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Lo smog provoca il tumore ai polmoni: arriva la conferma scientifica

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tumore polmoneE’ quanto emerso da uno studio europeo pubblicato sulla rivista  Lancet oncology, svolto su oltre 300.000 persone residenti in 9 Paesi europei.

Roma, 10 luglio – Lo smog provoca il cancro ai polmoni. E’ quanto emerso da uno studio europeo pubblicato sulla rivista scientifica Lancet oncology, svolto su oltre 300.000 persone residenti in 9 Paesi europei. La ricerca ha dimostrato come più alta è la concentrazione di agenti inquinanti nell’aria maggioreè la possibilità di sviluppare il cancro. Tra i Paesi europei presi in considerazione, l’Italia è risultato essere tra i più inquinati. In citta’ come Torino e Roma, infatti, sono stati rilevati in media rispettivamente 46 e 36 microgrammi al metro cubo di inquinanti pm 10, in confronto a una media europea decisamente piu’ bassa (ad esempio a Oxford 16, a Copenaghen, 17).
Allo studio hanno collaborato 36 centri europei e oltre 50 ricercatori. Tra questi anche il gruppo di ricerca dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh, responsabile della struttura complessa di epidemiologia e prevenzione. La ricerca ha riguardato 17 coorti, per un totale di 312.944 persone di età compresa tra i 43 e i 73 anni, provenienti da Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate sono state oltre Torino e Roma, anche Varese. Il periodo di osservazione è durato 13 anni durante i quali le persone reclutate sono state monitorate registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Dal campione osservato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. I casi di tumore sono stati poi analizzati in relazione all’esposizione all’inquinamento atmosferico nelle rispettive zone di residenza. È stato misurato, in particolare, l’inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell’aria (particolato PM 10 e PM 2.5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali, ecc. Lo studio ha permesso di concludere che per ogni incremento di 10 microgrammi di pm 10 per metro cubo presenti nell’aria, aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. La percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l’adenocarcinoma. Questo è l’unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori, lasciando quindi più spazio a cause non legate al fumo da sigaretta di espletare il loro effetto cancerogeno. Inoltre si è visto che se nell’arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l’elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma. Le attuali normative della Comunità europea, in vigore dal 2010, stabiliscono che il particolato presente nell’aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i pm 2.5. Questo studio, tuttavia, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l’effetto presente anche al di sotto di tali valori. Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. Da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese.

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