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Arte & Cultura

Luca Lupoli artista del Belcanto

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Tempo di lettura: 7 minuti

Intervista a Luca Lupoli che nel panorama lirico partenopeo è sinonimo di garanzia e di eccellenza

Di Francesca Rossetti

Nel panorama lirico partenopeo il nome di Luca Lupoli è sinonimo di garanzia di eccellenza ed oggi il Nostro ci parlerà non solo di questo straordinario mondo ma anche del suo nuovo libro che uscirà a Natale con prefazione curata dal M° Fabio Armiliato, tenore di fama internazionale.

Luca, come nasce la passione per il canto lirico?

Ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica a 12 anni studiando pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. All’età di 17 anni il mio insegnante, accortosi delle mie doti canore, mi ha spronato nello studio del canto e mi ha  affidato al M°Girolamo Campanino, poi mi sono perfezionato con i maestri R.Carraturo,S.Pagliuca ed il tenore Luis Alva.

Mi sono laureato in canto e discipline musicali presso il conservatorio di Napoli e in Lettere moderne ad indirizzo musica e spettacolo presso la Federico II° di Napoli ed ho debuttato in teatro nel 1996 come Rodolfo ne La Bohéme di Puccini, interpretando ruoli di protagonista in opere come La Traviata, Elisir d’Amore sotto la guida del maestro Luigi Alva.

Con la casa editrice Ricordi ho inciso un’opera in 3 volumi dal titolo Cantolopera Napoli Recital, una raccolta di canzoni classiche napoletane; l’ultimo lavoro discografico che ho realizzato è un CD dal titolo Live Concert, inciso insieme al soprano Olga De Maio.

Attualmente sono artista stabile del teatro San Carlo di Napoli, Presidente della storica Associazione Culturale Noi per Napoli APS, ideatore e presentatore  con Olga del format televisivo Noi per Napoli che va in onda su diverse emittenti campane, nonché organizzatore e direttore artistico del tradizionale Concerto di Capodanno di Napoli e del Festival Internazionale delle Arti Noi per Napoli.

Ho avuto l’onore di ricevere lavori discografici lirico pop scritti per la mia voce da Paolo Audino, autore di Mina, Celentano, Minghi, Bocelli…

Chi era Mario Persico a cui è dedicato il tuo ultimo libro?

L’idea nasce da un lavoro realizzato come tesi di laurea per il conseguimento della specializzazione in Canto e discipline musicali presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli al quale il nome di Mario Persico è fortemente legato.

Sfogliando la Rassegna stampa sancarliana, la mia attenzione si è soffermata su un articolo comparso  su “L’Osservatore Romano”  del 20 febbraio 2007, firmato da A. Braga.

Articolo interessante perché riporta  la notizia di un avvenimento non di cronaca quotidiana, bensì del tricentenario della nascita di Carlo Goldoni (1707/1792).

Continuando la lettura dell’articolo l’autore si  sofferma sull’importanza che questo letterato ha avuto anche nel campo musicale, anzi della drammaturgia musicale per quel che concerne il rigoglioso sviluppo dell’opera buffa settecentesca, della commedia in musica.

Goldoni, riformatore del teatro moderno, egli stesso librettista scrisse ottanta libretti per musicisti quali il Galuppi (Il mondo della luna) e il napoletano Piccinni (La Cecchina ossia La buona figliola 1750).

La parte dell’articolo  che ha attirato  maggiormente  la mia  curiosità è stata  quella  finale  dove  l’autore  cita  l’interesse   che  il   Goldoni ha suscitato nei musicisti del ventesimo secolo 1, tra i vari compare il nome del napoletano Mario Persico, che ha messo in musica uno dei lavori capitali del Goldoni, “La Locandiera”, rappresentata anche al San Carlo dopo il secondo conflitto mondiale.

Dallo spunto goldoniano viene fuori l’interesse nel tratteggiare  la figura di questo compositore napoletano del Novecento,  considerato un minore dalla storiografia musicale, di capire  la sua collocazione storica e di mettere in luce e apprezzare, attraverso un excursus nella sua produzione operistica, nelle sue memorie, ricordi, fonti ispiratrici e riferimenti agli altri grandi della sua epoca, la sua originalità.

