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Salute

Ottobre, mese rosa della prevenzione contro i tumori femminili

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In Italia ci sono ogni anno circa 430 donne che muoiono di carcinoma della cervice. La malattia diagnosticata precocemente è al contrario altamente curabile.

Nei Paesi in via di sviluppo il tumore al collo dell’utero è ancora la seconda causa di morte per cancro, mentre nel mondo occidentale il numero dei casi e quello dei decessi continuano a diminuire grazie soprattutto all’introduzione del Pap-test, un esame di diagnosi precoce molto efficace.In Italia ogni anno si manifestano circa 2.300 nuovi casi prevalentemente in forma iniziale, mentre una donna su 10.000 riceve una diagnosi di tumore della cervice in forma avanzata. Quando il tumore viene diagnosticato in fase avanzata la mortalità è elevata. In Italia ci sono ogni anno circa 430 donne che muoiono di carcinoma della cervice. La malattia diagnosticata precocemente è al contrario altamente curabile.

Uno dei principali fattori di rischio è l’infezione da Papilloma Virus Umano (HPV) che si trasmette per via sessuale. È comunque necessario ricordare che non tutte le infezioni da HPV provocano il cancro della cervice. La maggior parte delle donne che entrano in contatto con il virus, infatti, sono in grado di eliminare l’infezione grazie al proprio sistema immunitario senza successive conseguenze per la salute. Infine è stato ormai accertato che solo alcuni degli oltre 100 tipi di HPV sono pericolosi dal punto di vista oncologico, mentre la maggior parte rimane silente o si limita a dare origine a piccoli tumori benigni detti papillomi e noti anche come verruche genitali.

Come si può prevenire? Attraverso un esame di screening, il PapTest o test di Papinicolau dal suo inventore. Questo ha lo scopo di individuare precocemente il tumore al collo dell’utero. Si effettua ogni 3 anni sulle donne a partire dai 25 anni. L’esame si effettua con le stesse modalità di una visita ginecologica, durante la quale si applica lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. L’operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco rispettivamente dal collo dell’utero e dal canale cervicale. Su questo campione, in laboratorio, si farà l’esame citologico, sulle cellule esfoliate dal tessuto di rivestimento della cervice.

Da qualche anno le donne hanno a disposizione un’altra arma contro il Papilloma virus: un vaccino capace di tenere lontani i due tipi più frequenti di HPV responsabili della maggior parte dei tumori della cervice (HPV 16 e HPV18) e anche altri meno frequenti. In Italia un vaccino che copre nove ceppi di HPV è oggi fornito gratuitamente alle bambine al compimento dei 12 anni e in molte regioni è offerto anche a donne di età maggiore. Il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-19 prevede la vaccinazione anche dei maschi, che costituiscono un serbatoio di contagio anche per le donne. Inoltre la vaccinazione può garantire la prevenzione di tutti i tumori HPV correlati, come quelli della vagina, della vulva, dell’ano, della testa e del collo. E’ importante sapere che la vaccinazione da HPV non esonera dall’esecuzione del PapTest.

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