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Leichhardt è la “Little Italy di Sydney— Leichhardt is Sydney’s Little Italy

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di emigrazione e di matrimoni

Leichhardt è la “Little Italy di Sydney: grandi promesse, grandi speranze!

L’articolo di oggi è stato scritto da Nick Viner del Italian Forum Cultural Centre di Sydney in Australia

Come quasi tutte le città con comunità italiane nel mondo, Leichhardt è diventata le “Little Italy” di Sydney e possiamo trovare questi enclave in ogni paese dove ci sono comunità italiane.

Però, dobbiamo ricordarci che queste comunità sono zone di transizione, in quanto i nuovi immigrati si sono integrati nella comunità generale prima di trasferirsi in quartieri prosperi della città per riflettere il loro successo, e proprio per questo motivo sono destinati a sparire, come vediamo dalle statistiche che Nick cita nell’articolo.

A parte dei motivi che Nick descrive nell’articolo e le sfide che il Forum sta affrontando, dobbiamo ricordare ai  nostri lettori che questi cambiamenti sono una sfida per tutte le comunità, perché ciascuna enclave deve essere ricordata e documentata come grandi capitoli della Storia dell’Emigrazione Italiana ma, purtroppo, molte delle comunità di tutto il mondo non riescono a farlo e ci auguriamo che Sydney dia alle altre comunità italiane un esempio da seguire perché la responsabilità maggiore di scrivere  e documentare la nostra Storia appartiene a noi stessi e non possiamo affidarci solo ai politici ma dobbiamo essere proattivi nel documentare quel che ci definisce come Italiani e discendenti di migranti italiani.

Ringrazio Nick per il suo contributo e www.thedailycases.con augura a lui e gli altri organizzatori del Forum ogni successo possibile nel realizzare il loro sogno e aspettiamo con piacere aggiornamenti man mano che si sviluppano.

Leichhardt è la “Little Italy di Sydney: grandi promesse, grandi speranze!

Nick Viner

Per molti versi lo sconosciuto “Italian Forum Cultural Centre” che si trova all’interno del complesso edilizio del Italian Forum è una metafora nascosta dello stesso sobborgo multiculturale di Leichhardt. È un’impressionante struttura che ha ospitato moltissimi concerti, mostre, spettacoli teatrali e lirici, e altre manifestazioni. Fortemente sostenuto da milioni di dollari di fondi pubblici ora il Forum sta affrontando l’incertezza per il suo futuro in mezzo a molte speculazioni locali sul suo futuro.

Situato a soli 5km dal centro commerciale di Sydney, Leichhardt ha legami profondi con il potere, l’influenza e le aspettative grandiose. Proprio come il Cultural Centre, la comunità di Leichhardt sta affrontando ovvie sfide e in alcuni casi chiara frustrazione con i suoi rappresentanti pubblici dal Consiglio Comunale ai poteri a livelli Statali (regionali) e Federali.

Leichhardt’s Italian Cultural Centre

Nel 2009 il Cultural Centre fu aperto in pompa magna dall’attuale Primo Ministro d’Australia, Anthony Albanese quando era il Ministro Federale per le Infrastrutture del Governo di Kevin Rudd. L’Onorevole Albanese ha anche aperto il Cultural Centre una seconda volta nel 2012 dopo d’avere ottenuto con successo $AUS 3.67 milioni per l’allestimento del Centre.

L’apertura ufficiale due volte dal nostro ora Primo Ministro mette in risalto la sua enorme importanza e il significato previsto per Leichhardt, Sydney e oltre. Il Cultural Centre e la Piazza sono tutelati da un patto pubblico positivo che ne garantisce la fruizione comunitaria.

L’Onorevole Albanese, che è diventato il Primo Ministro d’Australia nel 2022, è di origine italiana per via del padre, sebbene sia stato cresciuto dalla madre single di origine irlandese. Dal 1996 l’Onorevole Albanese è il Deputato del seggio federale di Grayndler, che comprende il quartiere centro-occidentale di Leichhardt. I collegamenti con la grandezza in Leichhardt non sono mai lontani. Il Senatore Francesco Giacobbe, rappresentante per la circoscrizione estera dell’Africa, Asia, Oceanea e l’Antartide al Senato a Roma nel 2013 e il suo studio commercialistico ha la sede a Leichhardt. Era stato anche uno dei Presidenti dell’IFLI (Italian Forum Limited, la società dell’Italian Forum) che era il custode originale del Cultural Centre. Poi, c’è la stretta collaborazione dell’Onorevole Albanese con Darcy Byrne, il Sindaco del Comune della zona Centro-Occidentale di Sydney.

