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Le immagini e le parole che ingannano- The images and words that deceive

By 1 Agosto 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Le immagini e le parole che ingannano

Chi guarda i cartoni animati in italiano spesso non si rende conto dei doppi sensi e dei giochi di parole che i loro ideatori presentavano al loro pubblico e che li ha resi famosi nel mondo anglofono.

In questi giorni la Warner Brothers americana sta festeggiando gli ottant’anni di uno dei suoi personaggi più celebri e popolari, il coniglio Bugs Bunny. Moltissimi di noi siamo cresciuti con i suoi cartoni animati, ma quanti di noi sanno che questi film brevi nascondono non solo una storia divertente, ma persino ci forniscono un esempio dei problemi tecnici di chi deve tradurli dall’inglese (americano) nelle altre lingue del mondo? Allora guardiamo questo aspetto dei nostri divertimenti e cerchiamo di capire che tutto quel che vediamo non è sempre quel che appare.

Quando nel 1939 Tex Avery disegnò Bugs Bunny il suo modello era l’attore americano più popolare dell’epoca. L’ispirazione era una foto dal celebre film “Accadde una notte” di Clark Gable con una carota in mano, ma nella sua mente il disegnatore vedeva un coniglio con la carota. Avery, come tutti i disegnatori dei celebri Looney Tunes della Warner Brothers, era eccentrico, ma la scelta non era poi tanto sbagliata perché, in fondo, questi cartoni animati erano proiettati prima dei grandi film. Cioè, i grandi famosi animati degli anni 30, 40 e 50 non erano disegnati per bambini, come spesso pensiamo, ma per un pubblico adulto.


Quando arrivarono in Italia, e particolarmente in televisione, erano considerati programmi da bambini e allora doppiati come tali. La colpa di questo equivoco non è di chi li guarda, ma di chi ha avuto il compito di tradurli ed eventualmente di doppiarli in italiano. Infatti, è un esempio classico dei tranelli dei lavori di doppiaggi, come anche dei problemi a tradurre fedelmente non solo cartoni animati, ma tutti i generi di film e programmi televisivi. Per capire opere come queste, bisogna conoscere molto bene non solo la lingua inglese, ma anche e soprattutto la cultura che li ha creati.

Chi guarda i cartoni in italiano spesso non si rende conto dei doppi sensi e dei giochi di parole che i loro ideatori presentavano al loro pubblico e che li ha resi famosi nel mondo anglofono. Non solo prendono in giro personaggi noti, ma anche la lingua inglese, come fa un antagonista di Bugs Bunny, il Lord di Worcestershire che non riusciva a pronunciare il proprio nome.

Senza dubbio in Italia il personaggio più amato dei Warner Brothers è il coyote sfigato, Willy. Sfortunato in tutto, anche nel suo nome originale in inglese che, come si vede nei suoi biglietti da visita, è Wile E Coyote che è già uno scherzo. La pronuncia del nome in inglese diventa le parole wily coyote, cioè il coyote furbo e, come tutti sappiamo, il personaggio è tutt’altro che furbo. 

Non dobbiamo credere che un cartone animato voglia dire automaticamente che sia per bambini. Programmi cult come I Simpsons, South Park e American Dad benché abbiano scene e battute che fanno ridere tutti, hanno trame e scene di alto senso satirico e con temi serissimi. In una puntata South Park tratta in modo unico e buffo un tema tutt’altro che banale, l’eutanasia e come negli Stati Uniti, e non solo, casi giudiziari e difficilissimi a livello etico diventano spettacoli televisivi. Questi cartoni spesso fanno satira sui personaggi famosi e trattano soggetti difficili.

La satira è una tradizione che hanno ereditato da Looney Tunes e Tom e Gerry. Proprio per questo motivo molte puntate dei Simpsons contengono la coppia di Itchy and Scratchy che non sono altro che un omaggio a Tom e Jerry. Allo stesso tempo questo omaggio dimostra quanto la loro commedia fosse sadica.

Sono programmi che danno stimoli diversi ad adulti da quelli che danno ai giovani. Infatti, uno dei segreti del loro successo pluridecennale è il fatto di poter far divertire le varie fasce di pubblico. Adulti e giovani che guardano questi programmi insieme non sempre ridono alle stesse battute. Le esperienze di vita degli adulti danno la consapevolezza di capire i bersagli veri di una battuta che i loro figli non possono sapere.

