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Lucrezia Piscopo: la pittrice siciliana che dipinge le emozioni (e il mare) 

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Lucrezia Piscopo: la pittrice siciliana che dipinge le emozioni (e il mare) 

Nata ad Agrigento ma vissuta in giro per il mondo, tra Siena, Roma, Chengdu e Taipei: è Lucrezia Piscopo, giovane artista che dipinge il mare e un pezzo di sé stessa in tutte le sue opere, mettendo a nudo le proprie (e altrui) emozioni. 

 

Ho conosciuto Lucrezia al primo anno di magistrale, studiavamo insieme cinese e, tra un esame e l’altro, è stato lì che ho scoperto la sua attitudine alla pittura e all’arte. Gli anni universitari sono finiti, ma ho continuato a seguirla sui social e a vedere come, man mano che pubblicava foto e video dei suoi quadri, i suoi follower aumentavano esponenzialmente.  

Oggi Lucrezia Piscopo è una degli artisti parte di un collettivo che ha partecipato alla più grande mostra del mondo, ma se glielo avessero detto qualche anno fa non ci avrebbe creduto. Eppure, chiunque guardi con quale maestria e spensieratezza prende i suoi colori e dipinge non ha dubbi: nelle sue opere, Lucrezia, mette sé stessa. Il suo amore per l’arte, per i messaggi che non devono per forza essere fatti di parole, per i colori usati così bene da sembrare il testo di una poesia.  

Da ormai qualche anno, la pittura per Lucrezia è diventato un vero e proprio lavoro che occupa praticamente tutta la sua giornata. Nel mentre, dai quadri è passata a voler sperimentare altre forme di pittura creando collezioni ad hoc dipingendo oggetti sempre più disparati: dai taglieri della Wave Collection, alle decorazioni natalizie, ad una linea tutta nuova che ha lanciato proprio lo scorso weekend.  

La maggior parte delle sue opere, come si può ben immaginare, è unica e difficilmente riproducibile in serie: Lucrezia dipinge a mano e si lascia travolgere dalla bellezza di quei particolari sempre diversi ad ogni pennellata, facendo in modo che ognuno abbia un pezzo che potrebbe definirsi tranquillamente unico. Proprio per questo, le ho proposto un’intervista che lei ha accettato molto volentieri, aprendosi e raccontandoci cosa la spinge a dedicare sé stessa ad una forma d’arte così meravigliosamente bella. 

 

Quando hai iniziato a dipingere? 

Ho iniziato a dipingere a 7 anni, te lo so dire con precisione perché l’anno scorso ho trovato la mia prima tela su in soffitta, ho dipinto un vaso con dei fiori colorati sopra. Vedessi che sfumature di lilla e blu! Sinceramente non so come sia riuscita a fare delle sfumature così a quell’età.  

 

Cosa ti ispira? 

Non so dirti esattamente cosa mi ispiri, sono tante cose diverse. Credo che quello che mi succede e le persone che incontro e le parole che sento mi ispirino. Quando qualcuno mi commissiona un quadro da regalare la prima cosa che voglio sapere è chi è quella persona, com’è, cosa fa nel suo tempo libero, è utilissimo perché capire meglio per chi stai dipingendo aiuta a focalizzare i colori e la tecnica. Invece quando ho davanti una tela bianca e ho la massima libertà, giro e rigiro per casa, ascolto musica, leggo e solo dopo inizio a dipingere. L’ispirazione viene anche estemporanea, non ti so spiegare bene, è un moto interiore che ti spinge a prendere in mano la spatola e i colori. Inizio e non so dove arriverò, però so quando fermarmi. — CONTINUA

 

 

Qual è il periodo dell’anno in cui hai più ispirazione? 

Tutte le stagioni, però forse sotto il periodo natalizio ho più possibilità di sperimentare perché sempre molta più gente inizia a capire che l’arte non è arredamento (fa la sua parte ovviamente) ma che ti cambia l’umore. Ha un messaggio dentro, parla al committente perché è stato creato seguendo le linee della sua storia o di una storia in particolare.  