Albanese e Byrne sono entrambi membri dell’Australian Labor Party (Partito Laburista d’Australia) e in precedenza il Sindaco Byrne era stato un membro dello staff di Albanese. Purtroppo, tuttavia, l’ultima visita ufficiale registrata di Athony Albanese al Cultural Centre risale al 2017.

Nel 2014 il Cultural Centre è stato acquistato dall’attuale custode e affittato privatamente a una scuola di recitazione. Sostenuta da interessi singaporiani, questa scuola non ha evidenti legami italiani.

Il riconoscimento di Leichhardt come Little Italy

L’11 giugno 2021, si è tenuto un ricevimento al Municipio di Leichhardt per festeggiare la ridenominazione del distretto centrale di Leichhardt come “Little Italy”. La ridenominazione è stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 13 febbraio, 2020.

Presenti a questo ricevimento c’erano anche l’onorevole Albanese e il Senatore Giacobbe. Secondo la pagina Facebook di Darcy Byrnes:

“Il Consiglio Comunale lavorerà con al Governo Italiano, il Co.As.It. (gruppo di assistenza alla comunità italiana a Sydney), organizzazioni e imprese italiane in tutto Leichhardt per portare nuova arte pubblica, segnaletica di rilievo e manifestazioni al vecchio quartiere per celebrarlo come la “Little Italy d’Australia”.

Il Covid è forse una scusa legittima per ritardi ma, fino ad oggi, il cartello stradale “Little Italy” che è stato mostrato così orgogliosamente dall’Onorevole Albanese, il Sindaco Byrne, il Senatore Giacobbe e altri nel 2021 non si trova da nessuna parte. Il nuovo arredo urbano “Moto Baccio” nella rinnovata Renwick Piazza è abbastanza piacevole ma criticato da alcuni per aver sacrificato posti di parcheggio d’auto tanto necessari.

Ancora più polarizzante è l’impianto di illuminazione “Chiaroscuro” sopra l’incrocio tra Norton Street e Parramatta Road. Darcy Byrne ha annunciato:

“Il lavoro simboleggia l’interconnessione e riflette sul significato della migrazione a catena con ogni cellula luminosa di varia grandezza e colore che rappresenta i singoli italiani che decisero di migrare qui”

Tuttavia, molti locali mettono in dubbio il legame dell’opera d’arte con l’Italia.

La forza della Comunità italiana a Leichhardt

Allora quanto è forte il legame italiano a Leichhardt? I dati dell’ultimo censimento del 2021 confermano le origini dei prime cinque gruppi:

  • Inglesi: 32.6%
  • Australiani: 27.3%
  • Irlandesi: 14.9%
  • Scozzesi: 10.6%
  • Italiani: 10.3%


Little Italy è solo un nome?

Alcuni sostengono che la dichiarazione di Little Italy sia stata data troppo tardi e molto dopo che la maggioranza dei migranti italiani si era trasferita in altre zone di Sydney. Ma per altri, la ridenominazione fa onore sia all’importanza di Leichhardt come il primo sobborgo in cui sono immigrati italiani, sia al ruolo centrale di Leichhardt nella propagazione della comunità italiana nel resto di Sydney.

Negli anni ’50 e ’60 Leichhardt era ricca di una vasta gamma di imprese italiane e ci sono tracce di alcune di queste imprese sparse per il comune.

Italiani laboriosi e di successo che hanno sfidato le mode che cambiano; flessioni del commercio e più recentemente il Covid. Da trattorie a conduzione famigliare a ristoranti raffinati, a un gioielliere rinomato che taglia gemme per le star di Hollywood, a un ristoratore di auto specializzato nel restauro di Ferrari da concorso, Leichhardt detiene ancora un vero e proprio tesoro di imprese italiane sopravvissute e di successo che sono la testimonianza delle competenze uniche ottenute all’estero, del sostegno famigliare e della dedizione per tutta la vita. Inoltre, Leichhardt ospita ancora grandi organizzazioni con collegamenti italiani come il giornale “La Fiamma”, la celebre società sportiva “Associazione Polisportiva Italo Australiana (APIA) “ e la Chiesa Cattolica di San Fiacre.