Per i traduttori e i doppiatori diventa una sfida non indifferente, se non impossibile, poter trasmettere al pubblico di lingua italiana tutte le sfumature delle trame. Non solo per i cartoni animati, ma per tutti i programmi importati nel nostro paese. Naturalmente ci sono programmi che non sono altro che passatempi e i film romantici non hanno bisogno di molto da interpretare. Però ci sono programmi che forniscono prove durissime delle capacità tecniche dei loro traduttori.

Negli ultimi anni la fiction Sherlock della BBC, la versione moderna dei classici gialli di Sir Arthur Conan Doyle ambientata nella Londra di questo secolo, ha avuto grandissimo successo mondiale sia critico che di pubblico non solo per il suo ambientamento, ma anche perché molti personaggi fanno riferimento a persone attuali e vere. In una puntata l’antagonista non è solo un uomo ricchissimo, in effetti è un riferimento diretto a Rupert Murdoch, il potentissimo magnate spesso accusato di utilizzare il suo impero mediatico in modo spregiudicato come fa l’antagonista dell’episodio e in altre puntate personaggi moderni e ben conosciuti sono trattati allo stesso modo.

Per quanto il doppiaggio possa rendere semplice per il pubblico italiano guardare programmi e film stranieri, sta diventando sempre più spesso bersaglio di critiche perché non permette al pubblico di capire fino in fondo. Allo stesso tempo non aiuta il pubblico che studia altre lingue a sentire la pronuncia vera delle parole, o per aiutarlo all’ascolto dei vari accenti di queste lingue, soprattutto della lingua inglese.

Naturalmente è impossibile tradurre tutto in italiano. La commedia in particolare fa giochi di parole e battute che non sempre è possibile rendere nella nostra lingua. Ci sono casi dove i traduttori and i doppiatori sono riusciti in modo esemplare, come il celebre ululì, ululà di Frankenstein Junior e nessuno pretende che debbano rendere ogni battuta in italiano. Ma dobbiamo esigere di più, soprattutto in film e programmi seri, per aiutare il pubblico a capire il più possibile tutte le sfumature delle storie dei film e le fiction.

Ma per poter fare questo, i traduttori non possono limitarsi solo ai dettagli tecnici delle lingue da tradurre. I traduttori di film, come anche di libri, devono avere una conoscenza intima del soggetto e della cultura dei paesi d’origine di queste opere. Così i traduttori rendono un doppio servizio al pubblico. Ovviamente il primo è fornire una versione fedele dell’opera e il secondo è d’insegnare aspetti delle altre culture che il pubblico probabilmente non conosce.

Sembra strano iniziare un discorso del genere partendo dai cartoni animati, ma nel corso della loro storia, che risale quasi all’inizio di quella del Cinema, i cartoni animati sono diventati una parte importante della nostra vita, sia alla televisione che al cinema, come vediamo dal numero di film animati proiettati al cinema. I cartoni dimostrano che il cinema e la televisione sono capaci di divertire, informare e ironizzare allo stesso tempo.

Ma che senso ha poterli vedere se poi non riusciamo a capirli al massimo?  

di emigrazione e di matrimoni

The images and words that deceive

Those who watch cartoons in Italian often do not pick up the double entendres and the plays of words that their creators presented to the audience and that made them famous in the English speaking world

During this period Warner Brothers in America is celebrating the eightieth anniversary of one of its most famous and popular characters, Bugs Bunny. Many of us grew up with his cartoons but how many of us know that these short films not only hide an amusing story but even provide us with an example of the technical problems of those who must translate them from (American) English into the world’s other languages? So, let us take a look at this aspect of our entertainment and let us try to understand that what we see is not always what it appears.

When Tex Avery first drew Bugs Bunny in 1939 his model was the most popular American actor of the period. The inspiration was a photo from the famous film “It happened one night” with Clark Gable holding a carrot but the cartoonist saw in the photo a rabbit with a carrot. Like his fellow cartoonists of the famous Looney Tunes Avery was eccentric but the choice was not wrong because basically these cartoons were screened before major films. In other words, the most famous cartoons of the ‘30s, ‘40s and ‘50s were not designed for children as we often think but for an adult audience.

