Italiani nel Mondo

Memoria di un orrore a New Orleans – Memory of a horror in New Orleans

By 3 Aprile 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Memoria di un orrore a New Orleans

Il prossimo 12 aprile a New Orleans negli Stati Uniti, per la terza volta autorità americane chiederanno scusa per ingiustizie di anni fa verso nostri connazionali.

Di Gianni Pezzano

Nel primo caso nel 1977, Michael Dukakis, allora governatore dello stato di Massachusetts, riconobbe ufficialmente il processo farsa di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti che finì con la loro esecuzione sulla sedia elettrica nel 1927. Il secondo caso è stato il riconoscimento ufficiale nel 2002 da parte del Congresso americano di Antonio Meucci come inventore del telefono e non Alexander Graham Bell come si pensava fino ad allora.

Purtroppo la cerimonia del 12 aprile riconoscerà ufficialmente un orrore che non era uno sbaglio giudiziario bensì un delitto vero e proprio verso 11 nostri connazionali, tutti di origini siciliane, nel 1891. Poteva andare peggio perché altri 8 erano destinati al patibolo, ma riuscirono a nascondersi dalle decine di migliaia di persone che quel giorno volevano linciarli. Ma l’incidente  lasciò un altro segno che ancora oggi segna gli italiani ovunque siano.


Molti sanno delle difficoltà dei nostri emigrati all’estero, ma pochi in Italia si rendono conto che molti di loro hanno pagato il prezzo più alto per la loro decisione di trovare una vita nuova all’estero.

New Orleans 1890

Alla fine dell ‘800 New Orleans era una città con una grandissima comunità italiana. Era così grande che il vecchio quartiere francese era stato soprannominato “Little Palermo” (la piccola Palermo) e c’erano oltre tremila imprese italiane.

Purtroppo gli italiani non erano ben visti, gli abitanti del luogo consideravano la maggioranza siciliana “di colore” e li consideravano analfabeti e criminali. In un contesto che si è ripetuto fin troppo spesso, e non solo negli Stati Uniti e anche oggigiorno, malgrado una popolazione immigrata per la stragrande maggioranza pacifica e rispettosa delle leggi locali, qualsiasi reato commesso da immigrati finiva nelle prima pagine dei giornali per peggiorare l’immagine dei nuovi residenti della città.

Poi, un giorno un agguato e la morte di una persona scatenò l’inferno

Dagoes

La notte del 15 ottobre 1890 mentre tornava a casa alla fine della giornata lavorativa, David Hennessy, il Capo della polizia di New Orleans, fu vittima di un agguato ordito da un numero indeterminato di sconosciuti. Fu colpito più volte prima dell’arrivo del Capitano della Polizia William O’Connor.

Secondo la leggenda, contestata da alcuni, Hennessy ebbe il tempo di dire a O’Connor “The dagoes” (gli italiani) alla domanda di chi fossero gli aggressori.

Hennessy morì poche ore dopo in ospedale. Il funerale fu grandioso e poco tempo dopo il sindaco Joseph Shakespeare dichiarò ”Dobbiamo fare a questa gente una lezione che non dimenticherà mai”.

Sin dall’inizio i giornali cominciarono ad aizzare la rabbia della popolazione contro gli immigrati e persino il celebre, e lontano,  New York Times parlava del delitto come “the Italian assassination” (l’assassinio italiano”), in effetti dichiarando guerra ai nostro connazionali.

Nei mesi seguenti si cominciava a parlare di una segreta e fino ad allora sconosciuta organizzazione chiamata la “mafia”, e fu proprio questo incidente che mise alla luce per la prima volte nel paese la parola che ancora oggi ci segue ovunque andiamo.


In quei mesi la polizia in New Orleans arrestò oltre duecento italiani e alla fine diciannove di loro furono imputati per la morte di Hennessy.

Processo

Però, le prova a carico degli imputati non erano pari alla rabbia popolare alimentata dalla xenofobia e i giornali. La procedura giudiziaria non riuscì a fornire un verdetto contro i “criminali stranieri”.  Il 28 febbraio 1891 il verdetto di non colpevolezza creò scompiglio e rabbia tra coloro convinti della colpevolezza dei diciannove e il giorno dopo un giornale locale pubblicò un grido d’azione. Infatti, una vignetta di una rivista dell’epoca faceva intendere che fu la “mafia” a minacciare la giuria per scarcerare gli imputati.

Dopo settimane di proteste e titoloni dei giornali,  il 14 marzo 1891 durante una protesta John C. Wickliffe fece un appello contro gli italiani al pubblico, “Alien hands of oath bound assassins set the blot of blood upon your vaunted civilization” (“Mani aliene di assassini giurati hanno posato una macchia di sangue sulla civiltà di cui vi vantate”). La gente presente capì il messaggio e rispose “Yes! Yes! Hang the dagoes!” (“Si! Si! Impicchiamo i dagoes!”)

E cosi ebbe inizio il linciaggio più grande della Storia degli Stati Uniti.

