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Ambiente & Turismo

Le “Galapagos del Mediterraneo”: un parco ricco di meraviglie, tra barriera corallina e differenti specie marine

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Tempo di lettura: 3 minuti

Le “Galapagos del Mediterraneo”: un parco ricco di meraviglie, tra barriera corallina e differenti specie marine… Uno spettacolo naturale da non perdere!

di Giordana Fauci

Il Parco marino delle secche di Tor Paterno, al largo di Ostia, ha cambiato nome: si è tramutato nelle Galapagos del Mediterraneo, visto che è divenuto un luogo ricco di meraviglie, da visitare ed in cui potersi immergere per vedere svariate specie a rischio di estinzione: in primis, cavallucci marini, senza dimenticare la straordinaria barriera corallina, da far invidia ai più noti reef.

Le Galapagos del Mediterraneo sono gestite dall’Ente Regionale RomaNatura, insieme a diverse associazioni di Ostia , tra cui l’APS Sotto il Mare: si trovano, per la precisione, al largo di Capocotta, tra Ostia e Torvajanica; sono un luogo naturale marino che si estende per oltre 1.400 ettari a livello dell’acqua, per una profondità massima di 75 metri

I fondali di Tor Paterno rappresentano una delle meraviglie della biodiversità: il banco roccioso è una vera e propria barriera corallina che forma un’isola a 18 metri sotto il livello del mare; un’isola in cui crescono celenterati, tra cui meduse e coralli rari, quali la Gorgonia Rossa o il Falso Corallo nero e, poi, cavallucci marini o pesci come il gronco, la rana pescatrice, l’occhiata; mentre, in superficie, nuotano tonni e delfini tursiope.

La sede del parco è la “Casa del mare“, al Borghetto dei Pescatori, lungo il canale di Ostia: una palazzina liberty costruita prima del fascismo ed usata da Benito Mussolini per le sue escursioni al largo (sempre e solo “in dolce compagnia”): un luogo abbandonato per moltissimo tempo e, poi, recuperato due anni fa.

Adesso è un’oasi da cui si parte per le escursioni al parco in alto mare e dove quest’anno sono partiti i nuovi progetti di RomaNatura sulleGalapagos del Mediterraneo“: si tratta di laboratori e corsi di biologia marina avviati ad aprile con gli studenti delle scuole medie di Ostia, per analizzare i fondali delle secche, gli acquari didattici, oltre ai cavallucci ed alle stelle marine a rischio di estinzione. Senza dimenticare i progetti di ricerca sui delfini tursiopi, per intenderci quello della serie tv Flipper, la specie più amica dell’uomo.

Finora i ricercatori hanno realizzato più di centouscitein mare, con oltre quattrocento ore di monitoraggio sulla vita e le abitudini dei soli delfini tursiopi, costretti a fare i conti con inquinamento marino ed altre minacce.

Perché in mare il rischio più grande continua a rimanere la pesca. Tuttavia, grazie ad un accordo con i pescatori di Ostia, le specie marine non destinate alla vendita sono recuperate ed ospitate alla “Casa del mare” per essere poi reintrodotte nel loro habitat naturale.

Ed è evidente che tutto ciò non possa non richiamare turismo ecosostenibile.

Non a caso, le escursioni in barca e le immersioni stanno registrando il tutto esaurito, anche in vista del ponte del 2 giugno.

Del resto, immergersi in questa oasi sottomarina è un’esperienza che lascia a bocca aperta: si nuota in un mondo magico, ovattato, come in una bolla di colori ed emozioni, tra delfini, tartarughe ed aquile di mare, parenti stretti di squali e razze marine.

Inoltre, sul fondale si nuota al filo di una barriera rocciosa nata a 18 metri sotto il livello del mare, dove le colonie di corallo nero – soprannominato falso perché non ha nessun valore commerciale pur essendo raro – crescono addosso alle gorgonie e ai coralli, sia morti che vivi, raggiungendo finanche i due metri di altezza.

All’entrata di ogni anfratto, poi, crescono le margherite di mare, antozoo o spugne dall’intenso colore giallo o arancione, fluttuanti al ritmo delle correnti marine, mentre  accompagnano banchi di pesci o aragoste, murene, corvine e polpi.

Maurizio Gubbiotti, Presidente di RomaNatura non ha potuto non evidenziare quanto segue: “Quest’anno l’interesse turistico per le secche di Tor Paterno è crescente e, già ora, in apertura di stagione, stiamo registrando un incremento fortissimo sia per i balneari che per i diving. Si tratta di una grande opportunità di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio naturale di un territorio che sta assumendo progressiva consapevolezza delle sue potenzialità straordinarie…”. 

Un vero spettacolo della natura: da non perdere… Assolutamente!

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