Italia

La vera pandemia è il dominio indiscriminato dell’Uomo sull’ambiente.

By 23 Marzo 2020 No Comments

I presagi del giornalista scientifico David Quammen nel libro “Spillover” del 2012 mettono in luce che l’attuale pandemia si poteva evitare

di Benedetta Parretta

“Spillover” è il titolo del libro scritto dal giornalista scientifico nord-americano David Quammen, un giallo “investigativo” del 2012.  Queste pagine hanno anticipato di otto anni la pandemia che oggi ha messo in ginocchio tutto il mondo, per la grave mortalita’ e rapidita’ con cui è arrivata. Molte volte gli scienziati riescono ad anticipare gli eventi perché studiano gli andamenti degli ecosistemi, sono i politici e le istituzioni che non danno le dovute attenzioni agli allarmi che arrivano dalle ricerche scientifiche.                                                                                                                                                                          

David Quammen racconta in modo via via avvincente come si muovono i cacciatori di virus cui questo libro è dedicato, entrando con uno spirito diverso nelle grotte della Malesia sulle cui pareti vivono migliaia di pipistrelli, o nel folto della foresta pluviale del Congo, alla ricerca di rarissimi, e apparentemente inoffensivi, gorilla. Ed infine scoprirà che ciascuno di quegli animali, come i maiali, le zanzare o gli scimpanzé che si incontrano in altre pagine, può essere il vettore della prossima pandemia – di Nipah, Ebola, SARS, o di virus dormienti e ancora solo in parte conosciuti, che un piccolo spillover può trasmettere all’uomo . Così come sta avvenendo anche per questo Covid-19


“Quando un virus effettua uno spillover, un salto di specie da un portatore animale non-umano agli esseri umani, e si adatta alla trasmissione uomo-uomo, quel virus ha vinto la lotteria: ora ha una popolazione di 7.7 miliardi di individui che vivono in alte densità demografiche, viaggiando in lungo e in largo, attraverso cui può diffondersi” spiega Quammen in un’intervista (https://www.wired.it/) .

Sconvolgendo gli ecosistemi naturali e animali, i virus hanno trovato come ospite l’uomo, e lo uccidono come in questa grave influenza polmonare (polmonite) che può portare a grave insufficienza renale e morte.                          Gia’ nel 2002 ne abbiamo avuto una prova con il virus “Sars-cov” anch’esso con sintomi della sindrome respiratoria acuta grave, così come con il virus “Mers-cov” responsabile della sindrome respiratoria mediorientale simile al virus precedente, il virus “Ebola” trasmesso attraverso i fluidi corporei presenti nella frutta e nei pipistrelli, e il virus “Hiv” che si trasmette anche tramite rapporti sessuali, trasmissione ematica e trasmissione verticale madre-figlio.                                                            

Nel libro di Quammen è evidenziato che come questo virus letale ne arriveranno tanti altri con lo scioglimento dei ghiacciai. La ricerca scientifica avrebbe dovuto preoccuparsi con priorità assoluta di creare un vaccino universale per curare tutta la famiglia dei “Coronavirus”, che facilmente passa dal mondo animale a quello umano modificandosi sempre.                                                           

Appena scoppiata l’epidemia a Whuan in Cina avrebbero dovuto chiudere le frontiere e adottare le misure necessarie per non farci trovare impreparati, e comunque prepararci all’ipotesi di una epidemia, perché bisognava evitare  che attraverso “l’ospite 0” il virus si diffondesse tanto da far così scoppiare la pandemia.                                                                                                                             

L’uomo vuole dominare sulla Terra, ma si dimentica che tutti gli ecosistemi fanno parte di essa, e dovrebbe ricordarsi che ogni ecosistema può estinguersi se non vi è equilibrio al suo interno.

Questo virus è il risultato di ciò che fa l’uomo, ed oggi possiamo dire che il Covid-19 sta mettendo in ginocchio il mondo.  Il contagio avviene attraverso il contatto fisico, addirittura basta uno starnuto od un colpo di tosse a breve distanza tra chi è sano e chi ha contratto il virus, e date le statistiche dei viaggiatori in tutto il mondo, milioni di persone,  bisogna adottare le dovute precauzioni, le DPI( dispositivi di protezione individuale monouso, come le mascherine), ed è indispensabile stare in quarantena.                                                                                             

 “Prepararsi al peggio e non perdere la speranza” è ciò che Quammen suggerisce come suo messaggio finale e alla luce di quel che sta accadendo non aveva tutti i torti. In questo periodo molta è la paura che ci invade e prende il sopravvento dentro ognuno di noi, tanti sono i pensieri negativi che affollano la mente e offuscano il giudizio e soprattutto chiara è la fragilita’ della nostra comunita’ che vive male questa emergenza epocale.

E’ fondamentale, dunque, impegnarci come comunita’ globale e comprendere che ora come ora la bellezza insita nella multiculturalita’ delle nazioni che fanno parte di questo nostro mondo, ha un solo scopo, la vittoria contro il virus che ci assicura la sopravvivenza.  Restare uniti dunque e con forza non dimenticare che abitiamo tutti su un unico pianeta, e che sostenersi in maniera reciproca potrebbe rivelarsi un piccolo barlume di speranza.                                                                          

Un giorno magari tutto questo potrebbe mostrarsi solo un vecchio e amaro ricordo, ma racchiude in sé un grande insegnamento: imparare ad ascoltare chi ha avuto la capacita’ di fare delle previsioni guardando oltre il velo delle apparenze, e reagire con quella consapevolezza tale da ricordarci che la lotta al potere tra paesi, l’incremento dell’economia, i diverbi politici saranno sempre in secondo piano rispetto al valore singolare e straordinario della vita.


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