L’Islam non è adatto per la democrazia ed i diritti umani?

By 7 ottobre 2015Diritti umani

, esperta problematiche dei : “per entrare nel mondo moderno l’ deve riformarsi dall’interno, senza perdere la propria identità”


di Maricia Bagnato Belfiore

islam_1958725cRoma, 7 ottobre – L’identità di un popolo, e specialmente quella religiosa, non si può imporre con le leggi, e nemmeno con la violenza. E’ un problema di educazione, ma come educare quando le radici e la lunga tradizione non pare siano facilmente adattabili ai criteri di giudizio di tipo democratico? Ad esempio, l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, la parità di diritti fra uomo e donna, la libertà intera, cioè di pensiero, di scelta religiosa, di rispetto reciproco, di laicità…La conclusione  è evidente: per entrare nel mondo moderno l’Islam deve riformarsi dall’interno, senza perdere la propria identità, cosa che molti musulmani si propongono e tentano di realizzare, nel gran panorama del movimento riformista islamico, che è vastissimo per i tentativi di riforma che veramente ci sono stati ed ancora ci sono. L’affermazione che l’Islam non è adatto per la democrazia ed i diritti umani o le scienze moderne  non ha alcuna base di verità, dato che ricordando la storia due secoli dopo Maometto la religione islamica, specialmente grazie a filosofi e teorici persiani, tra cui Avicenna ed Al Gazali, aveva assimilato il pensiero ecumenico dell’antichità greco-romana, per creare una sintesi di vera impronta  islamica, dando così origine alla splendida civiltà del califfato degli Abbasidi di Baghdad(750-1258)da cui andava a scuola anche tutta l’ cristiana del tempo. E’ anche possibile che oggi l’Islam dia origine ad una civiltà adatta a tempi moderni, con l’inserimento di più di un miliardo di uomini in un mondo globalizzato, che possono contribuire a migliorare, specie in senso religioso. Naturalmente ciò richiede profondi cambiamenti nella comunità islamica e nella sua tradizione, ma è pure azzardato affermare che questi cambiamenti  siano del tutto impossibili. Anzi numerosi tentativi di integrazione nel mondo moderno sono già in atto, sia sul piano delle idee che della vita quotidiana, proprio per i fenomeni di fuga dai Paesi musulmani verso l’ ed altri Paesi del mondo in cui i dissidenti possono vivere una vita migliore. E’ necessario un buon augurio a tali persone che tentano  di vincere le forti resistenze della mentalità tradizionale di religione e politica. Difficile valutare quale impatto abbiano queste prese di posizione: non mancano mai nei Paesi islamici così come i movimenti d’opinione molto poco diffusi dai mass-media, movimenti che hanno vitalità tale da rivoluzionare  non solo il mondo musulmano, perchè la liberazione della schiavitù della Donna, il rispetto dei Diritti Umani, la libertà di pensiero e di religione fino  alla possibilità di spostarsi dai Paesi d’origine per l’estero, per raggiungere altri orizzonti, quelli dati dall’unione di genti di mentalità aperta al nuovo,come per esempio poter viaggiare liberamente in tutto il mondo, dove esprimere tutte le iniziative adatte a migliorare il livello di benessere e serenità ed, anzitutto, ottenere dignità e rispetto, cui tutta l’Umanità aspira. L’ eco di queste iniziative di apertura al mondo occidentale, per ora, è limitata alle grandi città ed a certe classi sociali superiori, che vengono a studiare e vivere in Occidente, diventando cittadini uguali a quelli che prendono coscienza dei loro doveri e dei loro diritti. A volte i fatti esterni possono scuotere le società di religioni diverse fino ad allargare  gli spazi di libertà che i musulmani moderati, ma anche altre persone di varie mentalità, usi, costumi e religione, vogliono ottenere per aiutare chi è tenuto all’oscuro dalla realtà, la cui prima espressione è tangibile già dal 10 Dicembre 1948, data della diffusione mondiale dei princìpi contenuti nel riconoscimento di “libro delle leggi “, riconosciuto dall’Assemblea delle Nazioni Unite alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nata per garantire e difendere la persona da ogni tipo di discriminazione, che è proprio autentica prevaricazione di un essere umano sull’altro, sia quando è basata sulla classe sociale che sulla nazionalità, sugli usi e costumi, sull’età, la lingua o il colore della pelle: ogni essere umano ha il diritto di essere rispettato per il suo status di Uomo o Donna, nonché avere un trattamento sociale che ne metta in evidenza la Dignità.

Lascia un commento