Il futuro di Leichhardt

Tuttavia, oggi Leichhardt non è fiorente come una volta e recentemente ci sono state cronache locali, e persino nella stampa nazionale, concentrate sul suo declino commerciale: https://alloranews.com/opinions/editorial/little-italy-a-ghost-town/ . Molti locali hanno cominciato a chiedersi cosa si può fare per rilanciare le fortune di Norton Street, la strada principale che una volta era prospera.

Sicuramente alcuni indizi risiedono nell’uso esclusivo del Cutural Centre, come anche nel sostegno della comunità e le imprese italiane locali per rendere Leichhardt un quartiere degno del suo nuovo soprannome. Piuttosto che Leichhardt contenga isole di riferimenti italiani, ci dovrebbe essere un focus sull’interconnessione tra imprese, organizzazioni e persone italiane e con l’Italia stessa, proprio come suggerisce l’impianto artistico “Chiaroscuro”.

Nel frattempo, le domande più grandi che rimangono per i politici locali, statali (regionali) e federali di Leichhardt sono:

  1. L’attuale “Italian Festa di Little Italy” (che si tiene ogni anno a ottobre) includerà effettivamente il “Italian Forum” e il suo “Cultural Centre”?
  2. Qual è il futuro del “Italian Forum” e il suo “Cultural Centre” e quali saranno le manifestazioni culturali pubbliche che vi si svolgeranno?
  3. Oltre a un semplice annuncio, quali altre arti, segnaletiche e attività urbane avranno luogo per riconoscere Leichhardt come Little Italy?

La comunità di Leichhardt, a cui sono state promesse così tante grandi cose nel passato, ora attende con speranza.

Leichhardt is Sydney’s Little Italy: big promises, grandi speranze!

Today’s article was written by Nick Viner of Leichardt’s Italian Forum Cultural Centre in Sydney, Australia.

Like almost every other city with Italian communities, Leichhardt became the “Little Italy” of Sydney and we can find such enclaves in every country where there are Italain communities.

But we must remember that these communities are areas of transition as the new migrants integrated into the wider community before moving to more prosperous areas of the city to reflect their success and for this precise reason they are destined to disappear as we see from the statistics that Nick quotes in the article.

Apart from the reasons Nick describes in the article and the challenges being faced by the Forum we must remind our readers that these changes are a challenge for all the communities because each enclave must be remembered and documented as major parts of the history of Italian Migration but, sadly, many of the communities around the world are failing to do so and we hope that Sydney’s example will give other Italian communities an example to follow because the major responsibility to record and document our history belongs to ourselves and we cannot rely solely on politicians but we must be proactive in documenting our past because it is what defines us as Italians and descendants of Italian migrants.

I thank Nick Viner for his contribution and www.thedailycases.com wishes him and the other organizers of the Forum all the success possible in making their dream come true and we look forward to updates as they develop.

 

Leichhardt is Sydney’s Little Italy: big promises, grandi speranze!

Nick Viner

In many ways, the unsung Italian Forum Cultural Centre which lies inside the Italian Forum building complex is a hidden metaphor for the multicultural suburb of Leichhardt itself. It is an impressive state-of-the-art facility that has hosted numerous concerts, exhibitions, theatre and opera performances and other events. Heavily supported with millions of dollars in public funds, it now confronts uncertainty amid much local speculation as to its future.

Located just 5km west of the Sydney CBD, Leichhardt has deep-rooted connections to power, influence and grandiose expectations. Much like its Cultural Centre, Leichhardt’s community also faces obvious challenges and in some cases, clear frustration with its public representatives from local Council to State and Federal levels of power.

Leichhardt’s Italian Cultural Centre

In 2009, the Cultural Centre was opened amid great fanfare by the now Prime Minister, Anthony Albanese when he was Federal Minister for Infrastructure under the Kevin Rudd Government. Mr Albanese also opened the Cultural Centre a second time, in 2012, after he had successfully secured $3.67m in funding for the Centre’s fitout.

The official opening of this building twice by our now Prime Minister underlines its huge importance and intended significance for Leichhardt, Sydney and beyond. The Cultural Centre and the Piazza are protected by a public positive covenant which guarantees community use.

Mr Albanese, who became Prime Minister of Australia in 2022 has Italian heritage through his father although he was raised by his single mother of Irish ancestry. Mr Albanese has been the Federal member for the electoral seat of Grayndler since 1996 which includes the Inner West suburb of Leichhardt. Connections to greatness in Leichhardt are never far away. The Hon. Francesco Giacobbe (ITA) has been an Italian Senator since 2013 and his accounting firm is based in Leichhardt. He was also one of the Presidents of IFL (Italian Forum Limited) which was the original custodian of the Cultural Centre. Then there is the close relationship Mr Albanese shares with Darcy Byrne, Mayor of Inner West Council.

