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Diritti umani

Nonunadimeno è l’hashtag delle manifestanti di tutta Italia oggi a Roma. Meno le donne della Lidu

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La Lega Italiana Diritti dell’Uomo discriminata al corteo odierno contro la violenza alle donne : ‘andatevene, voi siete per i diritti dell’uomo non delle donne’

lidu

“Quando siamo arrivate oggi in piazza Repubblica non ci aspettavamo di certo un atteggiamento così aggressivo da parte di altre donne con le quali volevamo manifestare il nostro dissenso contro ogni forma di violenza verso le donne”, questo il commento amaro di Maria Vittoria Arpaia, membro del comitato centrale e responsabile relazioni esterne della Lidu, che pochi giorni fa aveva dato l’adesione della Lega Italiana Diritti dell’Uomo alla marcia ‘Nonunadimeno’ organizzata a Roma per dire basta alle violenze sulle donne. A quanto raccontato alla nostra redazione dalle componenti della delegazione Lidu presente all’appuntamento, appena aperto lo striscione che sempre tale organizzazione in tutela dei diritti umani utilizza per farsi riconoscere, una delle organizzatrici ha affermato che era più opportuno dare spazio nella parte iniziale del corteo agli striscioni dei centri antiviolenza. “ Dopo questo richiamo, continua nel suo racconto la Arpaia, – ovviamente ci siamo spostate più indietro. Ma neanche questo è bastato, tant’è che dopo qualche attimo una manifestante di circa cinquant’anni con un mantello rosso, ci ha apostrofato dicendo: ve lo dico in un modo gentile…vi dovete togliere dalle palle…anzi dalle ovaie!”. La delegazione Lidu, tra cui oltre Maria Vittoria Arpaia era presente anche Marisa Fagà già Componente della Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e oggi responsabile per la Calabria della Lidu onlus, non ha potuto fare altro che abbandonare il corteo al quale aveva aderito con tanto entusiasmo, visto l’incredibile atteggiamento aggressivo e violento quantomeno nelle parole, di alcune delle organizzatrici. ‘Quello che è paradossale’ – spiega ancora la Arpaia – ‘ è che in un primo momento l’organizzazione della manifestazione ci ha accettati nell’iscrizione online. D’altro canto la Lidu è di certo la più antica organizzazione in tutela dei diritti umani in Italia. Ma quando abbiamo aperto lo striscione che ci rappresenta, la dicitura ‘diritti dell’uomo’ ha sollevato la polemica e la discriminazione di cui siamo state vittime oggi, perché, così ci hanno voluto rimarcare, la giornata era dedicata ai diritti delle donne!’.    In un momento così delicato per la sicurezza delle donne ( 116 femminicidi solo nel 2016), tanto da essere stato necessario organizzare una manifestazione che ha visto in piazza le più importanti sigle associative a tutela della vita delle donne, suona stonato che le donne della Lidu siano state oggetto di discriminazione, prima di tutto in quanto donne esse stesse animate dalle migliori intenzioni, inoltre al di là della lecita e utile manifestazione di sdegno che ha caratterizzato il corteo odierno, la rabbia da sola non risolve il problema della violenza alle donne in preoccupante aumento. Leggere la parola ’uomo’ non può e non deve scatenare una reazione così violenta quantomeno nel linguaggio usato. Anche perché dalla nascita della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo la parola ‘uomo’ è sinonimo di umanità, in questo senso anche l’acronimo della Lidu (Lega italiana dei diritti dell’uomo).

 

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