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Oggi anniversario della Strage di Capaci: la memoria che traccia il percorso

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Ne parliamo con Serenella Pesarin, vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia nel Comune di Brugherio (Mb), che ha avuto in passato il ruolo di Direttore Generale dei provvedimenti giudiziari della Giustizia Minorile a Roma

 Il 23 maggio 1992 Cosa Nostra fa esplodere nei pressi di Capaci l’auto del giudice antimafia Giovanni Falcone che transitava sulla A29 protetto dalla scorta. Con Falcone in quelle che diventò la Strage di Capaci, persero la vita la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinari, sull’asfalto anche 23 feriti per la violenta esplosione di una miscela composta da tritolo, Rdx e nitrato d’ammonio. Oggi a 32 anni da quell’evento che cambiò il volto dell’Italia e per cui fu chiaro al mondo politico che l’attacco della mafia, così violento e distruttivo era un attacco ai pilastri della democrazia, la strage di Capaci diventa il simbolo della lotta antimafia, che tanti risultati ha portato nel corso di questi 32 anni e che ancora oggi ci lascia un grande esempio che va seguito ed onorato.

Giovanni Falcone ci ha insegnato che ‘gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini’, ha affermato dai social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Il pericolo della mafia, è ancora in agguato e si nutre di pericolosi atteggiamenti antidemocratici che anziché rispondere alle regole del nostro impianti legislativo, si alimentano del peggior lato umano, quello predatorio e prevaricatore degli altrui diritti naturali.

Ne parliamo con Serenella Pesarin, vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia nel Comune di Brugherio (Mb), che ha avuto in passato il ruolo di Direttore Generale dei provvedimenti giudiziari della Giustizia Minorile a Roma e vanta una grande esperienza in tema di recupero e rieducazione di giovani che hanno commesso reati anche gravi.

Dottoressa Pesarin, oggi ricorre il trentaduesimo anniversario dalla strage di Capaci che vide il sacrificio estremo di uno tra i migliori figli della nostra Repubblica: il giudice Giovanni Falcone. Quale il messaggio che ancora oggi questo martire della legalità ci lascia in eredità?

Oggi è una giornata che deve farci riflettere, la Strage di Capaci costituisce un monito per tutti noi, che deve rafforzare il nostro impegno politico per promuovere una cultura della legalità e della condivisione. La mafia si alimenta di sub culture, mafia non è solo criminalità, ma è soprattutto negazione dei diritti umani, della democrazia, della giustizia, della condivisione. Solo insieme la si può sconfiggere restituendo centralità alla persona e al rispetto della dignità di cui ciascuno è portatore.

L’impegno del mondo politico può determinare un cambio di rotta a favore di una concreta condivisione di valori nei tessuti sociali come il piccolo comune di Brugherio, all’interno del quale lei opera dopo l’esperienza Nazionale a Roma?

Legalità non è solo rispetto delle leggi esistenti ma un modo altro di guardare il futuro partendo dal presente. Giovanni Falcone costituisce oggi la memoria di chi per servire lo Stato, il nostro Stato di cui tutti noi facciamo parte e nel quale riponiamo le nostre speranze e la nostra possibilità di vivere con dignità, ha sacrificato la sua vita in piena consapevolezza che sarebbe potuto accadere quello che poi è accaduto davvero.   Ma veniamo alla domanda…a noi con il nostro partito il compito allora di costruire una comunità dove l’isolamento, la calunnia, il ‘si dice e non si dice’, lascino il posto ai nostri valori sorretti da quella rerum novarum che dà ascolto e vuole includere anche chi voce non ha, e soprattutto gli ultimi, i giovani cui occorre dare voce. Senza di loro nessun futuro è possibile. Con loro, e per loro, bisogna abbattere quel nulla che sembra pervadere le nostre e le loro vite …ce la faremo? Insieme si

Il nostro mondo sta attraversando un momento davvero complesso in termini di rispetto dei diritti umani. Quanto può indirizzare oggi il nostro cammino ricordare il messaggio di vita di Giovanni Falcone?

Nel nostro Paese assistiamo ad un aumento dei Femminicidi, della nascita di baby gang che costruiscono la loro esistenza in contesti di disagio sociale, dell’uso di droghe ed alcool in età precoce e con tasso di suicidi in aumento, tutte dinamiche che si collegano con la solitudine che affligge alcune frange, sempre più numerose, della nostra popolazione. Ed al tasso di natalità in declino si aggiunge anche un uso indiscriminato dei social da parte di tanti, troppi giovani, che non trovano più in ambito familiare un corretto indirizzo valoriale. Vittime della cosiddetta IA, che altro non è che una qualsivoglia app del telefonino, vittime di un algoritmo che troppo spesso sconvolge le menti per realizzare solo business. Ecco, la politica, la buona politica, deve occuparsi di dare regole a chi regole preferisce non averne, anche questa assenza di regole è mafia. Il mondo intero è pervaso da una incredibile violenza, con guerre che si stanno svolgendo anche alle porte del nostro Paese. La solidarietà e la fratellanza sono anestetizzate. Bisogna avere la forza e la volontà di girare l’angolo: il tempo è scaduto!

Il mio impegno insieme a quello di Vincenzo Imperato (resp. FdI comune di Brugherio), assessore con delega anche allo Sport, è quello di formare e supportare le nuove generazioni. Imperato è assessore a Brugherio e tra le sue deleghe ci sono lo sport e gli impianti sportivi, luoghi da cui ripartire perché lo sport rappresenta uno strumento di socializzazione, di rispetto delle regole e della volontà di impegnarsi insieme per raggiungere risultati importanti. Un esempio che vale anche per noi, ‘sportivi’ per così dire, del nostro circolo cittadini: solo insieme possiamo promuovere valori e cambiamento!

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