Orrore

Secondo le cronache decine di migliaia di cittadini presero d’assalto il carcere. Alla testa delle file c’erano oltre trecento armati di fucili. Le guardie cercarono di sbarrare il cancello ma la folla cominciò a spingere e a martellarlo. Le guardie avvisarono gli italiani di cercare di nascondersi, ma tragicamente per la maggioranza il destino era segnato.

I primi catturati furono uccisi a fucilate e gli altri furono portati in mostra per le strade della città e infine impiccati su lampioni. Otto si salvarono nei loro nascondigli.


Il titolo più vergognoso fu del New York Times che dichiarò “Chief Hennessy Avenged” (“Capo Hennessy vendicato”).

La folla fu “soddisfatta” d’aver fatto “giustizia” contro gli assassini del loro defunto capo della polizia. Nessuno fu indagato per il linciaggio, la polizia non cercò nemmeno i colpevoli e, bisogna dirlo, visto che il processo finì con il verdetto di “non colpevolezza”, la polizia locale non fece più niente per cercare gli assassini del loro Capo defunto.

Non fu l’unico linciaggio di italiani negli Stati uniti, almeno una cinquantina morì in quel modo atroce.

Non fu nemmeno l’unico paese dove morirono immigrati italiani per mano di locali, basti pensare ad Aigues Mortes in Francia, casi in Belgio e anche in Sud America per capire che il sogno di molti italiani finì nel modo più crudele.

Consiglio comunale

Ora il consiglio comunale di New Orleans ha deciso di chiedere scusa per quel giorno infame.

Il 12 aprile prossimo al centro locale dell’associazione Italian Sons and Daughters of America  (Figli e Figlie Italiani d’America) il sindaco della città della Lousiana, LaToya Cottrell, presenterà “The Official Apology” (Le Scusa Ufficiali) per il tragico incidente del 1891, 138 anni dopo la morte dei nostri connazionali.


Bisogna ricordare sempre non solo che alcuni di loro furono dichiarati innocenti dell’assassinio di Hennessy, ma alcuni di loro non furono nemmeno imputati per il delitto.

Così si chiuderà quell’episodio, almeno ufficialmente, ma tutti dobbiamo pensare a quel che ha portato a quell’orrore.

Leggendo le cronache di quel periodo si vede la diffidenza dei locali verso gli immigrati nuovi, si vedono i giornali dell’epoca sottolineare i reati di una minoranza degli immigrati per fare incrementare l’odio verso gli “stranieri”. Vediamo politici che utilizzano il disagio e il disprezzo verso gli immigrati per scopi elettorali.

Per quel motivo dobbiamo chiederci, ma davvero qualcosa è cambiato da allora?

Tristemente leggendo le cronache dei giornali di oggi da molti paesi, leggendo i commenti di politici in giro per il mondo e molti episodi che identificano gli “immigrati” come fonte del male che affligge la “civiltà” come dichiarò Wilckliffe il 14 marzo del 1891, dobbiamo dire che non abbiamo imparato affatto la lezione.

Anzi e peggio ancora, oggi esiste un mezzo, i social media che, come abbiamo visto il giorno della strage alla Moschea di Christchurch in Nuova Zelanda due settimane fa, è ancora più efficace nel trasmettere i messaggi di odio e razzismo che non sono mai spariti. Non a caso, proprio in questi giorni Facebook ha deciso di eliminare le pagine che diffondono messaggi di odio razzista che “ispirano” assassini e attentati.


Diamo il benvenuto alle scuse del sindaco di New Orleans il 12 aprile prossimo. Ma quel messaggio non basta perché l’unico modo di togliere le macchie di sangue come quelle del 1891 è di eliminare il razzismo e l’odio e di insegnare ai nostri giovani, sin dalla scuola, che non si giudica una persona dalle origini e il colore della pelle, ma dal proprio comportamento.

Quello sarà il giorno che avremo veramente imparato il messaggio di tutti i linciaggi e non solo quello di New Orleans 138 anni fa.

di emigrazione e di matrimoni

Memory of a horror in New Orleans

On April 12th next in New Orleans in the United States American authorities will, for the third time, apologize for injustice towards our fellow countrymen years ago.

By Gianni Pezzano

In the first case in 1977 then Governor of Massachusetts, Michael Dukakis, officially recognized the farcical trial of Nicola Sacco and Bartolomeo Vanzetti that ended with their execution on the electric chair in 1927. The second case in 2002 was Congress’ decision to recognize Antonio Meucci as the inventor of the telephone and not Alexander Graham Bell as was thought up till then.

Unfortunately the ceremony of April 12th will recognize a horror that was not a judicial mistake but a true crime towards 11 of our countrymen, all from Sicily, in 1891. It could have been worse because another 8 were destined for the scaffold but they managed to hide from the tens of thousands looking for blood that day. But the incident left another sign that still today follows Italians wherever they are.

Many know about the difficulties of our migrants overseas but few in Italy understand that many of them paid the highest price for their decision to find a new life overseas.

