagno per tutto il paese e aiuterebbe le case editrici italiane che sono in crisi a causa del livello basso di vendite di libri in Italia.

So per esperienza diretta le difficoltà nel cercare di tradurre opere in altre lingue, non solo per motivi tecnici legati alle differenze tra lingue, ma anche e soprattutto per motivi legali. Non tutti coloro che ne mantengono i diritti vogliono vedere le opere uscire dal paese in altre lingue. Come poi non è sempre facile trovare chi sia proprietario dei diritti d’autore che spesso non risponde nemmeno alle richieste per poter fare il lavoro, oppure rifiutano a priori senza motivo legittimo.

Benché nessuno metta in dubbio i poteri legali dei proprietari dei diritti, non voler trattare edizioni straniere di libri e non rispondere a eventuali richieste di fare edizioni internazionali delle nostre opere importanti, fa male sia alla memoria degli autori che al paese stesso. Senza dimenticare poi la perdita di eventuali guadagni dalle vendite.

Le opere importanti, sia letterarie che artistiche, non appartengono soltanto a chi ne mantiene i diritti. Queste opere appartengono a tutto il paese, fanno parte della nostra identità nazionale. Alcune opere definiscono all’estero cosa vuol dire ‘Italia’. Un esempio lampante di questa identificazione è Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sia come film che come libro.

Siamo tutti fieri d’essere italiani o discendenti di emigrati italiani e gran parte di questo orgoglio viene dal conoscere il contributo che i nostri concittadini hanno dato in tutti i rami dell’esistenza, dove l’Arte e la Letteratura hanno posti di privilegio e non dobbiamo dimenticare questi contributi. Anzi, abbiamo l’obbligo di esaltarli.

Mettiamo in mostra i nostri autori al mondo. Non nascondiamoli negli scaffali delle nostre biblioteche, ma mettiamoli a disposizione in ogni paese del mondo così, finalmente, i lettori internazionali potranno scoprire questo nostro tesoro sottovalutato

È ora che smettiamo di scrivere la memoria dei nostri autori sull’acqua e cominciamo a metterla in volumi nuovi, sia in italiano che in tutte le lingue del mondo per tenere viva la loro memoria per il futuro. In fondo, sono parte del nostro tesoro più grande e più importante, la nostra Cultura, e quindi fanno parte di noi tutti e non solo del passato.

 

di emigrazione e di matrimoni

Words written on water

The great Italians journalist Indro Montanelli used to say that the memory of Italians for their authors is written on water and therefore destined to disappear a few years after their death.

When we did this interview with the Honorable Fabio Porta we had already written this article but after having heard his replies we decided to delay publication until after its release. The reason will be obvious to the reader and we hope it will be the reason for a serious debate on the promotion of our culture, starting with the most intimate and important aspect for the country, the Italian communities around the world. After reading the interview some will say that investments mentioned would be a burden for the country after COVID-19 and our answer is that the number of Italians overseas are such, more than 250 million according to the politician’s estimates, that they would repay the investments with no small profit because we cannot deny that, if the world’s biggest and greatest Cultural Patrimony is only in seventh place as an international tourist destination, the problem is that we must start not from what we here in Italy know  but from letting the world know, starting precisely with our relatives and friends in all the continents. And what better way than starting to read our books to encourage them to learn our language and to then look for not only the places of their origins but also the places of many of the most important books in world Literature? This is a true challenge for the country and one which will give us important results in all the sectors of Italy’s economy.

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Words written on water

The great Italians journalist Indro Montanelli used to say that the memory of Italians for their authors is written on water and therefore destined to disappear a few years after their death. Unfortunately, like many of his articles, he was right and as proof nearly nineteen years after his death young people today know little or nothing about him. Although Italy regularly glorifies certain great authors such as Dante, Petrarch, Goldoni and Machiavelli many others have been forgotten by the country,

In the 1940s, 50s and 60s Milan’s famous Il Corriere della Sera newspaper had a team of extraordinary journalists who became famous authors for our country. Naturally one was Montanelli himself but the names of his work colleagues during those decades were Eugenio Montale, Guido Piovene, Curzio Malaparte, Andrea Brancati and Luigi Barzini, father and son.

These are all names of major authors, Montale was even a Nobel Prize winner for Literature and he is the only one of these authors who has a permanent place in the country’s scholastic curriculum. In fact, it would be interesting to know how many students today could say who the others were and which books they wrote. 

