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Papa Francesco scrive a Maduro: “Nessun gesto concreto per risolvere la crisi in Venezuela”

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Il Santo Padre si è rivolto al dittatore chiamandolo “Eccellentissimo signore” e non “presidente”.

Il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera che Papa Francesco ha inviato, il 7 febbraio scorso, al dittatore venezuelano Nicolás Maduro, che ha chiesto per iscritto al pontefice di offrirsi come mediatore tra il regime e il leader dell’opposizione Juan Guaidó. Il Santo Padre ha inviato la risposta all’“Eccellentissimo signor  Nicolás Maduro Moros”. Quest’ultimo continua a dichiararsi “presidente del Venezuela”, ma Papa Francesco, nella lettera, fa capire di non  riconoscere a Maduro l’incarico di Presidente. Il motivo, secondo alcuni osservatori, deriva dal fatto che  il dittatore non ha “compiuto gesti concreti” per tentare di “trovare un’uscita alla crisi Venezuelana”.

«Purtroppo- ha sottolineato il Pontefice nella lettera- tutti i tentativi di trovare un’uscita alla crisi venezuelana si sono interrotti perché quanto era stato concordato nelle riunioni non è stato seguito da gesti concreti per realizzare gli accordi che erano stati messi per iscritto». Accordi di cui non si conoscono i dettagli, ma potrebbero trasparire dall’appello che Papa Francesco  ha rivolto al regime e all’opposizione: «Evitare uno spargimento di sangue, perché non c’è soluzione al sangue». Finora Maduro è rimasto sordo all’appello del pontefice, perché, in meno di un mese, ha fatto uccidere e torturare centinaia di manifestati, per cercare di reprimere le proteste guidate da Guaidó. Inoltre, alcuni giorni fa, Papa Francesco ha offerto la sua disponibilità a mediare tra le due parti contrapposte, purché fossero queste ultime a “chiederlo di comune accordo”. Ma, finora, il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó ha dichiarato di non voler dialogare con l’ “usurpatore” Maduro.

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