Connect with us
Azzera la bolletta

Attualità

Monica Canducci e la ricerca sul mondo dell’anima

Published

on

Tempo di lettura: 14 minuti

Quale il rapporto tra corpo e anima? ce ne parla Monica Canducci, che vive e lavora da molto tempo in California. Tra i suoi libri ‘The Healing Attitude’.

Di Francesca Rossetti

Monica Canducci, originaria di Riccione, vive da molto tempo in California e si occupa di ricerca su anima e spirito: a lei la parola.

 Come nasce per me lo studio del rapporto fra corpo, anima e spirito?

“Per me è nata fin da bambina l’esigenza di studiare e di trovare dei collegamenti, é stata una mia curiosità fin da piccola, momento in cui ho avuto un forte richiamo al mondo spirituale e fin da adolescente ho iniziato a leggere libri su diverse forme di spiritualità perché all’inizio, chiaramente, da bambina conoscevo solo il cattolicesimo, quello che veniva praticato nella mia famiglia. Poi, leggendo – da adolescente ero molto curiosa, ho iniziato prestissimo a leggere e studiare cose che riguardavano altre tradizioni, altre religioni, altre correnti spirituali –  ho notato che tendenzialmente il cattolicesimo degli anni ’70 (io sono del ’65) ci parlava di una relazione piuttosto conflittuale fra lo spirito e il corpo – tutto ciò che era collegato al corpo ci poteva portare fuori strada spiritualmente.
Invece in altre culture, in altre correnti religiose e spirituali notavo maggiore integrazione. In altre culture non c’era questa scissione, ma invece si parlava della possibilità di trovare attraverso il benessere e l’equilibrio del corpo, anche l’equilibrio per intraprendere un percorso spirituale.
Questa scoperta mi ha molto affascinata e a questo punto della mia vita c’è stata proprio una svolta.
All’inizio io tendevo a dimenticarmi del corpo, a negarlo, a spostarmi su un piano mentale e spirituale, a combattere perfino il mio corpo come se fosse un peso inutile. Poi ho capito che il corpo è realmente il tempio dello spirito, e che attraverso i sensi corporei noi possiamo affinare le nostre percezioni in modo tale da aumentare ed espandere la nostra coscienza e consapevolezza spirituale. Quindi ho sperimentato che il corpo non è un ‘nemico’ del percorso spirituale ma è il nostro supporto, é quello che ci serve per intraprendere un percorso spirituale, e per questo va rispettato e considerato lo strumento della nostra esperienza spirituale.

Questa, ovviamente, è la mia esperienza personale di cui parlo nei miei libri.
Per me è molto importante aiutare le persone a integrare corpo e spirito, a comprendere come attraverso il corpo sia possibile anche sviluppare consapevolezza spirituale e realizzare la propria crescita in campo spirituale”.

Come è possibile pilotare al meglio le proprie energie soprattutto per superare malattie e momenti difficili?

