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Le leggende e il re – The legends and the king

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Le leggende e il re

Nella corsa podistica più bella del mondo Walter Fagnani ha saltato solo la prima gara, per il semplice motivo che non sapeva della sua esistenza. Nella sua prima partecipazione aveva 49 anni e quest’anno ne ha 94.

Di Gianni Pezzano

(Ringraziamo Amanda Tattini e Giammarco D’Orazio della EKIS Sport per aver cortesement concesso l’uso della foto con Walter Fagnani)

I turisti a Firenze sabato scorso sarebbero rimasti sorpresi a vedere quasi tremila atleti intorno al Duomo. Alcuni erano soli, altri in gruppi, con gli accenti e dialetti di tutto il paese, qualche voce straniera e persino gruppi dalle forze armate che volevano sfidare le montagne tra la Toscana e l’Emilia-Romagna.

Erano i partecipanti alla 100km del Passatore tra il capoluogo toscano e Faenza nella Romagna. Malgrado sia nata nel 1973 e il grande numero di atleti, la gara è quasi sconosciuta al grande pubblico sia in Italia che all’estero. Però, ha prodotto delle prestazioni impressionanti, non solo da quelli che ci sono saliti sul podio ma soprattutto tra gli altri atleti che ne sono l’anima e cuore.

Tra queste due categorie c’è un re indiscusso, ma iniziamo dalle due leggende perché loro incarnano lo spirito dello sport di tutti i generi.

45 volte leggende

I turisti sicuramente non hanno notato il signore di Verona che stava per partire per la 45° volta.

Questa signore si chiama Walter Fagnani e ha saltato solo la prima gara, per il semplice motivo che non sapeva della sua esistenza. Nella sua prima partecipazione aveva 49 anni e quest’anno ne ha 94. Non solo è partito insieme agli altri 2,946 atleti alla partenza, ha anche, come sempre, finito la gara con un tempo di 18.15.34 e in 2.175° posto dei 2.426 che l’hanno finita.

In paragone a Walter, Marco Gelli da Grassina(FI) con i suoi 66 anni è un giovanotto e anche lui è partito per la 45° volta. Gelli ha finito la gara con un tempo di 17.02.20.

In una gara che il solo partire è già una vittoria, come anche ogni tappa completata fino a Faenza, le prestazioni decennali di questi due signori sono il simbolo che lo sport non è semplicemente vincere, è partecipare e fare il meglio possibile entro i limiti del proprio corpo.

Come gli altri che non sono partiti dalla “gabbia” degli atleti d’élite, questi signori non lo fanno per i trofei, i titoloni di giornali e riviste o per poter continuare una carriera agonistica. Fagnani e Gelli lo fanno perché correre fa parte del loro essere. Basta vedere la frenesia dei partecipanti nella fila alla consegna dei pettorali dove il timore di perdere la partenza diventa impazienza e in alcuni panico.

Fagnani e Gelli, come gli altri che non saliranno mai sul podio, sono il vero simbolo di questa gara nata come promozione del sangiovese, il vitigno che unisce la Toscana e la Romagna e che ora è diventata una giornata importante anche per la gente tra le due città.

Il re

Quest’anno è successo anche l’inevitabile che tutti aspettavano, compreso l’uomo che è diventato il re indiscusso della 100km del Passatore, Giorgio Calcaterra.

Per la prima volta in 13 partecipazioni non è salito sul gradino più alto della gara che molti considerano la corsa podistica più bella del mondo. Le sue dodici vittorie nella Firenze-Faenza, insieme ai tre campionati del mondo, assicureranno che l’atleta romano sarà sempre il vero re di una delle discipline più ardui dell’atletica leggera mondiale.

Crediamo che persino lui aspettasse il giorno e per questo il suo sorriso mentre tagliava il traguardo in Piazza del Popolo a Faenza in terzo posto, dimostra la consapevolezza dell’atleta a pace con la propria prestazione.

Come abbiamo scritto a riguardo le due leggende, solo partire è una vittoria e vincere dodici gare consecutive, soprattutto in questa categoria, sembra quasi impossibile ma l’albo d’oro della 100km del Passatore è la testimonianza più eloquente delle sue imprese.

Linfa vitale

Giustamente i titoloni dei giornali si concentra sugli atleti ma nono possiamo scrivere della 100km senza nominare quel che sono davvero la linfa vitale di manifestazioni come questa, i volontari.

Una gara del genere non si organizza da solo e certamente non senza una brigata allegra di volontari che si divertano a donare il loro tempo e i loro sforzi per assicurare che gli ateli avranno tutta l’assistenza necessaria per poter completare i 100 chilometri nel miglior modo possibile.

