Il Ministro Franceschini: “In Italia abbiamo bisogno di cose che Capalbio libri fa già da anni”

By 3 Agosto 2016Primo piano

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Le dichiarazioni del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, del Fondatore di Capalbio Libri Andrea Zagami
e del Direttore Editoriale della manifestazione Denise Pardo.

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E’ stata presentata ieri alla stampa, presso la Sala dell’ex Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) di Roma, la 10° edizione di Capalbio Libri. Sono intervenuti il Ministro Dario Franceschini, il Sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, il Fondatore di Capalbio Libri Andrea Zagami e il Direttore Editoriale della manifestazione Denise Pardo. Queste le parole del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, intervenuto alla presentazione:


“Sono molto contento di potervi ospitare per la presentazione della decima edizione di Capalbio Libri e della prima di Denise Pardo alla Direzione Editoriale, ruolo che invidio molto. Penso che in Italia abbiamo bisogno di due cose che Capalbio Libri fa già da diversi anni. La prima è quella di valorizzare tutti i luoghi della bellezza italiana, facendoli diventare luoghi che ospitano eventi culturali, così da attrarre viaggiatori colti e turisti internazionali, per rendere vivi i bellissimi centri storici di borghi e città. Perché le cornici che noi possiamo offrire per un evento culturale non le può offrire nessun altro nel mondo. La seconda è che nel nostro Paese c’è un grande bisogno di lavorare sulla diffusione della lettura del libro. C’è qualche dato positivo, finalmente, dopo tanto tempo: nel 2016 e nel 2015 c’è stata un’inversione, con un piccolo segno + sulle vendite dei libri, ma ancora non sufficiente. La lettura deve far parte della nostra vita, vanno in questa direzione le operazioni fatte nelle scuole e la firma del “Patto per la Lettura” con i presidenti e i direttori delle TV nazionali che si sono impegnati a valorizzare tutte le iniziative che ruotano attorno al tema del libro e della lettura. Per queste ragioni “Capalbio Libri” va valorizzato e sostenuto. Sono qui per dirvi “bravi, andate avanti”, e spero di poter tornare presto in una nuova edizione come autore, ma il lavoro da Ministro mi assorbe, piacevolmente ma pienamente. Non ho opere pronte, ma le ho in mente”.

“Ho partecipato a molte edizioni – ha aggiunto Denise Pardo, Direttore Editoriale della decima edizione del festival – Ho presentato un mio libro. Ho moderato e condotto quelli di altri. L’ho fatto perché ho sempre apprezzato lo spirito e l’energia della rassegna, capace d’attirare centinaia di persone per condividere idee e posizioni, storie e testimonianze. Anche quest’ anno è arrivata la telefonata di Andrea Zagami, fondatore e anima di Capalbio Libri. Ma il coinvolgimento era differente, occuparmi della linea editoriale, del pensiero laterale. Ho accettato anche se non c’era molto tempo, perché vale sempre la pena di occuparsi e di curarsi dei libri”. “Abbiamo in programma la nascita di un’associazione che si chiamerà Il Piacere di Leggere che avrà l’obiettivo di   sostenere il nostro festival ed altre iniziative per la promozione della lettura – ha affermato Andrea Zagami, Fondatore di Capalbio Libri – La prima novità sarà un seminario che si terrà a Capalbio all’inizio dell’estate 2017, un confronto tra addetti ai lavori e lettori per indagare il piacere della lettura e nuove modalità di promozione.” “Oltre alla consueta qualità offerta dal programma – ha dichiarato durante la conferenza Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio – c’è un altro grande merito di Capalbio Libri che voglio sottolineare: la capacità di coinvolgere le eccellenze locali in una vera e proficua operazione di marketing territoriale che nel tempo è andata sempre più consolidandosi. A Capalbio Libri gli attori del Modello Capalbio ci sono tutti e ci sono sempre stati: dagli alberghi ai ristoranti, dagli operatori turistici ai produttori di wine&food. Un segno inconfondibile della vitalità economica e sociale della nostra comunità”.

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