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Medici senza frontiere lascia la Somalia dopo 22 anni:troppa violenza

By 14 Agosto 2013 No Comments

5665656-msf-medici-senza-frontoere-bandiera1La Ong interrompe tutti i progetti umanitari: nessun sostegno dalle autorità civili del posto e troppi rischi per i volontari. Sono 14 gli operatori uccisi in 22 anni.

 Roma, 14 luglio – “In ultima analisi  i civili in Somalia pagheranno il costo più alto” lo ha detto con rammarico Unni Karunakara, presidente dell’associazione Medici Senza Frontiere, che lascia la Somalia ed interrompe così tutti i progetti umanitari in questo paese. Msf è presente su questo territorio da ben 22 anni, durante i quali 14 operatori della Ong sono stati uccisi. Alla base di questa difficile scelta le rappresaglie e la violenza subite nel corso degli anni “Troppa violenza, qui i gruppi armati e i leader sostengono tollerano o assolvono l’uccisione e il sequestro degli operatori umanitari”, spiega Karunakara . Solo nel corso del 2011 due operatori sono stati uccisi a Mogadiscio e due operatrici donne Montserrat Serra e Blanca Thiebaut, spagnole rapite in ottobre e liberate dopo 21 mesi di prigionia, dopo essere state ‘vendute’ dai rapitori, criminali comuni esperti in sequestri, a un gruppo di somali in Kenya. Tutto in un contesto dove gruppi armati e autorità civili sostengono, tollerano, o assolvono l’uccisione, l’aggressione e il sequestro degli operatori umanitari. Lavorare in Somalia per Msf era diventato impossibile a meno di assoldare guardie armate per la difesa dei volontari e del loro lavoro. MSF (1)Una scelta che avrà come vittima solo la popolazione civile, in estremo bisogno di aiuto umanitario:  in Somalia più di 1.500 persone della Ong fornivano una vasta gamma di servizi tra cui servizi sanitari di base gratuiti, trattamenti per la malnutrizione, salute materna, chirurgia, risposta alle epidemie, campagne di vaccinazione, fornitura d’acqua e generi di prima necessità. Nel solo 2012, Msf ha effettuato più di 624.000 visite mediche, ricoverato 41.100 pazienti negli ospedali, curato 30.090 bambini malnutriti, vaccinato 58.620 persone e fatto nascere 7.300 bambini.

 


 

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