La prima difficoltà da superare è stata la reperibilità  delle informazioni biografiche, in quanto solo la storia della musica del Novecento di Zanetti cita il nostro autore con più compiutezza, collocandolo nell’alveo di musicisti minori difficilmente definibili appartenenti a questo o quel fronte, tra la Giovane Scuola con Mascagni (Cavalleria rusticana 1890), Leoncavallo (Pagliacci 1892), Puccini (Tosca 1900), Cilea (Arlesiana 1897, Adriana 1902) e la Generazione dell’Ottanta, con Respighi (1879/1936), Pizzetti (1880/1968), Malipiero (1882/1973), il napoletano Alfano(1875) e Ghedini (1892/1965), definendoli forza “di rincalzo”3

L’opera e l’arte di Mario Persico respirano e si nutrono in realtà dal punto di vista espressivo e stilistico della temperie degli ultimi superstiti della Giovane Scuola, Zandonai (1883/1944) e Ermanno Wolf Ferrari (1876/1944) e del melodramma naturalistico, mentre dal punto di vista tecnico subisce l’influenza della Generazione dell’Ottanta. Il primo stimato amico e sostenitore di Persico ha in comune il medesimo librettista,  A. Rossato, che ha tratto da Shakespeare per l’uno “Giulietta e Romeo” e per l’altro “La bisbetica domata”. Con Wolf Ferrari c’è invece la comunanza della scelta di soggetti goldoniani (Quattro Rusteghi 1906 e il Campiello 1936).

La definizione attribuita da Zanetti calza un po’ stretta a Persico, in quanto, nonostante la sua produzione musicale sia contenuta,  non tanto minore rispetto a quella degli altri suoi contemporanei, essa mostra qualità, carattere, compiutezza, autonomia e coerenza tale da non essere di rincalzo a nessuno degli altri “grandi” o “minori” contemporanei.

La critica del suo tempo affermava che la musica di Mario Persico,  nonostante la spregiudicatezza moderna della tecnica e dello stile, che risente del melodramma verista italiano e impressionismo francese, ha le sue lontane, anche se dissimulate origini, nel filone della grande scuola partenopea che fa capo ad Alessandro Scarlatti.

Alla cura ed al reperimento delle fonti bibliografiche ha contribuito il soprano Olga De Maio, mia compagna di vita e di arte.

Come nasce il sodalizio con Federico Faccioli di Alètheia Editore?

Ho inviato il mio lavoro alla  Alètheia,  casa editrice no profit di Verona, fondata da Federico Faccioli, noto scrittore, ad oggi uno degli Editori non a pagamento più apprezzati nel settore dell’editoria nazionale.

Il mio saggio su Mario Persico è stato ritenuto idoneo alla pubblicazione  e sarà presente in tutte le librerie e nei migliori store online per Natale.

Federico è nato a Verona nel 1978 ed è laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Verona, con una tesi dal titolo “Jean Paul Sartre tra esistenza ed esistenzialismo”

La sua prima poesia risale a quando aveva circa dieci anni e il prof. Giancarlo Beltrame, che lo ha avuto come studente a Verona, lo ha definito “il Bukowski italiano”.

Oltre ad essere editore è coordinatore nazionale della disciplina Skateboard per un ente del CONI e nel  2018 ha fondato l’agenzia di moda “Model Agency”. Il 27 dicembre 2019, il giornale L’Arena titola “Skater, filosofo e poeta. Un docufilm su Federico”, regista Jean Denis Marchiori. Nel 2020 una marca d’abbigliamento ha realizzato una linea di prodotti dedicata a lui.

La tradizione del canto e dell’opera lirica a Napoli, personaggi ed opere fondamentali

Napoli a partire dalla prima metà del ‘ 700 è stata ritenuta dal mondo ufficiale Accademico ed istituzionale ” capitale musicale d’Europa” e quindi del mondo intero.

Qui si è sviluppata la “Scuola musicale napoletana” e conseguentemente un proprio stile peculiare detto ” Opera napoletana” che si diffonde in tutto il mondo e diventa imperante fino al primo ‘900: questa affermazione viene resa possibile grazie allo sviluppo ed all’istituzione dei Conservatori, nati originariamente come centri di ricovero ed accoglienza di minori poveri in cui si garantiva una formazione musicale ai ragazzi di livello professionale.

