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Italiani nel Mondo

Leonardo: Fiction, Vita e la Storia – Leonardo: Fiction, Life and History

Gianni Pezzano

Pubblicato

il

di emigrazione e di matrimoni

Leonardo: Fiction, Vita e la Storia

La fiction RAI/Istituto Luce del 1971 “La Vita di Leonardo” del regista Renato Castellani inizia con una scena bellissima della morte di Leonardo in Francia nelle braccia del Re francese Francesco I. La scena viene interrotta da un narratore per dire che la scena, così come descritta dal Vasari cinquant’anni dopo la morte del grande artista, era inventata. La fiction vinse il Golden Globe negli Stati Uniti ed ha avuto grandissimo successo e consenso in tutto il mondo.

Questa scena mi è venuta in mente mentre guardavo la fiction recente della RAI “Leonardo” dei registi Daniel Percival e Alexis Cahill che è stata criticata da molti per la libertà con cui è stata trattata la vita di Leonardo. Non intendo trattare le inesattezze se non addirittura le invenzioni storiche di entrambe le fiction, ma vorrei esprimere dei pensieri sui film e programmi televisivi che cercano di spiegare il nostro passato. 

Ma la serie di quest’anno in particolare ci fornisce un esempio dei problemi che registi e produttori devono affrontare non solo per far divertire il pubblico, ma anche per tenere fede alla storia non solo dei personaggi, ma anche all’epoca in cui vivevano.

Nessuno mette in dubbio che la fantastoria sia un ramo legittimo della letteratura, il cinema e la televisione, ma certi personaggi hanno avuto vite così incredibili in periodi davvero straordinari che non hanno bisogno di invenzioni che non fanno altro che rendere più povera la vita dei soggetti. Certo, la Storia è spesso complicata e nessuno pretende che siano spiegati minuziosamente i dettagli, ma come minimo teniamo fede ai fatti storici riconosciuti.

Per risolvere questo dilemma, la fiction RAI del 1971 ha avuto l’idea brillante di aggiungere il narratore che nelle scene chiave ha spiegato al pubblico i dettagli dei personaggi incontrati ed anche per spiegare le controversie storiche e l’ha fatto senza nulla togliere dal divertimento del pubblico, come dimostra il successo del programma. Infatti, mi ricordo benissimo che in Australia l’ABC locale l’ha trasmesso più volte nel corso degli anni e persino i miei compagni di scuola australiani sono rimasti stupiti dal personaggio e dalla Storia del paese d’origine dei miei genitori. Quindi non è affatto vero che si deve sacrificare la credibilità storica per fare divertire il pubblico e avere riconoscimenti internazionali importanti.

La Storia non è una materia facile da trattare e non solo perché in molti casi, come quella della vita di Leonardo, ci sono dubbi su alcuni episodi chiave, ma non sono tali da dover inventare complotti fantomatici.

Purtroppo, a peggiorare questa tendenza è il fatto che spesso la Storia non viene insegnata nel modo giusto, oppure apprezzata, persino nelle scuole. Infatti, la Storia ci trasmette un mezzo importante anche nella vita quotidiana, perché capire bene la Storia vuol dire anche capire il ruolo della documentazione e le ricerche per confermare il passato, e di conseguenza ci fornisce i mezzi per giudicare non solo le notizie nei giornali e la televisione, e dunque di poter riconoscere le notizie false e/o manipolate, ma anche di poter giudicare i discorsi dei politici e anche saper seguire in modo davvero critico i dibattiti televisivi con cui dovremmo formare le nostre idee per come giudicare le prestazioni dei nostri politici e quindi votare in modo intelligente e ragionato. In parole povere, ci rende più consapevoli di come dobbiamo comportarci da cittadini di una democrazia moderna.

Inoltre, ed il caso di Leonardo, come anche quello delle recenti fiction basate sui Medici di Firenze, dobbiamo cominciare a guardare il nostro passato ben oltre i limiti che ci siamo imposti involontariamente nel concentrarci solo su certi personaggi come Leonardo, Michelangelo, i Medici, oppure Caravaggio.

La nostra Storia ci ha dato personaggi affascinanti che sono sconosciuti non solo al grande pubblico internazionale, ma ora, tristemente, anche a una grande parte del pubblico italiano. Basta fare due nomi, Federico da Montefeltro e Matilde di Canossa che hanno avuto vite già di per sé importanti e straordinarie, e non avrebbero bisogno di invenzioni per fare affascinare il grande pubblico internazionale.

Poi, se davvero ci teniamo al ruolo educativo della televisione come paese, abbiamo un mezzo, RAI Italia, che a livello internazionale non è mai arrivata al suo potenziale pubblico perché gli amministratori non tengono in mente le molte realtà del pubblico all’estero, a partire dal livello bassissimo in lingua italiana, per cui dovrebbe fornire anche programmi e siti dedicati a spiegare la Storia vera dei personaggi presentati nei suoi film e fiction.

Per dare un esempio lampante, il film stupendo “Noi Credevamo” del regista Mario Martone che racconta la storia di tre ragazzi che fanno parte del Risorgimento, presuppone una conoscenza buona del nostro passato e chi erano i personaggi chiave di quel periodo. Certo, non possiamo introdurre un narratore come la fiction del 1971, ma oggigiorno fornire le informazioni in altri modi ed in altre lingue non è impossibile e nemmeno costoso visto che sia RAI Storia e RAI Cultura hanno già una base solida di informazioni da cui partire.