Nel caso del percorso tra Firenze e Faenza, l’organizzazione ha la fortuna di avere oltre 700 persone pronte a svolgere i ruoli necessari, anche i più umili, per garantire il buono svolgimento della gara. Questi compiti vanno da dirigere il traffico, guidare i veicoli impegnati per la logistica, preparare e servire il cibo degli atleti, ai servizi sanitari e di assistenza che sono fondamentali per una gara così difficile e infine le parte amministrativa, sia nei due giorni della gara che nel corso dell’anno.

Gli atleti internazionali con cui abbiamo parlato hanno tutti espresso la loro meraviglia non solo del numero di persone coinvolte, ma anche della qualità dei servizi e i cibi offerti lungo il percorso.

Ma c’è un altro aspetto della 100km del Passatore che deve essere affrontato in modo prioritario.

La stampa

Malgrado il numero altissimo di partecipanti per una gara del genere e la presenza di atleti internazionali importanti, la Firenze-Faenza non ha il risalto che merita nella stampa sportiva, sia in Italia che all’estero. Questo mette in risalto due fattori importanti della gara, particolarmente con il pensiero di assicurare il futuro a lungo termine.

Il primo è attirare sempre di più atleti internazionali per alzare il profilo della gara. In un mondo mediatico la mancanza di copertura nazionale e internazionale penalizza gli organizzatori e quindi la manifestazione. E questo poi ha un effetto diretto sul secondo fattore, la mancanza di grandi sponsor.

La presenza della brigata dei volontari non è sufficiente per ridurre le spese dell’organizzazione della corsa, a tutti i livelli. La mancanza di copertura mediatica, nazionale e internazionale, vuol dire che la gara non riesce ad attirare le grandi sponsorizzazioni necessarie per garantire il suo svolgimento e persino la sua permanenza a lungo termine.

Basta pensare che, per motivi di sicurezza, quest’anno la gara è partita da Piazza del Duomo a Firenze con una spesa importante per gli organizzatori. Inoltre, a qualche punto la manifestazione deve pensare anche alla chiusura del percorso a causa dell’effetto del traffico agli atleti e questo indubbiamente porterà ad altre importanti spese, anno dopo anno.

Perciò le autorità sportive e anche regionali coinvolte dovrebbero dare alla manifestazione l’aiuto che merita. Non basta avere la buona volontà e la forza di continuare, bisogna anche avere gli aiuti necessari, soprattutto dalla stampa per pubblicizzare questa gara unica.

Anche in questo le comunità italiane in giro il mondo possono anche svolgere un ruolo. Magari qualcuno vorrà partecipare nella gara, ma anche ad aiutare a farla conoscere nei loro paesi. Magari giornalisti di origine italiana che leggono questi articoli possono aggiungere la 100km del Passatore nei propri articoli e avvisare le rispettive redazioni sportive che in Italia c’è una gara che davvero vale la pena far conoscere ai lettori. Tale aiuti saranno sempre benvenuti e apprezzati.

Questo vale non solo per la 100km del Passatore, ma anche a molte altre manifestazioni come i molti pali che si svolgono in giro la penisola dei quali l’unico conosciuto all’estero è quella di Siena e infatti ce n’è uno proprio a Faenza. L’Italia ha davvero molto da offrire a tutti ma bisogna farlo sapere al mondo e i nostri parenti e amici all’estero sono il mezzo ideale per farlo.

The legends and the king

In the world’s most beautiful foot race Walter Fagnani missed only the first race, for the simple reason he did not know about it. He was then 49 years of age and this year he is 94.

By Gianni Pezzano

 (We thank Amanda Tattini and Giammarco D’Orazio of Ekis Sport for having kindly allowing the use of the photo with Walter Fagnani)

Last Saturday tourists in Florence would have been surprised to see nearly three thousand athletes around the Duomo. Some were alone, some in groups, with the accents and dialects of all the country, some spoke foreign languages and there were even groups from the armed forces that wanted to challenge the mountains between Tuscany and the region of Emilia-Romagna.

They were the participants of the 100km del Passatore ultra marathon between the capital of Tuscany and Faenza in the Romagna. Although born in 1973 and despite the great number of athletes, the race is almost unknown to the general public in Italy and overseas. However, it has produced impressive performances not only from those who have gone on the podium but above all amongst the other athletes who are its heart and soul.

In these two categories there is an undisputed king, but let us begin with the two legends because they embody sport in all its forms.

45 times legends

The tourists would surely not have noticed the gentleman from Verona who, together with the other 2,946 starters, was about to begin the race for the 45th time.