Albanese and Byrne are both members of the Australian Labor Party and Mayor Byrne was previously Albanese’s staffer. Sadly however, the last recorded official visit by Anthony Albanese to the Cultural Centre was in 2017.

In 2014, the Cultural Centre was bought by its current custodian and privately leased out to an acting school. Backed by Singaporean interests, this acting school has no obvious Italian connections.

Recognition of Leichhardt as Little Italy

On 11 June, 2021, there was a reception at Leichhardt Town Hall to celebrate the renaming of Leichhardt’s central precinct as “Little Italy”. The renaming had been voted unanimously by Inner West Council on 13 February, 2020.

Also present at this function were Mr Albanese and Senator Giacobbe.According to Darcy Byrne’s Facebook page,

“Council will be working with the Italian Government, Co.As.It and Italian organisations and businesses throughout Leichhardt to bring new public art, prominent signage and events to the old neighbourhood to celebrate it as Australia’s own Little Italy.”

Covid is perhaps a legitimate excuse for delays but to date, the Little Italy street sign that was proudly paraded by Mr Albanese, Mr Byrne, Senator Giacobbe and others in 2021 is nowhere to be found. The new “Moto Baccio” street furniture in the revamped Renwick Piazza is pleasant enough but it is criticised by some for having sacrificed much needed car spaces.

Even more polarising is the “Chiaroscuro” light installation above the intersection between Norton Street and Parramatta Road. Darcy Byrne announced,

“The work symbolises interconnectedness and reflects on the meaning of chain migration with each light cell of varying size and colour – representing the individual Italians that decided to migrate here.”

However, many locals question the artwork’s connection with Italy.

Strength of the Italian Community in Leichhardt

So how strong is the Italian connection in Leichhardt? Figures from the most recent census in 2021 confirm the top five ancestries:

  • English: 32.6%
  • Australian: 27.3%
  • Irish: 14.9%
  • Scottish: 10.6%
  • Italian: 10.3%


Is Little Italy Just a Name?

Some argue that the Little Italy declaration came too late and long after the majority of Italian migrants had moved on to other areas in Sydney. But for others, the renaming honours both Leichhardt’s significance as the first suburb that many Italians migrated to and Leichhardt’s pivotal role in the propagation of the Italian community throughout the rest of Sydney.

In the 1950s and 1960s, Leichhardt was brimming with a wide range of Italian enterprises and there are vestiges of some of these businesses scattered throughout the municipality today.

Hard working and successful Italians who have defied changing fashions; downturns in trade; and more recently, Covid. From family-owned trattoria, to fine dining restaurants, to a renowned jeweller who cuts gems for Hollywood stars, to a car restorer who specialises in the restoration of concourse condition Ferraris, Leichhardt still holds a veritable treasure trove of surviving and successful Italian businesses that are testament to unique skills acquired overseas, family support and lifelong dedication. Furthermore, Leichhardt is still home to large organisations with Italian connections such as the La Fiamma newspaper, the famous Associazione Polisportiva Italo Australiana (APIA) football club and the Roman Catholic Church at St Fiacres.

Future of Leichhardt

Today however, Leichhardt is not as thriving as it was and recently there have been local and even national news stories focussing on its retail decline: https://alloranews.com/opinions/editorial/little-italy-a-ghost-town/ Many locals have started to ask what can be done to revive the fortunes of the once prosperous main strip, Norton Street?

Surely some of the clues lie in the use of Leichhardt’s unique Cultural Centre as well as supporting local Italian businesses and the community to make Leichhardt a suburb worthy of its new moniker. Rather than Leichhardt containing isolated islands of Italian references, there should be a focus upon interconnectedness between Italian businesses, organisations and people and with Italy itself, just as the Chiaroscuro art installation suggests.

In the meantime, the biggest questions that remain for Leichhardt’s local, State and Federal politicians are:

  1. Will Little Italy’s Italian Festa (held each year in October) actually include the Italian Forum and its Cultural Centre?
  2. What is the future of the Italian Forum and its Cultural Centre and what public cultural events will be taking place there?
  3. Beyond a mere announcement, what further street art, signage and activities will be taking place to recognise Leichhardt as Little Italy?

The Leichhardt community that has been promised so many great things in the past, now it waits in hope.

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