Diritti umani
ONA. Condanna della Corte di Appello di Messina al risarcimento dei familiari di Antonino Ruello
Amianto nelle Ferrovie dello Stato: il ferroviere Antonio Ruello è stato esposto per 31 anni su traghetti e unità navali della tratta Reggio Calabria – Messina
La Corte di Appello di Messina, con sentenza n. 461/2022, ha riconosciuto che il messinese Antonino Ruello, ufficiale e poi direttore di macchina su traghetti e sulle unità navali delle FS per il trasporto passeggeri e merci che hanno fatto la spola tra Reggio Calabria e Messina, è stato esposto ad amianto per 31 anni senza prevenzione e protezione, e ha subito la malattia professionale del tumore uroteliale e alla vescica.
Antonino, una vita dedicata al lavoro e alla famiglia, fu colpito da questi due tumori nel 2007 all’età di 63 anni, ed è poi morto nel 2017 a 73 anni dopo aver contratto anche il tumore del colon, lasciando moglie e due figlie, Carmen e Raffaella.
In primo grado le sue richieste erano state rigettate e, pertanto, i familiari si sono rivolti all’Avv. Ezio Bonanni e all’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS, che hanno impugnato la sentenza del Tribunale di Messina.
![]()
La Corte di Appello di Messina ha disposto un nuovo accertamento medico legale che ha dimostrato come le fibre di amianto e gli altri cancerogeni presenti nelle navi delle Ferrovie dello Stato hanno provocato il tumore uroteliale e quello alla vescica, ed è per questo che è stato riconosciuto il diritto alla rendita e i ratei dal 2007 al 2017 (circa 60.000,00 euro) a carico dell’INAIL, cui si sono aggiunti anche i risarcimenti a carico di RFI, per l’importo di €41.763,00.
Ora la causa proseguirà per il riconoscimento del tumore del colon alla base della morte del ferroviere, sempre per l’esposizione alla fibra killer.
Quella dell’amianto nelle FS è ormai una vera emergenza, tanto è vero che sono stati segnalati 696 casi di mesotelioma (come da VII rapporto ReNaM – fino al 2018), quindi con una epidemia ben più estesa, tenendo conto che sono asbesto correlati anche il tumore del polmone, della laringe, della faringe, degli altri organi respiratori, oltre a quelli gastrici. Come è emerso dalle testimonianze durante il processo di primo grado nelle Ferrovie dello Stato, e quindi anche nei traghetti, ci sono state anche altre fonti di esposizione, tra le quali i gas di scarico, di combustibili, olii esausti, lubrificanti e solventi, campi elettromagnetici e pitture.
![]()
“L’ONA è da sempre in prima linea per la tutela delle vittime dell’amianto in FS – spiega Bonanni – ricordo, infatti, che già nel 2014 abbiamo ottenuto una importante sentenza della Corte di Appello di Roma che, come in questo caso, ha ribaltato gli esiti negativi del primo grado, e che fu confermata poi in Cassazione con un risarcimento che per l’epoca era record (circa 800.000,00 euro). La nostra azione ora proseguirà con la richiesta di bonifica e messa in sicurezza”.
L’impegno dell’ONA ha permesso di proseguire nelle bonifiche, anche grazie alle segnalazioni pervenute tramite l’APP amianto http://app.onanotiziarioamianto.it/. Per la tutela legale ci si può rivolgere allo specifico sportello chiamando il numero verde 800.034.294, o chiedendo la consulenza compilando il form attraverso la pagina https://onanotiziarioamianto.it/mesotelioma-ferrovie-ona/