”Ho scritto un libro su questo argomento e l’ho intitolato ‘The Healing Attitude’, che si potrebbe tradurre come ‘L’atteggiamento di guarigione’, ma ho mantenuto questo titolo anche nella versione italiana perché è un acronimo, cioè per ogni lettera della parola ‘healing’ e ogni lettera della parola ‘attitude’ c’è un consiglio. L’atteggiamento costituisce la gran parte del lavoro da fare per superare momenti impegnativi. E quando ci sono malattie di mezzo, ancor di più. Io ho sofferto di disturbi molto gravi, una forma di infiammazione del sistema nervoso dovuta a un’infezione virale diversi anni fa che ha scatenato tutta una serie di sintomi, tra la meningite e l’encefalite. Sono stata costretta a letto diversi mesi, e mi ha salvata l’atteggiamento di voler comunque mantenere la curiosità di vedere cosa avrei potuto fare per superare quel momento. Non ho mai ceduto alla sfiducia, non mi sono mai abbattuta. Mi sono ‘allenata’ a credere nelle risorse, anche nascoste, del nostro organismo.
Io ho una grande fortuna, che è la fiducia. Fin da bambina ho avuto una grandissima fiducia nella vita, chiamiamola pure fede. Una grandissima fede o fiducia in risorse che non conosciamo ancora. Questo non vuol dire che io mi affidi all’ignoto senza fare niente. Io faccio quello che concretamente mi può aiutare per stare meglio e sostengo ogni mio passo pratico con un atteggiamento di grande fiducia. Consiglio quindi di guardare sempre verso la via d’uscita. Come si fa nel rally. I piloti che praticano rally lo sanno che se si guarda all’ostacolo che si presenta loro sul cammino, ci si va dritti a sbattere. Il nostro corpo è organizzato in modo tale che laddove guardiamo, là dove dirigiamo lo sguardo, il nostro corpo si orienta. É proprio il modo in cui il nostro cervello e il nostro corpo sono progettati, fa parte dei nostri automatismi. E allora se io sono al volante, vedo un ostacolo sulla strada e rimango fissa con gli occhi su di esso, proprio la coordinazione motoria diciamo ‘automatica’ mi porterebbe a sbatterci contro. Se invece sposto il mio sguardo sulla via d’uscita, cioè su quella parte della strada dove posso andare per evitarlo, allora il corpo istintivamente, per come siamo fisiologicamente costruiti, si orienterà verso quella via d’uscita. Le nostre mani gireranno il volante in modo automatico e istintivo verso di essa.
Questo accade per come siamo strutturati fisiologicamente: laddove guardiamo, inconsciamente, senza volerlo, ci orientiamo. E questo è valido non solo alla guida e sulla strada, ma anche, metaforicamente, nella vita.Se ci convinciamo che non c’è niente da fare, che staremo male per sempre, sarà più facile conservare inconsciamente quegli atteggiamenti che possono mantenere i nostri sintomi. Se riusciamo a orientarci verso uno stato di maggiore fiducia, anche magari ricordando i momenti migliori della nostra vita, se manteniamo la fiducia nelle risorse della medicina,  interiori, ci diventa più facile trovare delle soluzioni. Per esempio, quando si pensa con gratitudine alle cose che ci possono far star bene, o che ci hanno fatto stare bene, già ci portiamo a livello fisiologico in uno stato che assomiglia al benessere. Infatti quando evochiamo qualcosa che ci fa star bene la nostra fisiologia cambia, e si modifica in maniera da farci stare meglio. Quindi. almeno nelle situazioni in cui è possibile, io invito sempre a mantenere un atteggiamento di fiducia e di apertura verso le cose che vanno bene nel nella nostra vita, le cose che ci stanno sostenendo in quel momento”.

Lo sviluppo della coscienza e il rapporto anima natura

”Questa domanda è vastissima! Direi che, nelle scelte importanti, la cosa più importante da fare è mantenere chiara l’intenzione, cioè dov’è che vogliamo andare, che cos’è che vorremmo ottenere. Quando facciamo una scelta chiediamoci cosa c’è oltre il bivio, qual è l’effetto che vorremmo ottenere nella nostra vita, e, invece di pensare all’effetto pratico a breve scadenza, pensiamo anche all’effetto che la nostra scelta potrebbe avere a lunga scadenza. Pensiamo soprattutto a come ci vorremmo sentire una volta scelta la strada. Non sto parlando di cose che materialmente vogliamo ottenere, ma come ci vorremmo sentire una volta che abbiamo preso quella decisione, una volta che abbiamo scelto. Secondo la mia esperienza, é importante ricordarci che la nostra coscienza é un po’ come un faro che illumina il percorso, illumina la strada. Ci sono delle aree che magari non riusciamo a vedere, e per questo è importante stare a contatto con noi stessi, soprattutto prima di scegliere, per cercare di capire cosa vogliamo ottenere da quella scelta, come possiamo orientare i nostri passi. Qual è l’intenzione che sta dietro la nostra scelta. Più aumentano la nostra consapevolezza e la conoscenza di noi stessi, più aumenta la chiarezza nello scegliere.

Riguardo al rapporto tra anima e natura, dipende dalle tradizioni a cui ci riferiamo.

