Lidu, non è tifoseria il volantino antisemita distribuito a Roma


L’avvocato Oreste Bisazza Terracini vice presidente della Lidu onlus avverte:” Fatti del genere non possono essere considerati alla leggera dando loro la qualificazione di gesti estremistici posti in essere da frange oltranziste di sconsiderati sostenitori di tifoserie calcistiche deviate”

di T. Primozich

“La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo stigmatizza i gravi episodi di antisemitismo verificatisi a Roma nei giorni scorsi e sollecita l’opinione pubblica a volgere la propria attenzione su tale accadimento” è il testo di un comunicato diramato dalla Lidu onlus e firmato dal vicepresidente Oreste Bisazza Terracini, a seguito del grave episodio di razzismo verificatosi a Roma due giorni fa tra opposte tifoserie. Si tratta dell’affissione di volantini antisemiti con la scritta “Lazio, Napoli, Israele. Stessi colori. Stesse bandiere. Merde”, distribuiti nella notte in cui la Lazio festeggiava i 119 anni dalla sua fondazione come squadra di calcio. I volantini porterebbero la firma di tifosi giallo rossi dei quartieri Balduina e Prati ma che in realtà nulla hanno a che vedere con il sano senso dello sport e della competizione sportiva. “Fatti del genere non possono essere considerati alla leggera – continua infatti il comunicato Lidu –  dando loro la qualificazione di gesti estremistici posti in essere da frange oltranziste di sconsiderati sostenitori di tifoserie calcistiche deviate”.


Ferma la condanna del gesto anche del  presidente della Camera, Roberto Fico e del sindaco di Roma Virginia Raggi, cui fanno eco le parole del   presidente della comunità ebraica, Ruth Dureghello, che ha affermato  : “Quei volantini sono un’ulteriore dimostrazione che razzismo e antisemitismo nel calcio non hanno colore e che serve una soluzione definitiva per debellare il problema. Temo, come sta avvenendo in questi giorni, che spesso si parli di razzismo nello sport senza la volontà di risolvere definitivamente la questione. Se si vuole sconfiggere l’odio c’è bisogno di impegno vero di tutti”. Così come l’intervento della Lidu onlus che mette in guardia su uno scenario inquietante  mascherato da ‘amore’ per la propria squadra di calcio. “Il fenomeno deve, in ogni caso, essere considerato allarmante e costituisce, come tutto ciò che esprime razzismo, una grave violazione dei diritti dell’uomo” conclude Bisazza Terracini.

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