Ed infine, cominciamo a capire che se vogliamo davvero successo internazionale per i nostri film e fiction, non dobbiamo cadere nel tranello di rendere tutto più facile. A livello culturale, artistico e storico abbiamo il Patrimonio Culturale più grande del mondo e abbiamo avuto più periodi di vera gloria di ogni tipo da non aver bisogno di inventare un passato falso da presentare al mondo, perché quel che abbiamo è veramente grande e spesso molto più incredibile di quel che qualsiasi autore o sceneggiatore possa inventare.

Se davvero ci teniamo alla promozione della nostra Cultura a livello internazionale dobbiamo capire fino in fondo che è il risultato diretto della nostra Storia, e che nel non rispettare il nostro passato facciamo un danno anche alla nostra cultura. Personaggi come Leonardo, Garibaldi, Galileo e tutti gli altri sono il risultato delle loro epoche e per capire loro dobbiamo anche capire i loro mondi e che, in fondo, sono gli avi del mondo in cui viviamo ora.

Rimaniamo fedeli al nostro passato perché la nostra Storia è veramente unica e non ha bisogno di ritocchi per renderla affascinante per il mondo, a partire dagli italiani nel mondo che sarebbero la prima tappa imprescindibile per qualsiasi promozione della nostra Cultura e Storia nel mondo.

 

Leonardo: Fiction, Life and History

di emigrazione e di matrimoni

The 1971 RAI/Istituto Luce TV series “The Life of Leonardo” directed by Renato Castellani began with a beautiful scene of Leonardo’s death in France in the arms of King Francis I. The scene is interrupted by a narrator who said that the scene, as described by Giorgio Vasari fifty years after the great artist’s death, was invented. The series won the Golden Globe in the United States and had great success and acclaim around the world.

This scene came to mind while I watched the recent RAI TV series “Leonardo” by the directors Daniel Percival and Alexis Hill that was criticized by many for the freedom with which it dealt with Leonardo’s life. I do not intend to discuss the historical inaccuracies if not outright historical inventions of both the series but I would like to express some thoughts on films and TV programmes that try to explain our past. 

Indeed, this year’s TV programme in particular gives us an example of the problems that directors and producers must face not only in entertaining the audience but also to keep faith with the basic story not only of the characters but also to the times in which they lived.

Nobody doubts that historical fiction is a legitimate branch of literature, cinema and television but the lives of certain characters were so incredible in periods that were truly extraordinary that they have no need of inventions that only make the lives of their subjects poorer. Of course history is often complicated and nobody demands that we must explain the smallest details but we must at least stick to the recognized historical facts.

To resolve this dilemma the 1971 RAI series had the brilliant idea of adding a narrator who in key scenes explained to the audience the details of the people encountered, as well as the historical controversies, and he did so without taking anything away from the audience’s enjoyment. In fact, I remember very well that the ABC in Australia broadcast it a number of times over the years and even my Australian schoolmates were amazed by the character and the history of my parents’ country of origin. Therefore it is not at all true that we must sacrifice historical credibility to entertain the audience and to have major international awards.

History is not an easy subject to deal with and not only because in many cases, such as the life of Leonardo, there are doubts about key episodes but they are not such as to have to invent unreal conspiracies.

Sadly, making this matter worse is the sad fact that often history is not taught in the right way or appreciated, even at school. In fact, history gives us an important means in daily life because understanding history also means understanding the role of documentation and research to confirm the past and subsequently gives us the means to judge not only the news in the papers and television and therefore to be able to recognize fake and/or manipulated news but also to be able to judge politicians and also to know how to follow in a truly critical way television debates with which we can form our ideas on how to judge the performance of our politicians and therefore to know how to vote in an intelligent and reasoned way. Put simply, it makes us more aware of how we must behave as citizens of a modern democracy.

Furthermore, and this is the case of Leonardo and the recent series on the Medici of Florence, we must also begin to look at our past beyond the limits that we have involuntarily set on ourselves by concentrating only on certain characters from our past such as Leonardo, Michelangelo, the Medici or Caravaggio.

Our history has given us many fascinating characters who are not knownnot only to the large international public but sadly now also to a large part of the Italian public. We only have to mention two names, Federico da Montefeltro and Matilda of Tuscany, who had lives that were already important and extraordinary in themselves and so they would have no need of inventions to fascinate the great international audience.

And then, if we truly care about the international educational role of television, as a country we have a means, RAI Italia, that internationally has never reached its potential audience because the administrators do not bear in mind the many realities of its international audience, starting with the very low practical level in Italian for which it should also provide dedicated programmes and websites to explain the real history of the characters presented in its films and series.

To give a striking example, the stupendous film “Noi Credevamo” (We Believed) by the director Mario Martone that tells the story of three young men who take part in the Risorgimento presumes a good knowledge of our past and the key characters of that period. Of course we cannot introduce a narrator like the 1971 series did but today providing the information in other ways and in other languages is not impossible and not even costly considering that both RAI Storia (history) and RAI Cultura already have a solid base of information from which to start,

And finally, let us start to understand that if we really want international success for our films and TV programmes we must not fall into the trap of making everything simpler. Culturally, artistically and historically we have the world’s biggest Cultural Heritage and we have had a number of periods of true glory of every type that we do not have to invent a false past to present to the world because what we have is truly great and often much more incredible than what any author or scriptwriter could invent.

If we truly believe in the promotion of our Culture internationally we must fully understand that it is the direct result of our history and that by not respecting our past we also damage our Culture. People such as Leonardo, Garibaldi, Galileo and many others are the result of their times and to understand them we must also understand their worlds which are basically the forebears of the world in which we live. 

Let us keep faith with our past because our history is truly unique and has no need to be touched up to make it more fascinating to the world, starting with the Italians overseas who should be the first essential step for any promotion of our Culture and history around the world.

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