Per esempio nella nostra tradizione, in Italia, in Europa senza andare necessariamente a guardare troppo verso l’oriente, se guardiamo a certe tradizioni esoteriche come all’Ermetismo, per esempio, si parla di Quattro Elementi della Natura, più un quinto Elemento che é l’Etere.
I Quattro Elementi (Fuoco Terra Aria Acqua) nel Medioevo venivano utilizzati addirittura per diagnosticare le malattie. I medici di allora parlavano di ‘eccesso di Fuoco, di eccesso di un Elemento o di un altro proprio riconoscendo un collegamento tra gli Elementi , il corpo umano e i temperamenti dell’Anima, cioè il carattere di una persona. Collegavano gli Elementi della Natura a delle caratteristiche dell’animo umano da cui poi dipendevano certe malattie. Questa conoscenza è rimasta disponibile attraverso l’Astrologia. In Astrologia troviamo i segni di Fuoco, Terra, Aria, Acqua e a seconda dell’Elemento manifestano tendenze di personalità e fisiologiche che li rende più suscettibili a comportamenti e anche a sintomi specifici. Nel Medioevo c’era molta più integrazione, dovuta proprio a un’osservazione della Natura. Nei tempi odierni si sta recuperando questa visione, ci sono medici psicosomatisti o psicoterapeuti che hanno un orientamento psicosomatico che si ritrovano nei simboli dei quattro Elementi caratteristici dell’anima e del corpo umano. Un’altra corrispondenza della quale mi piace parlare é quella tra i quattro Elementi, le quattro stagioni, le quattro fasi lunari e quattro fasi del ciclo femminile, che corrispondono anche alle quattro fasi principali della vita di una donna. Ho trattato a fondo questo argomento nel libro “Il Corpo Sacro” dedicato non solo alle donne ma a tutti coloro che vogliono approfondire questa corrispondenza tra Elementi, Cicli della Natura e cicli ormonali. A me piace studiare le tradizioni per trovare questi collegamenti e per riuscire a recuperare il senso di integrità,  di interezza dell’essere umano. Non possiamo continuare a pensare a una scissione tra anima e corpo, o spirito e corpo. Secondo alcune tradizioni il corpo fisico è tangibile, lo spirito è qualcosa di puro e perfetto, e l’anima è quella parte di noi che, grazie al corpo e all’esperienza del mondo tangibile, diventa consapevole della perfezione dello spirito e ‘lavora’ per realizzare questa perfezione, per prenderne coscienza e comprendere che siamo tutti parte di un Tutto-Uno. Un passo alla volta, è come se dovessimo connetterci allo spirito, perfetto, tramite l’anima che costituisce la propria consapevolezza e coscienza di esistere grazie al corpo e all’esperienza corporea. Quindi la nostra vita, tramite e grazie al corpo fisico che supporta questo processo, serve a condurci a quello che possiamo definire ‘risveglio spirituale’ tramite la consapevolezza di esistere, che secondo alcuni coincide con lo sviluppo della coscienza. Senza questa consapevolezza o coscienza il nostro spirito sarebbe sì perfetto, ma non consapevole di esistere. Sarebbe parte di un Tutto ma non consapevole di esistere e di esser parte di quel Tutto. Invece, incarnandosi nel corpo fisico e passando per un processo di individuazione, inizia un percorso di riconoscimento, di distinzione dall’altro-da-sé, e in un secondo momento di riconoscimento di un Tutto di cui é parte. Quindi, grazie a questo percorso vissuto attraverso il corpo, possiamo giungere a realizzarci come esseri spirituali”.

Come avviene la guarigione interiore

 