This short memory touches many, too many names. Years ago on the advice of friends I went looking La Gente d’Aspromonte (People of the Aspromonte) by Corrado Alvaro who came from a town near my father’s town and which they described as the masterpiece of Calabria’s greatest author. This is considered the best book on the life of Calabria that was and it gives us a valuable portrait of its society. I found it at last but only after three trips to Italy and visits to many towns and cities where everybody told me that Corrado was no longer in publication. I finally bought it but it was a second hand edition in a book stall in a piazza in Imola. My friends were right, the book is truly a masterpiece and well worth finding. The only sadness is that it was so hard to find, a real shame for the reader.

In a country that makes its Culture a treasure, this trend to forget its authors is a mystery. Like our great painters and sculptures, authors contribute to creating the portrait of the country from decade to decade and century to century. Our short lives do not let us see directly the enormous changes in the country in the course of history but the books keep the memory of the lives of our forebears alive.

To read La Pelle (The Flesh) by Curzio Malaparte, set in Naples during the Second World War, means understanding what it means to live in a city under the control of foreign troops with the unusual behaviour and moral compromises necessary to survive, it is a troubling book for everyone. In fact, those who have read the book would not be surprised to know that Totò, the great Neapolitan actor and comic, stopped speaking to the author as a sign of his offence for the merciless way in which the author described Naples.

L’Innocente (The Innocent) by Gabriele D’Annunzio takes us into the aristocratic society of Italy’s Belle Époque, just like Padre Padrone by Gavino Ledda teaches us the lives of Sardinia’s shepherds during the 1960s, a life that has now almost disappeared. I could continue for pages with author after author but the list would be enormous and also too depressing when we notice how many authors we have forgotten.

How do we remember these authors and keep the memories of them and their works alive?

Naturally part of the solution includes the school system. However, we must be realistic and understand that the number of books that students can read without making other subjects suffer is limited.

Newspapers could play an important role as a part of the solution. Just like they do with singers and film directors that are now an integral part of various newspapers, they can increase the number of collections dedicated to authors and not limit themselves to some as we have seen up till now. And this too is not enough.

A large part of the solution is to ensure that these authors are recognized not only in Italy but also overseas. Sadly the number of international readers of our language is not big, also amongst those who would want to read the volumes of their predecessors, the descendants of Italian migrants. For this reason, and as a first step, we must encourage as much as possible the translation of Italian authors into other languages.

This could seem a paradox but translating them into other languages would be a fundamental step for making them better known and therefore for remembering our great authors in the future. By looking for new readers we must provide these books into the world’s languages. Increasing the sales of the translated versions of these books would not only increase the awareness of these authors but would also have other positive effects for the country.

The first effect would be to give readers an incentive to learn Italian in order to be able to read the works in the best way possible. Obviously the second effect would be, and this is no small effect, to increase the sales of books which subsequently will become a source of income for all the country and would help Italy’s publishers which are in crisis due to the low books sales in the country.

I know from personal experience the difficulty in trying to translate works into other languages, not only for technical difficulties connected to the differences between languages, but also and above all for legal reasons. Not all those who own the copyright to books want to see the works leave the country in other languages. And then it is not always easy to find out who are the true owners of the authors’ copyrights and often they do not even answer requests for being able to carry out the work or they refuse a priori with no legitimate reason.

Although nobody doubts the legal rights of copyright holders, not wanting to deal with foreign editions of books and not answering requests for international editions of our most important works harm both the memory of the author and the country itself. Without forgetting the loss of any income from the sales.

Major works, whether literary or artistic, do not belong only to those who own the copyright. These works belong to the entire country and they are part of our national identity. Overseas some of these works define what Italy means. One striking example of this identification is Il Gattopardo (The Leopard) by Giuseppe Tomasi di Lampedusa, both as a film and as a book.

We are all proud to be Italians or descendants of Italian migrants and a large part of this pride comes from knowing the contribution that our fellow countrymen and women in all branches of existence where Art and Literature have places of privilege and we must not forget these contributions. Indeed, we have a duty to glorify them.

Let us put our authors on show to the world. Let us not hide them in the shelves of our libraries and let us make them available to every country in the world so that international readers will finally be able to discover this undervalued treasure of ours.

It is time we stopped writing the memory of our authors on water and started to put it into new volumes, in Italian and in all the world’s languages, to keep their memory alive in the future. Basically they are part of our greatest and most important treasure, our Culture, and therefore they are part of all of us and not only of the past.


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