Lampedusa, 94 morti in naufragio barcone con 500 migranti a bordo

tragedia lampedusaE’ destinato a salire il numero delle persone decedute in mare al largo dell’isola: a poca distanza dalla riva l’imbarcazione  ha preso fuoco e si è rovesciata. Tratti in salvo 150 ma all’appello risultano ancora dispersi 250 tra loro, oltre ai 94 corpi ritrovati.  


 Roma, 3 ottobre – Una senza precedenti quella che ha colpito i 500 migranti naufragati al largo di , a circa mezzo miglio dell’Isola dei Conigli. Sono 94 per ora i corpi restituiti dal mare e 150 le persone tratte in salvo, ma i 250 dispersi destano grande preoccupazione con il passare delle ore. Le speranze della Guardia costiera di riuscire a trovare naufraghi ancora vivi si affievoliscono di momento in momento e molti cadaveri ancora in mare sono stati intercettati. Tra i 94 deceduti anche una donna in cinta e due bimbi. Secondo la ricostruzione fatta attraverso il racconto dei superstiti,  il si è rovesciato a poca distanza dalla riva e ha preso fuoco. L’allarme è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona. Oltre al  lavoro incessante della Guardia costiera e di alcune imbarcazioni private, che si trovavano in quelle acque al momento della tragedia, a mezzogiorno dall’Aeroporto di Ciampino è decollato un Canadair dei Vigili del Fuoco diretto sull’isola di Lampedusa, con a bordo squadre di sommozzatori del Corpo con attrezzature per effettuare le ricerche in mare dei dispersi. Partito alla volta di Lampedusa anche il vicepremier e ministro degli Interni  Angelino Alfano che ha annullato la prevista conferenza stampa con i ministri Pdl a Palazzo Chigi. “ Basta! Ma cosa aspettiamo oltre tutto questo? E’ un orrore continuo” è il grido di dolore e disperazione del di Lampedusa Giusy Nicolini. L’intero hangar dell’aeroporto si è trasformato in una camera mortuaria, a causa dell’elevato numero delle vittime e l’emergenza non trova soluzione adeguata neanche per i sopravvissuti: durante la notte era approdata sull’isola un’altra ‘carretta del mare’ con 463 persone a bordo.

Soccorritori e forze dell'ordine vicino ai cadaveri di alcuni migranti affogati al largo delle coste sicilianeI profughi sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza. “Non sappiamo più dove mettere i morti e i vivi” è l’allarme lanciato dal sindaco Nicolini. “Preghiamo Dio per le vittime del tragico a largo di Lampedusa” è il primo tweet di subito dopo l’annuncio della tragedia. E poi, parlando ai partecipanti al convegno sulla Pacem in terris: “Viene la parola vergogna: è una vergogna!”, – dice – “uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle”.

 


Lascia un commento