“La guarigione ha bisogno di consapevolezza. Certo che possiamo guarire anche senza diventare consapevoli di cosa ha creato il sintomo, dipende dalla natura dei nostri sintomi. Se ci siamo presi un raffreddore perché siamo stati al freddo, la nostra temperatura si é abbassata, e le difese immunitarie sono un po’ scese e i virus che stanno dentro di noi anziché stare zitti buoni buoni si sono svegliati, beh, é chiaro che magari abbiamo bisogno solo di stare un pochino al caldo,  abbiamo solo bisogno di recuperare senza farci troppe domande. Generalmente la guarigione ha bisogno di equilibrio, cioè il processo di guarigione ha bisogno che le nostre risorse ritornino in equilibrio e che il nostro sistema immunitario lavori bene e per fare questo ha bisogno che il nostro sistema nervoso lavori bene, perché è lui che  regola tutto. Noi abbiamo delle capacità di autoregolazione, e quindi di recupero, che sono favolose. Ma se la nostra energia è impegnata altrove perché siamo sempre sotto stress, o sempre di corsa, e quindi il corpo non ha tempo per recuperare, a quel punto iniziano a manifestarsi squilibri che si traducono in sintomi. Quindi il primo passo verso la guarigione è sempre prendersi il tempo per recuperare, per ricontattare le nostre risorse interiori e magari anche riflettere.
Perché il nostro corpo parla, nel senso che a volte i sintomi rappresentano e ‘parlano’ proprio di quello che nella nostra vita andrebbe rimesso in sesto, riportato in equilibrio. I diversi organi e i diversi sistemi all’interno del nostro corpo possono subire degli squilibri proprio a seconda del nostro stile di vita: la qualità del sonno, quanto dormiamo, come mangiamo (non tanto cosa mangiamo anche anche come… a ciascuno il suo stile alimentare!)… Come il nostro intestino reagisce alle cose che mangiamo, dato che è un mondo a sé e il nostro sistema nervoso e immunitario dipendono enormemente da quello che accade a livello proprio di flora intestinale. Sono tante le cose che possiamo fare per iniziare un percorso di guarigione da dentro, e il primo passo è acquisire consapevolezza di come funzioniamo. Perché se noi deleghiamo la nostra salute e la mettiamo nelle mani di qualcun altro, che sia il medico, che sia il naturopata, non importa chi… Se noi deleghiamo e non ci chiediamo “ma come mai si è presentato questo sintomo? Da dove viene? Che cosa c’è, cos’è che il mio corpo sta cercando di dirmi?” saremo sempre da capo. Quindi il primo passo per la guarigione interiore è sempre assumersi la responsabilità della nostra salute, della nostra vita: come trattiamo il nostro corpo, come interagiamo con l’ambiente, quindi cosa possiamo fare per noi stessi. E quindi è la consapevolezza di come funzioniamo”.

Il mio rapporto con la Fede e coi Grandi Maestri

“Io mi considero fortunata e benedetta da una fede istintiva. Credo di essere stata benedetta da questa grande fede in partenza, come se fosse già parte del mio bagaglio. Da bambina avevo una fiducia, una grandissima fede in un mondo spirituale invisibile agli occhi degli altri. Vedevo, percepivo qualcosa nel buio perché ero una grandissima amica del buio, mi piaceva stare al buio perché in esso vedevo delle cose ed ero certa dalla presenza di esseri invisibili, che fossero gli angeli o altro non lo so, io li sentivo come presenza amorevoli, amichevoli, benedette. Non ho mai avuto paura di presenze oscure, mi sentivo al sicuro con quelle che percepivo come presenze benevole. Sono cresciuta andando a Messa, poi dopo i vent’anni, parlando con un amico prete, che era Don Giorgio dell’Ospedale, che è stato sempre un caro amico, lui stesso mi invitò a un certo punto a espandere la mia conoscenza delle vie spirituali perché a me stavano un po’ stretti certi principi del cattolicesimo. Io percepivo qualcos’altro, delle vite oltre questa vita presente… Quindi mi avvicinai al Buddismo, al Sufismo, all’Induismo, all’Ebraismo, ad altre correnti come lo Sciamanesimo Nepalese e Siberiano… quindi ai Maestri del passato.

Ho sempre amato leggere testi sacri, libri sacri ma anche testi scritti più recentemente. Poi sono stata così fortunata da incontrare alcuni maestri spirituali. Incontrai un Lama Buddista a una manifestazione a Bologna, ebbi un impatto fortissimo, ma non ci fu seguito. Per alcuni anni praticai il Buddismo di Nichiren Daishonin. Ebbi la benedizione di incontrare un Padre Gesuita che aveva un’energia fortissima e faceva anche parte anche di una corrente del buddismo. ¨Poi ci fu un incontro che mi cambiò la vita, l’incontro con un maestro Sufi che nel 1995 venne in Italia per una conferenza mondiale sulla pace. Lì percepii che quello era un cammino che mi richiamava e quindi mi avvicinai alla pratica della meditazione Sufi. Poi conobbi una straordinaria guaritrice Sufi uzbeka, Habiba, dalla quale appresi moltissime cose, come ne appresi moltissime altre da altre persone, sciamani, sciamane, uomini e donne di medicina – come si definiscono nell’America del Nord – e da uno sciamano nepalese straordinario che sta in Italia, si chiama Bhola Banstola, che ho citato nei miei libri così come altri Maestri e guaritori straordinari”.

