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Attualità

Migranti della Diciotti accolti da Albania, Irlanda e Cei

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L’Italia accusa l’Europa di mancata collaborazione sull’immigrazione e annuncia il veto sul Bilancio dell’Unione Europea, rischiando “pesanti sanzioni”.

di Vito Nicola Lacerenza

Sono sbarcati nel porto di Catania i 177 migranti rimasti per 5 giorni a bordo della Diciotti, nave della Guardia Costiera italiana. La loro odissea è finita quando l’Irlanda, l’Albania e la Conferenza Episcopale Italiana hanno garantito la disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo, che altrimenti  sarebbero rimasti in mare, bloccati dal “no” del Ministro dell’Interno Matteo Salvini all’apertura dei porti, come avvenuto con la nave Acquarius. Stavolta però, a bordo della Diciotti c’erano diverse persone colpite da scabbia e altre affette da polmonite il che ha spinto il prefetto di Agrigento Luigi Patronaggio ad iscrivere nel registro degli indagati il Ministro Salvini e il suo capo di gabinetto per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Secondo la “Convenzione Internazionale per la Sicurezza della Vita in Mare del 1974”, la “Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo” del 1979 e la “Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare” del 1982, una nave ritenuta in “condizione di pericolo” ha il diritto di essere soccorsa. Il governo italiano, dal canto suo, ha affermato di aver agito nel pieno rispetto dei diritti umani e della Costituzione, avendo consentito ai minori non accompagnati di sbarcare immediatamente e avendo fornito ai migranti a bordo della Diciotti assistenza medica e viveri.

Mentre le indagini proseguono, il Centrodestra fa quadrato intorno a Salvini: il capo di Forza Italia Silvio Berlusconi ha giudicato la “vicenda giudiziaria assurda”, mentre la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha definito “sovversivo” indagare un ministro che cerca di fermare l’invasione dei clandestini. Sostegno a Salvini è giunto anche dal vice premier Luigi Di Maio che ha esortato le forze politiche al “rispetto per la magistratura”. Decisamente critico invece è stato il segretario del PD Maurizio Martina che ha definito il caso Diciotti una “vergogna nazionale”.

Mentre il dibattito politico infiamma, le relazioni tra UE e Italia sembrano raffreddarsi sempre più, anche in seguito alle recenti dichiarazioni fatte da Luigi Di Maio: «L’Unione Europea mi ha molto deluso. Quello che gli Stati UE hanno fatto in questi giorni è veramente ignobile. Per quanto riguarda la Diciotti non gliene è fregato niente a nessuno. Necessariamente si traggono delle conseguenze. Stiamo lavorando per mettere il veto sul prossimo Bilancio economico». Parole che a Bruxelles sono suonate ricattatorie e a cui è seguito un duro avvertimento da parte del commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger, il quale  ha fatto sapere che “se l’Italia rifiutasse di pagare i suoi contributi all’EUbudget”, il Paese sarebbe costretto a pagare “gli interessi per i ritardi dei pagamenti”, oltre a “possibili ulteriori pesanti sanzioni”.

Dichiarazioni che fanno apparire sempre più grande la distanza tra Roma e Bruxelles, così come non contribuirà ad un avvicinamento tra Italia e UE, l’incontro privato in programma  tra il Ministro Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orbán, noto nazionalista, antieuropeista e sostenitore delle frontiere chiuse.