L’innocenza di Michael Jackson: la parola a chi lo ha conosciuto davvero

By 25 Marzo 2019Mondo

Per smentire nuovamente le false accuse, dettate unicamente da sete di denaro, ricordiamo che nel 2005 Michael è stato assolto con formula piena e sopra ogni ragionevole dubbio dai 14 capi di imputazione nel processo per pedofilia tenutosi presso il tribunale di Santa Maria (California)

Di Francesca Rossetti

Il controverso documentario “Leaving Neverland”, andato in onda su La 9 il 19 e 20 marzo scorsi e nel quale due ex bambini ormai cresciuti, il sedicente coreografo Wade Robson e il suo amico “attore”  James Safechuck hanno sostenuto di aver subito abusi dal Re del Pop Michael Jackson ha scatenato un’onda di sdegno e proteste da parte dei fans di tutto il mondo ed un flop di ascolti in Italia. Per smentire nuovamente le false accuse, dettate unicamente da sete di denaro, ricordiamo che nel 2005 Michael è stato assolto con formula piena e sopra ogni ragionevole dubbio dai 14 capi di imputazione nel processo per pedofilia tenutosi presso il tribunale di Santa Maria (California) ed oggi ascoltiamo una persona che lo ha conosciuto molto bene e frequentato per numerosi anni: Dario Guarcello.


Dario, chi era Michael Jackson come persona, come amico e come padre di famiglia, come figlio e come fratello della più importante famiglia dello show business internazionale?

“Michael era la persona più intelligente, colta, speciale, magica, unica e umile che io abbia mai incontrato. Un padre encomiabile, rispettoso malgrado tutto, della sua famiglia, dei suoi fratelli,delle sorelle e dei suoi genitori.”

In quali occasioni lo hai frequentato e come si è sempre comportato con i bambini che lo venivano a trovare e con i fans?

“L’ho incontrato diverse volte a casa del  mio padrino Dominic Cascio, dove lui viveva praticamente diversi periodi dell’anno e tutte le volte che si trovava a New York. Praticamente condividevamo la stessa casa.

 Con i bambini si è sempre comportato da padre di famiglia, non gli ho mai visto fare delle azioni che potessero farmi sorgere un qualsiasi dubbio. Anzi il rispetto era massimo sia nei confronti dei suoi figli, sia nei confronti dei figli del mio padrino Dominic Cascio, sia nei confronti dei fans che venivano a trovarlo.”

Con quali parole si può descrivere la vostra amicizia e quali atti di amore e di generosità lo hai visto compiere verso il prossimo?

“Con me c’è stato sin da subito un bellissimo rapporto di rispetto reciproco, abbassando subito la distanza e il muro che ci può essere tra la più grande star del mondo e un umile ragazzo italiano che lavorava negli Stati Uniti. Diciamo che in casa ero l’addetto al montaggio dei giocattoli dei suoi figli, colui che risolveva un po’ tutti i piccoli problemi di casa.

Atti di amore ne faceva ogni giorno, l’amore era intrinseco dentro di sé, sapeva solo fare del bene ed essere generoso con tutto e con tutti.”

Hai conosciuto i due accusatori di Leaving Neverland? Quale rapporto c’era fra loro e Michael e cosa ha fatto di buono lui per loro?


“No, personalmente non li ho mai conosciuti, ne ho sentito parlare diverse volte da parte di Frank Cascio  e malgrado tutto quello che Michael ha fatto per loro, lo hanno pugnalato alle spalle per il Dio Denaro. Ma credo che gli stessero accanto anche prima solo ed esclusivamente per quello.”

Ogni incontro fra Michael ed i piccoli e grandi ammiratori è sempre stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso di Neverland? C’erano testimoni che assistevano agli incontri?

“Frank  e i suoi fratelli  sono sempre stati accanto a Michael e hanno sempre confermato che lui non ha mai sfiorato nessun bambino. Durante il periodo estivo veniva raggiunto anche da Alduccio,Maria Nicole e Dominique Junior ,gli altri tre fratelli della famiglia Cascio, e tutti confermano la stessa cosa.

 Comunque Frank era quasi sempre presente a qualsiasi incontro e in qualsiasi momento della giornata.”

Perché secondo te continua ad avvenire un simile sciacallaggio a 10 anni dalla sua prematura scomparsa, un linciaggio postumo che pare non avere mai fine?

“Lo sciacallaggio continua perché adesso Michael non si può difendere e può essere difeso soltanto da chi lo ha conosciuto o dalla sua famiglia.


 Ma chiaramente, vista la maestosità dell’ eredità che ha lasciato,  chiunque vorrebbe mettere le mani nel barattolo contenente il miele.

Bisogna capire che siamo tutti esseri umani, ognuno con un cuore diverso: c’è chi vive per arricchirsi sulle spalle degli altri, c’è chi vive invece di rapporti d’ amicizia e di fiducia come punti cardine della propria vita.

 Quando vivevo nel New Jersey e incontravo Michael, diverse volte siamo stati ripresi e ci hanno fatto foto insieme. Possedevo le foto dei suoi figli quando nessuno al mondo  e nessuna testata giornalistica ne avesse mai visto il volto, ma non ti nascondo che ho ricevuto diverse proposte per la vendita di tali foto sin dal lontano 2000, come continuo a ricevere proposte per ottenere il materiale e i  cimeli che posseggo di Michael.

 Poco tempo fa, precisamente lo scorso mese,  mi è stato chiesto di vendere a persone interessate  tutta la collezione degli album di Michael da solista autografati personalmente da lui, ma io ho risposto che per me quel materiale non ha un valore economico, ma un valore morale che porta dentro di sé un ricordo e un’esperienza della mia vita che per sempre porterò nel mio cuore.”

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