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Parigi: il filosofo ebreo Alain Finkielfraut insultato per strada da antisemiti


Ad ingiuriare l’intellettuale sono stati alcuni gilet gialli. In Francia aumentano gli atti discriminatori contro la comunità ebraica.

«Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia»- ha detto Primo Levi. Le parole dello scrittore e poeta ebreo sembrano riecheggiare in queste ore, dopo il grave episodio di antisemitismo di cui è stato vittima il filosofo francese ebreo Alain Finkielkraut. Quest’ultimo passeggiava nella sua città, Parigi, quando un gruppo di gilet gialli lo ha raggiunto per rivolgergli offese antisemite: «Vattene sporco sionista di merda, la Francia è nostra, il popolo ti punirà». Non è la prima volta che  Finkielkraut riceve ingiurie del genere, come ha riconosciuto lui stesso. Il filosofo è inviso a gran parte della comunità islamica francese per aver espresso pubblicamente il suo sostegno ad Israele e aver denunciato la “radicalizzazione dei musulmani di Francia”.

L’ “odio assoluto” di cui è stato vittima  Finkielkraut è una conseguenza, secondo l’intellettuale, del crescente antisemitismo in Francia che, l’anno scorso, ha causato “un aumento degli atti discriminatori contro gli ebrei del 74%”. «Gli insulti antisemiti di cui è vittima  Alain Finkielkraut sono la negazione assoluta di quello che fa di noi una grande nazione- ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, che ha espresso solidarietà al filosofo, nato a Parigi 69 anni fa. Dopo la caduta di Hitler, la Francia ha dato rifugio a migliaia di profughi polacchi di religione ebraica. Tra loro c’erano anche i genitori di Alain Finkielkraut, i quali, dopo essere sopravvissuti agli orrori del campo di concentramento di  Auschwitz, sono fuggiti in Francia. A quasi settant’anni da allora, la Francia rivive un’ondata di antisemitismo che trova ispirazioni nelle memorie del nazismo. Giorni fa sulla vetrina di un ristorante di Parigi è comparsa la scritta “juden” (ebrei, in lingua  tedesca).

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