In ordine  cronologico di fondazione, i conservatorî sono:il conservatorio di Santa Maria di Loreto (1537)da questo nasce l’ attuale Conservatorio di San Pietro a Majella) ,conservatorio della Pietà dei Turchini (1573),il conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo (1589),conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana .

Alcuni tra gli allievi diventano  insegnanti ed esponenti della Scuola Napoletana come Francesco Durante, Nicola Porpora, Leonardo Vinci. Alla scuola di Durante si formarono invece alcuni tra i più importanti compositori del periodo successivo, quali Niccolò JommelliTommaso TraettaNiccolò PiccinniGiovanni PaisielloPietro Alessandro Guglielmi e Antonio SacchiniGiovanni Battista Pergolesi fu sia allievo di Greco (e di Leonardo Vinci), prima, sia poi di Durante.
Dal 1654 queste compagnie, grazie a una sovvenzione quasi sempre offerta dal viceré in carica, poterono allestire delle opere al Teatro San Bartolomeo, un teatro solitamente utilizzato per le commedie recitate, che tra alterne fortune e un incendio nel 1681, rimase il principale spazio per le rappresentazioni d’opera della città di Napoli fino al 1737, quando fu inaugurato il teatro San Carlo.

Le prime rappresentazioni d’opera a Napoli risalgono alla metà del Seicento: a parte il caso de La Galatea di Loreto Vittori, andata in scena al Palazzo Spinelli di Cariati di nel 1644, la regolare produzione di spettacoli operistici fu avviata dalle compagnie itineranti di musicisti, dette dei “Febi armonici”, che avevano in repertorio le opere di maggior successo date nei teatri di Venezia, come Didone (1650), Egisto (1651), Giasone (1651) di Francesco Cavalli, Il Nerone (1651), più nota col titolo originario L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi, e La finta pazza di Francesco Sacrati.

Il posto di maestro di cappella della cappella reale venne assegnato ad  Alessandro Scarlatti nel 1683. Benché nato a Palermo, quest’ultimo si era formato a Roma, dove era arrivato ancora dodicenne; qui aveva poi avviato una rapida quanto brillante carriera a partire dal 1678. A Napoli Scarlatti, chiamato dal viceré marchese del Carpio, già ambasciatore spagnolo a Roma, visse in due distinti periodi: dalla fine del 1683 al 1702, e dal 1709 al 1725, quando morì. Diventa l’operista e l’ esponente più affermato dell’ Opera e della Scuola Napoletana : numerosissime sue opere gli vennero commissionate per i teatri pubblici e privati delle principali città italiane: Roma, Firenze, Venezia, Napoli, ma circolarono anche nelle stagioni teatrali di altri centri. Vi soggiornano poi e svolgono la loro attività professionale compositori del calibro di Mozart, Donizetti, Bellini, Rossini, Verdi, Wagner,Leoncavallo ecc…

Prossime presentazioni e concerti

I prossimi impegni ai quali mi dedicherò saranno con l’Associazione Culturale Noi per Napoli, storica Associazione fondata dalla Dott.ssa Emilia Gallo più di trent’anni fa, che rappresento legalmente ed artisticamente con Olga e che quest’anno è stata riconosciuta Associazione di Promozione sociale,aderendo al Runts, il Registro Nazionale del Terzo settore, per il lungo trascorso di attività svolte di carattere sociale e solidale a favore delle classi più svantaggiate, che poi è la mission dell’Associazione.

Realizzeremo quindi l’ 8 dicembre presso il Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi il tradizionale Concerto dell’Immacolata, ormai un appuntamento di consolidata tradizione: siamo giunti alla settima edizione come anche per il  Concerto di Capodanno,altro appuntamento irrinunciabile per quanti saranno ospiti a Napoli nelle festività natalizie.

Si tratta di eventi sempre improntati alla finalità sociale, dato che con il ricavato acquistiamo generi di prima necessità e li consegniamo personalmente presso i vari centri Caritas e mense per i senzatetto di Napoli. E’ un’ attività che ci gratifica molto e che ci rende felici poter dare una mano a chi ha bisogno, anche se siamo una goccia nell’oceano, soprattutto in questo momento così difficile ed è quello che dà un senso alla nostra Arte!

Per restare sempre aggiornati sulle nostre iniziative https://noipernapoli.it/

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