Le Reti di San Francesco, per la spiritualità nel Web

By 26 ottobre 2015Italia

Intervista all’autore del testo


Di Francesca Rossetti

Fra Paolo FlorettaRoma, 26 ottobre- La rete è senz’altro il miglior contenitore per tutto quello che riguarda l’aspetto religioso della vita, dato che esistono siti su tutti i gruppi cattolici e non di tutto il mondo. Da qualche giorno è possibile acquistare anche un nuovo libro scritto da Fra Paolo Floretta di e che si intitola “” e che unisce la spiritualità alle moderne tecnologie: all’autore la parola.

Chi è Fra Paolo Floretta?


“Fra Paolo è francescano conventuale. Laureato in filosofia e psicologia, è specializzato in psicoterapia. Ha lavorato al «Messaggero di sant’Antonio», seguendo per alcuni anni lo sviluppo del web e il suo uso in chiave pastorale. Ha insegnato alla Facoltà Teologica del Triveneto e si occupa di formazione e di accompagnamento psicoterapeutico. Sta concludendo la specializzazione in teologia spirituale. Con don Marco Sanavio ha pubblicato Webpastore.it (EMP, 2010).”

Come nasce l’idea del libro “Le reti di Francesco”?

“Il libro nasce accostando l’idea di internet come ambiente, come mondo di vita con un episodio di dialogo tra la santa povertà e san Francesco, narrato nel Sacrum Commercium. Alla domanda della povertà di mostrarle cortesemente il “chiostro”, Francesco risponde portandola in cima a una collina, mostrandole tutto intorno la terra e dicendole: «Questo, signora, è il nostro chiostro». Il libro si apre proprio con questo racconto, che mi ha suggerito l’immagine di internet come mondo, come nuovo “chiostro” digitale e globale, un hyperchiostro. Il libro è strutturato attorno a un confronto tra le caratteristiche della rete e altrettanti episodi di Francesco dove lui offre modalità o prospettive relazionali nuove all’interno di situazioni di disagio relazionale o di ricerca di senso. Francesco come giacimento spirituale, insomma, che ha modelli relazionali da offrire pure agli internauti perché possano vivere più in pienezza la loro esistenza, anche in rete.”

Qual è il rapporto fra tecnologie e ordini religiosi, dato che anche le suore di clausura oggi hanno la pagina FB e come è possibile definire il mondo delle religioni in Internet?

“Domanda complessa, che meriterebbe una risposta ben più articolata di questa. Da anni la , quindi anche i suoi ordini religiosi, è presente in rete. Basti solo visitare www.siticattolici.it per contare oltre 14.721 siti recensiti. Ho scritto il libro volendo dare il mio contributo sul come stare in rete, non tanto in termini di presenza tecnologica, bensì di qualità relazionale. Come trasformare un contatto in una relazione che elabori senso? Questa è stata una delle domande che mi ha guidato. La seconda parte del libro è dedicata a dare delle risposte concrete, pratiche, spendibili da subito nella webpastorale. Non basta, né serve avere un sito. Saper ascoltare e porre domande spiritualmente utili sì. Altrimenti le connessioni non si trasformano in relazioni portatrici di senso. E la solitudine connessa aumenta, illudendo che sia anche incontro. Definire il mondo delle religioni in internet: credo vada anzitutto analizzato e valutato in base alle reali intenzioni. Perché una religione è in rete? Solo per proselitismo mediatico o per progetti umanizzanti? La risposta passa anche qui per un attento discernimento delle intenzioni. E degli eventuali frutti di libertà e di capacità di amare l’altro, è evangelico.”

Perché proprio San Francesco come protagonista del libro?

“Perché è un maestro di relazioni. Un vero outsider. E il suo magistero relazionale non si è sbiadito in questi secoli, anzi. Basti rileggere le sue Ammonizioni, dove aiuta i frati a sviscerare in modo più che chirurgico le loro motivazioni relazionali, di servizio, di potere, di ricerca di Dio o di sé. Il suo segreto? Aver coltivato, anche combattendo, la sua relazione con Dio, che Francesco intende sempre come imperscrutabile dono di misericordia da parte di Dio. È questo ciò che ne profila l’identità. L’episodio dei Fioretti dove fra Masseo chiede a Francesco, tra il drammatico e l’invidioso, «perché a te, perché a te, perché a te [tutto il mondo viene dirieto]?» la dice lunga sulla curiosità attorno a tanto fascino. Tutto fondato su una straordinaria esperienza di Dio che traspariva e traspirava da ogni suo poro. Innescando viscerali curiosità.”

Lei che utilizzo fa dei social network e quali vantaggi offrono agli internauti che seguono i vari gruppi religiosi?

“Parco. Sono iscritto a Linkedin per motivi professionali, ma preferisco i contatti reali, scopo sano di queste tecnologie. I vantaggi dei social per gli internauti interessati al religioso? Oltre a trovare informazioni, io li considero come palestre di senso, occasioni per porsi domande che vadano oltre il già visto, il già noto o anche lo strano per principio. Domande che aiutino a riconoscere, chiarire e coltivare la santa inquietudine che ci portiamo dentro. Credo che la qualità di qualsiasi sito o social religioso passi esattamente sul crinale dell’ulteriorità, della domanda che spiazzi, del «non ci avevo mai pensato prima», del respiro di orizzonti che mostrino il mondo e il cielo da sopra una collina.”

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