 

Quando hai realizzato che dipingere potesse essere un lavoro? 

L’ho capito quando l’insoddisfazione per quello che facevo cresceva sempre di più. Durante la pandemia soprattutto mi ha portato a farmi una domanda: cosa volevi fare da grande? Mi sono spogliata delle preoccupazioni da adulta, di quelle dei miei genitori, di chi lo considerava solo un hobby. Se poi vai a vedere nel concreto non dipingo o creo e basta, nel backstage ci sono io che creo post e storie su Instagram per parlare del mio lavoro, studio come funziona il mercato, faccio ricerca, sperimento, cerco fornitori, studio nuove tecniche, faccio le fotografie, gestisco l’e-commerce, le spedizioni, curo il packaging, compilo file Excel, studio come funziona Instagram. Una piccola impresa che ha solo due mani e tante idee. 

 

Hai mai pensato di studiare arte? 

Ho sempre voluto studiare arte ma non mi è stato concesso, la frase che mi ricordo distintamente è: “E che vai a fare, la pittrice? Magari potresti tenerlo come hobby e fare qualcos’altro che ti possa portare ad un lavoro altrettanto bello”. Col senno di poi i miei genitori li capisco, ma tornassi indietro forse avrei dovuto impormi e dire: io voglio fare l’accademia e quindi ci vado. Non è andata così, ho studiato cinese e ho accantonato la pittura per diversi anni, sentendo un grande vuoto dentro. Ma visto che non si può tornare indietro e si può solo andare avanti, nei miei progetti c’è quello di ritornare a studiare ma stavolta in Accademia. Poi forse chissà, se avessi studiato arte forse non sarei qui dove sono adesso, così motivata a perseguire questo grande sogno. 

 

Trovi un filo che collega lo studio del cinese alla pittura? 

Quello che mi affascinava del cinese era la sua scrittura, era un codice che volevo decifrare, la calligrafia mi affascinava. Era come aver ritrovato un pezzo di me stessa in quell’arte della scrittura così “strana“. Studiare cinese mi ha fatto riprendere a dipingere su carta di riso e inchiostro i bambù, le persone. Mi ha dato le basi per dipingere l’astratto. Che poi non puoi mai partire dall’astratto, devi costruire prima e “stravolgerlo” dopo. L’astratto mi parla molto di più di un paesaggio, perché ti spinge all’immaginazione, come con i caratteri cinesi all’inizio, ti sforzi di capire. 

 

Quali sono i colori che ti piacciono di più? 

Adoro i blu e i verdi del mare ma sto uscendo dalla mia palette colorata e sto esplorando il nero e il bianco, fuori dalla comfort zone. 

 

Non solo quadri… qual è la cosa più strana che hai dipinto? 

La cosa più strana che ho dipinto… una volta ho dipinto una donna con dei girasoli che le coprivano il viso dal naso in su. Era nel 2017. 

 

E la cosa più particolare che non pensavi di poter realizzare e invece ti ha colpito di più? 

Quando ho iniziato a sperimentare con la resina e a riprodurre il mare sugli oggetti. Ho studiato la tecnica per due mesi, altri due mesi li ho usati per sperimentare nel concreto buttando un sacco di roba, rovinandola. A marzo 2021 è nata la Wave Collection e ne sono stata felicissima, perché finalmente ci ero riuscita. 

 

Puoi farci qualche piccolo spoiler sulle prossime novità? 

Sto lavorando a nuovi prodotti per la casa in resina, la Wave che è una collezione estiva lascia il posto ad una nuova collezione di complementi di arredo e mini regali perfetti per Natale, ti dico solo che ho dovuto comprare un trapano e un levigatore. 

Non ci resta, quindi, che scoprire a cosa siano serviti il trapano e il levigatore e cosa abbia in serbo Lucrezia per noi con questa nuova collezione. Di una cosa però siamo certi: quando qualcosa è alimentato da una passione così grande, l’amore per quello che si fa traspare da ogni piccolo gesto. E si fa centro, sempre. 

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