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La Toscana è pronta ad attrarre investimenti in alta tecnologia e innovazione—Tuscany is ready to attract investments in high technology and innovation

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di emigrazione e di matrimoni

La Toscana è pronta ad attrarre investimenti in alta tecnologia e innovazione

di Marco Andreozzi

La proiezione demografica dell’Italia è una questione che pare poco trattata dai media nazionali. Le Nazioni Unite prevedono che al 2050 – tra una generazione – la popolazione europea si sarà ridotta del 5%, con una persona sopra i 65 anni per ogni due persone in età lavorativa (cosiddetta), da un rapporto 4:1 del 2015. In USA una ogni tre. L’età media al 2050 sarà intorno a 47 anni rispetto a 43 in USA, e contro i 38 anni di fine millennio. In questo quadro, per l’Italia si prevede la perdita di ben 1/4 della forza lavoro e 1/10 dei propri abitanti, con conseguente aumento della spesa pubblica per pensioni e sanità a scapito del debito. E’ un problema grave da affrontare oggi.

E’ evidente che per invertire la rotta l’Italia deve tornare a generare valore aggiunto a ritmi superiori di quelli attesi già dal 2022, 4%, e per far ciò è altrettanto chiaro che si deve tornare ad essere parte delle rotte di migrazioni attive, attraendo più capitale, sia umano che monetario in termini di investimenti imprenditoriali. Però, piuttosto che solo multinazionali, più spesso interessate ad acquisire tecnologia italiana per poi eventualmente muovere su mercati a basso costo, è utile che più imprenditori e cervelli dall’estero vengano ad investire e piantare nuove iniziative d’impresa in Italia. In modo particolare in alta tecnologia e vera innovazione, dove per ogni nuovo posto di lavoro se ne creano statisticamente due nei servizi.

La Valle dell’Arno, dall’Aretino passando per la grande piana Firenze-Prato-Pistoia e l’area logistica Pisa-Livorno è luogo ricchissimo di storia anche nello sviluppo scientifico, accademico e industriale. Il cosmopolitismo della Toscana nel mondo dell’arte-architettura-ambiente-turismo è il volano-chiave cui agganciarsi affinché il territorio diventi attrattore globale di talenti imprenditoriali ed entri nella mappa mondiale dei luoghi d’innovazione. Alcune basi ci sono. In Toscana (6,3% della popolazione italiana) operano 500 multinazionali estere industriali, 1/9 di tutta l’Italia; e l’esportazione vale circa il 9% del Paese, con settori di assoluta eccellenza globale soprattutto nel segmento del lusso. Tuttavia, l’ecosistema di supporto va creato, servizi avanzati che risorse umane professionali possono fornire a sistema con accademie che vogliano aprirsi davvero. Nel quadro dei fondi del PNRR, l’accelerazione del passaggio scienza-mercato e il supporto a crescita e sviluppo d’impresa sono obiettivi perseguibili se il territorio risponde alle necessità, logistica inclusa.

La digitalizzazione ben si confà con le caratteristiche di ‘serendipità’ della Valle dell’Arno, sicché parchi industriali e poli tecnologici siti anche in zone meno urbane possono migliorare in attrattività e produttività. Nello stesso tempo, amministrazioni comunali possono puntare su strategie volte ad acquisire nuovi insediamenti imprenditoriali di alta innovazione da fuori Toscana e dall’estero, ad aumentare la diffusività del cosiddetto ‘grappolo’ tecnologico. Questo quadro di ‘innovazione aperta’ è più inclusivo, sulla scia di una certa tradizione di coinvolgimento delle comunità locali, e l’operare a più stretto contatto di accademia, nuova impresa, PMI e grandi aziende genera ricadute endogene di ulteriore innovazione. Se diviene cinetico tale ciclo virtuoso, ulteriore progresso e benessere diffuso sono il risultato. Il mondo è in perenne cambiamento. Simili valutazioni sono applicabili ad altri territori d’Italia.

di emigrazione e di matrimoni

Tuscany is ready to attract investments in high technology and innovation

by Marco Andreozzi

The demographic projection of Italy is an issue that seems little dealt with by the mainstream media. The United Nations predicts that by 2050 – in one generation – the European population will have shrunk by 5%, with one person over 65 for every two people of working age (so-called), from a 4: 1 ratio in 2015. In USA, one every three. The average age in 2050 will be around 47 years compared to 43 in the USA, and against 38 years at the end of the millennium. In this context, Italy is expected to lose as many as 1/4 of the workforce and 1/10 of its inhabitants, with a consequent increase in public spending on pensions and health care at the expense of debt. It is a serious problem to be addressed today.

It is clear that to reverse the trend, Italy must return to generate added value at higher rates than those expected already from 2022, 4%, and to do this it is equally clear that it must return to being part of the active migration routes, attracting more capital, both human and monetary in terms of entrepreneurial investments. However, rather than just corporates, more often interested in acquiring Italian know-how and then eventually moving to low-cost markets, it is useful that more entrepreneurs and brains from abroad come to invest and startup in Italy. Especially in high technology and true innovation, where for each new job statistically two are created in services.

The Tuscany’s Arno River Valley, from the Aretium region through the large Florence-Prato-Pistoia plain and the Pisa-Livorno logistics area, is a place rich in history as well as in scientific, academic and industrial development. The cosmopolitanism of Tuscany in the world of art-architecture-environment-tourism is the key momentum to join so that the territory becomes a global attractor of entrepreneurial talents and enters the world map of innovation sites. So far, there are some bases. In Tuscany (6.3% of the Italian population) there are 500 foreign industrial multinationals, 1/9 of all Italy; and the export is worth about 9% of the whole country, with sectors of absolute global excellence, especially in the luxury segment. However, the supporting ecosystem needs to be created, advanced services that professional human resources can provide to the system with academies that really want to open up. Within the framework of the EU recovery and resilience funds, the acceleration of science-to-market transition and support for business growth and development are goals that can be pursued if the territory meets the needs, including logistics.

Digitization is well suited to the ‘serendipity’ characteristics of the Arno River Valley, so that industrial parks and technology centers that are located in less urban and more country sides can improve attractiveness and productivity. At the same time, municipal administrations can focus on strategies aimed at acquiring new highly innovative entrepreneurial settlements from outside Tuscany and abroad, to increase the diffusion of the so-called technological ‘cluster’. This framework of ‘open innovation’ is more inclusive, in the wake of a certain tradition to involving local communities, and the closely working of academia, startups, SMEs and large companies generates endogenous fallout of further innovation. If this virtuous cycle becomes kinetic, additional progress and widespread well-being are the result. The world is constantly changing. Similar assessments are applicable to other territories of Italy.

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