The gentleman’s name is Walter Fagnani and he missed only the first race, for the simple reason he did not know about it. He was then 49 years of age and this year he is 94. Not only did he start with the others, he also finished the race as always in a time of 18.15.34 and in 2,175th place amongst the 2,426 that finished it.

Compared to Walter, Marco Gelli from Grassina (Florence) is a young man of 66 and he too started for the 45th time. Gelli finished the race with a time of 17.02.20.

In an event where simply starting is already a victory, as is completing each stage up to Faenza, the decades long performance of these two gentlemen is the symbol that sport is not simply winning; it is participating and doing the best possible within the body’s limits.

Just like the others who did not start in the “cage” of the elite athletes, these gentlemen do not race for the trophies, headlines in newspapers or magazines or to continue an athletic career. Fagnani and Gelli do it because running is part of them. You only have to see the frenzy of the participants in the queue for the race numbers where the fear of missing the start becomes impatience and in some, panic.

Fagnani and Gelli, like the others who will never climb the podium, are the very symbol of an event that was born as a promotion for the Sangiovese, a variety of grape which unites Tuscany and the Romagna and which has become an important day for the people between the two cities as well.

The king

This year also saw the inevitable that everybody expected happen, including the man who has become the king of the 100km del Passatore, Giorgio Calcaterra.

For the first time in 13 races he did not climb up to the highest step of the podium of the race that many consider the world’s most beautiful foot race. His 12 wins in the Florence to Faenza, together with his three world championships, have ensured that the athlete from Rome will always be the true king of one of the most demanding disciplines in world athletics.

We believe that he too expected the day and for this reason his smile as he crossed the finishing line in third place at Faenza’s Piazza del Popolo showed the awareness of an athlete at peace with his own performance.

As we stated about the legends, simply starting is a victory and so winning twelve consecutive races , above all in this category, seems almost impossible but the race’s winner’s list is the most eloquent testimony to his deeds.

Lifeblood

The newspaper headlines rightly focus on the athletes but we cannot write about the 100km del Passatore without mentioning those who are the lifeblood of events such as these, the volunteers.

A race such as this does not organize itself and certainly not without a cheerful brigade of volunteers who enjoy giving their time and efforts to ensuring that the athletes have all the assistance necessary to be able to finish the 100 kilometres in the best way possible.

In the case of the race between Florence and Faenza the organization has the fortune of having over 700 people ready to carry out the required tasks, even the most humble, in order to ensure the good running of the race. These tasks go from directing the traffic, driving the vehicles used in the logistics, preparing and serving the food for the athletes, to the medical services and assistance that are essential for such a hard race and finally, the administration, during the two days and in the course of the year.

The international athletes with whom we have spoken all expressed their amazement not only at the number of people involved but also the quality of the services and the food provided along the route.

But there is another aspect of the 100km del Passatore that must be addressed as a priority.

The press

Despite the very high number of participants for such a competition and the presence of important international athletes, the Florence to Faenza race does not have the profile it deserves in the sporting press, in Italy and overseas. This highlights two important factors of the race, especially with a thought to guaranteeing its long term future.

The first is to attract increasing numbers of international athletes, so as to raise the profile of the race. In the world of the media the lack of national and international coverage punishes the organizers and therefore the event. And this then has a direct effect on the second factor, the lack of major sponsors.

The presence of the brigade of volunteers is not enough to lower the organizational costs for the race at all levels. The lack of media coverage, national and international, means that the race does not attract the major sponsors needed to guarantee its development and even its long term survival.

We just need to consider that, for reasons of security, this year the race began in Florence’s Piazza del Duomo with great cost to the organizers. Furthermore, at some point the event has to consider closing the road due to the effect of the traffic on the runners and this undoubtedly will cause other major costs from year to year.

For this reason the sporting and regional authorities involved must give the event the help it deserves. Good will and strength to carry on are not enough; other assistance is also needed, above all from the press to publicize this unique event.

The Italian communities around the world can play a part in this as well. Maybe some can participate in the race and others can also help by making it known in their countries. Maybe journalists of Italian origin who read these articles can add the 100km del Passatore to their own articles and advise their sporting newsroom that in Italy there is a race that is truly worth introducing to their readers and viewers. All such help will be welcome and much appreciated.

This does not apply only to the 100km del Passatore but also to many other events such as the many Palio that are held around the country of which the only one known abroad is in Siena and in fact Faenza also has one such event. Italy truly has much to offer everybody but we need to let the world know about these events and our relatives and friends around the world are the ideal means to do so.

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