Fiabe, miti e tarocchi, simbolismo e tradizione

“Le Fiabe non sono solo fiabe, sono metafore,  insegnano, possono essere l’introduzione a percorsi spirituali. Ricordo un autore, Giuseppe Sermonti, e il suo libro “Alchimia della Fiaba” in cui lui analizzava le fiabe dal punto di vista Alchemico. La fiaba é un mondo che ci racconta della trasformazione dell’essere umano, dell’incontro con la nostra anima:  molto spesso la principessa da salvare è l’anima dell’individuo che si svela attraverso le prove della vita. La fiaba ci parla per immagini, come il mito, che racconta attraverso metafore i passaggi dell’evoluzione della nostra coscienza.  Anche i Tarocchi sono un mondo a sé che parla per immagini. Dicono che i 22 Arcani dei Tarocchi siano le pagine di un libro senza parole. Un libro sacro, il libro di Thot, il libro della conoscenza.
Ho scritto due libri sugli Arcani Maggiori dei Tarocchi perché di fatto sono uno strumento fantastico per conoscere se stessi, illustrano perfettamente il cammino di evoluzione della coscienza umana. Il mito parla alla nostra anima così come la fiaba e cosi’ come parlano gli Arcani dei Tarocchi. Uno dei nostri emisferi cerebrali é razionale, vuol capire tutto applicando la logica, ma nel nostro cervello c’é anche un emisfero che intuisce, che comprende le cose solo tramite il linguaggio delle immagini e della metafora. La cosa interessante che ho scoperto e che ho sottolineato nel mio libro “Sulla via delle Fate” é che il linguaggio degli esseri fatati di cui si parla in alcune fiabe risulta essere lo stesso che la parte intuitiva del nostro cervello comprende. È quella la parte che ama nutrirsi di miti, di immagini e di fiabe, e i Tarocchi nutrono proprio quella parte. Osservando un’immagine possiamo attingere alle nostre risorse interiori più profonde e nascoste, vederci come in uno specchio proprio attraverso quell’ immagine. Quando riusciamo a coltivare un equilibrio tra la nostra razionalità e l’intuizione, li’ riusciamo a svelare le parti più profonde di noi stessi. Io non utilizzo i tarocchi per ‘leggere il futuro’, insegno alle persone a guardarsi dentro, a capire cosa succede dentro di loro attraverso  queste immagini. A me piace insegnare l’interpretazione dei tarocchi per fornire alle persone uno specchio nel quale potersi riconoscere”.

La pittura sacra

“Io dipingo con le mani e con le dita, dipinti a olio su tela… Anche gli arcani maggiori dei tarocchi li ho dipinti così.
Io li ‘vedo’, come visioni, e poi dipingo. Mi appaiono queste immagini fortissime e non se ne vanno finché non le ho dipinte. Stendo il colore con le mani e continua a lavorarlo. A volte ho la sensazione che, quando lo lascio riposare la notte, il mattino dopo si siano definite delle forme, e continuo a lavorare queste forme finché non non vedo sulla tela qualcosa che assomiglia a quello che avevo ‘visto’ nella mia visione. Uno dei quadri è nato quando ho scritto The Healing Attitude e dovrebbe risuonare in modo tale nelle persone che, guardandolo, dovrebbero sentire attivarsi delle forze di guarigione. Ci sono dei ‘serpenti’ di luce nel dipinto che sono come i serpenti intorno al bastone di Hermes, Mercurio, il dio Greco-Romano che protegge la guarigione. Poi c’è simbolo dell’infinito ed altre cose come per esempio il fatto che il caduceo, il bastone di Hermes-Mercurio mi ha sempre fatto pensare al DNA. Quindi io mi chiedo a volte: ma queste immagini che gli antichi già rappresentavano non risuoneranno in qualche modo con la nostra struttura fisica, e anche con il nostro DNA? Qui, in queste connessioni, attraverso le immagini e come risuonano in noi, potrebbe trovarsi una chiave per la nostra guarigione”.

Come avviene la canalizzazione con entità superiori?