When they came to Italy, and especially to television, they were considered programmes for children and were dubbed as such. The fault for this misunderstanding was not of those watching them but of those who had the task of translating them and eventually dubbing them into Italian. In fact, it is a classic example of the pitfalls of dubbing, as well as of faithfully translating not only cartoons but all types of films and television programmes. In order to understand works such as these you need to know very well not only the English language but above all the culture that created them.

Those who watch cartoons in Italian often do not pick up the double entendres and the plays of words that their creators presented to the audience and that made them famous in the English speaking world. They mock not only famous people but also the English language, as does one of Bugs Bunny’s antagonists, the Lord of Worcestershire who could not even pronounce his own surname.

Without a doubt the most loved Warner Brothers character in Italy is the unlucky coyote who is known here as “Willy”. He is unlucky in everything, even in his original English name that is, as we see in his business card, Wile E Coyote, which is already a joke in itself. The Italian audience does not understand that his name means “wily coyote” and as we all know, this character is anything but wily.

We must not believe that a cartoon automatically means that it is for children. Although cult programmes such as The Simpsons, South Park and American Dad have scenes and jokes that make everybody laugh, they have scenes that are highly satirical scenes with very serious themes. In one episode South Park deals in a unique and funny way with an issue that is anything but trivial, euthanasia, and how in the United States, and not only, court cases that are very difficult ethically become television spectacles. These cartoons often satirize famous people and deal with difficult issues.

Satire is a tradition they inherited from Looney Tunes and Tom and Jerry. This is the very reason that many episodes of The Simpsons contain the pair of Itchy and Scratchy which is nothing more than a tribute to Tom and Jerry. At the same time this tribute shows how much of their comedy was sadistic by nature.

The stimuli these programmes give adults are different from those they give children. In fact, one of the secrets of their many decades of success is the fact of being able to entertain various sectors of the audience. Adults and children who watch these programmes together do not always laugh at the same jokes. The life experiences of the adults give them the awareness to understand the true targets of a joke that their children cannot know.

For the translators and the voice actors it becomes a significant, if not impossible, challenge to be able to pass onto to the Italian speaking audience all the nuances of the story lines. Not only for cartoons but for all programmes imported into the country. Naturally there are programmes which are nothing more than ways of passing the time and romantic films that do not have much need of interpreting. However, there are programmes that provide a very strong test of the technical skills of their translators.

In recent years the BBC television series Sherlock, the modern version of Sir Arthur Conan Doyle’s detective stories set in 21st century London, has had great success worldwide with both the critics and the public not only for its setting but also because many of its characters refer to real current personalities. In one episode the antagonist is not only an extremely rich man, effectively it is a direct reference to Rupert Murdoch, the very powerful magnate often accused of using his media empire unscrupulously as does the antagonist of the episode and in other episodes modern and well known people are treated in the same way.

As much as dubbing can make watching foreign films and television programmes easy to watch for the Italian public, the dubbing is becoming more and more often the target of criticism because the dubbing does not allow the audience to understand them fully. At the same time it does not help the members of the audience who study other languages to hear the true pronunciation of the words or to help them to hear the various accents of these languages, especially in English.

Of course it is impossible to translate everything into Italian. Comedy in particular plays with words and it is not always possible to transfer the jokes into our language. There have been cases where the translators and voice actors have been able to do so in an exemplary way, one of the examples is how the famous “Werewolf? There wolf, there castle” from Young Frankenstein was translated and nobody expects that they must every joke in Italian. But we must demand more, especially for serious films and television programmes, in order to help the audience to understand as much as possible all the nuances of the stories of the films and the TV programmes. 

But in order to do so the translators cannot limit themselves only to the technical details of the languages to be translated. The translators of films, as well as those of books, must have an intimate knowledge of the subject and the culture of the countries of origin of these works. In this way the translators do a double service for the audience. Obviously the first is to provide a faithful version of the work and the second is to teach aspects of the culture that the public probably does not know.

It seems strange starting a subject such as this with cartoons but during the course of their history, which goes back almost to the start of the Cinema, cartoons have become a major part of our lives, both on television and on the big screen, as we see in the number of cartoons screened at the cinemas. Cartoons also show that the cinema and television can entertain, inform and to be ironical at the same time.

But what is the point of being able to watch them if we cannot understand them fully?


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