New Orleans 1890

At the end of the 1800s New Orleans was a city with a very large Italian population. It was so big the French Quarter was nicknamed “Little Palermo” and there were more than 3,000 Italian businesses.

Unfortunately the Italians were not looked on well and the locals considered the Sicilian majority “of colour” and also considered them illiterate and criminal. In a context that has been repeated all too often, not only in the United States and even today, despite an immigrant population that is overwhelmingly peaceful and respected local laws, any crime committed by a migrant was put on the front page of the newspapers to worsen the image of the city’s new residents.

And then one day an ambush and a murder unleashed Hell.

Dagoes

On the night of October 15th, 1890, as he returned home from work David Hennessy, New Orleans’ Police Chief, was the victim of an ambush by an uncertain number of unknown people. He was hit a number of times before the arrival of Police Captain William O’Connor.

According to legend, contested by some, when asked by O’Connor to identify who attacked him Hennessy had the time to say “The Dagoes”.

Hennessey died a few hours later in hospital. The funeral was huge and a short time later the Mayor, Joseph Shakespeare, declared “We must teach these people a lesson that they will not forget by all time.”

From the beginning the newspapers began raising the anger of the population against the migrants and even the famed, and far away, New York Times spoke of the crime as “the Italian assassination” and effectively declared war on our countrymen.

In the months that followed people began to talk about a secret and until then unknown organization called the “Mafia” and it was this very incident that for the first time put into the country’s spotlight the word that still today follows us wherever we go.

In those months the police in New Orleans detained more than two hundred Italians and in the end nineteen were charged with Hennessy’s murder.

Trial

However, the proof against the accused was not up to the people’s anger that was fed by xenophobia and the newspapers. The judicial process did not supply a verdict against the “foreign criminals”: On February 28th, 1891 the not guilty verdict created disorder and anger amongst those convinced of the guilt of the nineteen and the day after a local newspaper published a call to action. In fact, a cartoon from the time (below) makes us understand that it was the “Mafia” that threatened the jury to release the accused.

After weeks of protests and newspaper headline, on March 14th, 1891 during a protest rally John C. Wickliffe made an appeal to the public against the Italians, “Alien hands of oath bound assassins set the blot of blood upon your vaunted civilization”. Those present understood the message and answered, “Yes! Yes! Hang the dagoes!”

And so began the biggest lynching in American history.

Horror

According to the reports tens of thousands of citizens assaulted the jail. At the head of the mob there were more than three hundred armed with rifles and shotguns. The guards tried to bar the gate but the crowd began to push and hammer it. The guards warned the nineteen to find somewhere to hide but tragically the fate of the majority was sealed.

The first ones captured were shot dead and the others were paraded through the streets and in the end hung from lamp posts. Eight survived in their hiding places.

The most shameful headline was that of the New York Times that declared “Chief Hennessy Avenged”.

The crowd dispersed “satisfied” with have made “justice” against the murderers of t heir dead police chief. Nobody was investigated for the lynching and the police did not even look for those responsible and, we must say, considering that the trial ended with a “not guilty” verdict, the local police did nothing to look for the murderers of their deceased Chief.

It was not the only lynching of Italians in the United States, over fifty died in that atrocious way.

It was not even the only country where Italian migrants were murdered by locals, we need only think of Aigues Mortes in France, cases in Belgium and even in South America to understand that the dream of many Italians ended in the cruellest way.

Local council

Now the New Orleans city council has decided to apologize for that day of infamy.

On April 12th next at the local Italian Sons and Daughters of America  centre the Mayor of the Louisiana city, Latoya Cottrell, will present the Official Apology for the tragic incident of 1891, 138 years after the deaths of our countrymen.

We must always remember not only that some of them had been found not guilty of Hennessy’s murder but some of them had not even charged with the crime.

So, this episode will close, at least officially, but we must all think about what brought about that horror.

Reading the reports of the time we see the diffidence of the locals towards the new migrants and we see the newspapers of the time highlighting the crimes of a minority of migrants to increase the hatred towards the “foreigners”. We see politicians use the uneasiness and the contempt towards the migrants for electoral purposes.

For this reason we must ask ourselves: has anything truly changed since then?

Sadly, reading the reports in today’s newspapers from many countries, reading the comments of politicians around the world and many episodes that identify “migrants” as the source of the evil that afflicts “civilization” as Wickliffe declared on March 14th, 1891, we have not learnt the lesson at all.

Indeed and worse still, today there is a means, the social media that, as we saw on the day of the massacre at the mosque in Christchurch in New Zealand two weeks ago, is even more efficient in spreading the messages of hate and racism that have never disappeared. Not coincidentally, in this very period, Facebook has decided to eliminate the pages that spread messages of racist hatred that “inspire” murders and attacks.

We welcome the apology by New Orleans’ mayor on next April 12th. But that message is not enough because the only way to remove the bloodstains such as those of 1891 is to eliminate racism and hatred and to teach our young people, beginning at school, that we do not judge a person by his or her origins and skin colour but from his or her personal behaviour.

That will be the day we will have truly learnt the lesson from all lynchings and not only the one in New Orleans 138 years ago.

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