“Per quanto mi riguarda anche quella è una porta che si è aperta da sola. Non ho fatto nessuno sforzo, non ho seguito nessun corso, mi è successo quando avevo 17 anni e appena si é manifestata questa capacità ho chiesto aiuto a chi ne sapeva più di me per capire come incanalare queste forze e per essere sicura di non essere impazzita! Come faccio a canalizzare? Coltivo spietatamente la conoscenza di me stessa e mi chiedo sempre: “ma questa cosa che mi sta arrivando sarà frutto della mia fantasia, del mio inconscio, del mio desiderio di ottenere messaggi dall’invisibile, o ci può essere qualcosa di più?” e guardo  qual è l’effetto che il messaggio che sto canalizzando crea. Sono sempre molto critica nei confronti di me stessa, non posso affermare di essere certa al 100% che quelle che canalizzo siano entità superiori. Io penso che possano essere tali, perché in generale tutti i messaggi che ho ricevuto, così come i libri che ho scritto, così come lo stato in cui mi trovo quando dipingo, è sempre uno stato di grande benessere o che suscita benessere negli altri. Per canalizzare, io mi preparo nella vita. Faccio del mio meglio per coltivare uno stato di grande equilibrio. Uso il termine “spietatamente” con me stessa perché osservo i miei lati ‘ombra’, metto sempre il dito nella piaga, cioè tengo molto ben presenti i miei difetti e continuo a lavorarci sopra. Non perché voglio essere o apparire perfetta ma per essere consapevole di come il mio ego si comporta nella vita di tutti i giorni. Mi osservo e tengo conto delle mie paure, dei miei desideri, di tutto quello che costituisce le parti di me in sviluppo ed evoluzione, le osservo e ne tengo conto perché altrimenti è facile perdere un po’ il contatto con la realtà dei fatti. Quindi  mi preparo  a queste aperture vivendo il più possibile in serenità, in armonia, e coi piedi per terra. Il che non vuol dire che evito i conflitti per mantenere armonia a tutti i costi ma cerco di renderli evidenti e di risolverli, mi impegno a vivere una vita il più possibile da persona normale e mi analizzo per essere certa di non nutrire motivazioni nascoste. Non è che lo faccio da sola.Fin da ragazzina, da quando ho iniziato a vivere questa apertura all’invisibile, ho lavorato a fianco di psicoterapeuti o persone che mi potessero almeno fornire una supervisione, per capire se certi messaggi erano frutto del mio subcosciente oppure se ci poteva essere qualcosa di più. Faccio del mio meglio per verificare che i messaggi che ricevo siano attendibili e che non ci sia sotto lo zampino del mio ego, che é quella parte di noi che ama distinguersi in qualche modo.

L’ego ce l’abbiamo tutti, bisogna domarlo, metterlo a servizio delle nostre risorse senza lasciargli prendere il comando. Tenendolo d’occhio si evita che interferisca troppo con il nostro sviluppo, prendendone coscienza gli si impedisce di interferire. É appena uscito un mio libro che si intitola ‘Verso l’Aldilà e Oltre’ e che racchiude tutto, tutta la mia storia legata all’invisibile, ci ho messo dentro tutto della mia vita e tutti gli insegnamenti che ho ricevuto riguardanti guarigione e sviluppo spirituale nel rispetto del corpo. Come gli altri miei libri lo si trova su Amazon in formato Kindle e cartaceo, quindi chi lo vuole lo può già ordinare. Lo presenterò insieme agli altri libri il 2 luglio a Rimini e lo presenterò il 9 luglio in Valle d’Aosta, a  Vetan, in Provincia di Aosta. A dire il vero quelle due occasioni saranno più sui due libri precedenti, ‘Il Corpo Sacro’ che è dedicato a come i cicli, ritmi ed elementi della Natura si riflettano nel corpo e ciclo femminile. L’altro libro, ‘The Healing Attitude’ tratta di guarigione. Poi parlerò’ anche di “Verso l’Aldilà e oltre” ma meno, perché é legato specificatamente alle mie esperienze con l’altra dimensione e non tutti hanno voglia di ascoltare queste cose. Allora parlerò di temi più legati al benessere psicofisico e alla guarigione, coinvolgendo anche le persone in piccole meditazioni basate sul movimento. Poi se qualcuno è curioso parlerò anche di questo. La cosa importante per me é parlare un linguaggio comprensibile sia alle persone che vogliono mantenersi su un piano scientifico e razionale, sa a coloro che sono più aperti all’intuizione. Credo che non ci sia ‘una’ verità soltanto, ma che come esseri umani ciascuno di noi possa cogliere solo una parte di una Realtà unica, e quindi mi piace rispettare e trasmettere rispetto alle persone indipendentemente da ciò in cui credono, parlando un linguaggio comprensibile a tutti.”

Print Friendly, PDF & Email
Apollo Mini Fotovoltaico
Serratore Caffè

Questo si chiuderà in 0 secondi