Italiani nel Mondo

La Tortura dell’Anima – The Torture of the Soul

By 18 Giugno 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La Tortura dell’Anima

Per nascita e quindi per legge Sara Gama, capitano delle Azzurre, è italiana a tutti gli effetti. Il razzismo non ha un ruolo in una società moderna, è l’antitesi del concetto che siamo tutti nati con gli stessi diritti e doveri

Di Gianni Pezzano

Per la terza volta mi sono trovato a subire due ore di tortura durante una partita di calcio. La partita tra le nazionali della mia anima, l’Italia e l’Australia, nel mondiale femminile in Francia ha suscitato i ricordi delle altre due volte, nei giochi olimpici di Sydney del 2000 vinta dagli Azzurri con un gol di Pirlo e poi il quarto di finale nei mondiali del 2006 in Germania con la vittoria italiana su rigore di Totti che ha portato alla conquista del nostro quarto titolo mondiale.


Però, la partita di domenica aveva un aspetto particolare e non solo perché ora abito in Italia.

In Australia il calcio è ancora considerato da molti il wogball, lo sport dei non australiani che non è degno d’essere giocato da “uomini veri” che praticano il football australiano, oppure una delle due versioni del rugby, l’Union e il League. Era lo sport che molti utilizzavano per giustificare le discriminazioni che abbiamo subito.

Come sempre durante queste partite mi sono trovato a festeggiare e disperarmi allo stesso tempo: al vantaggio delle Matildas australiane, poi al pareggio e al gol vittoria della Azzurre. Non so mai per chi tifare in queste partite e alla fine mi trovato stremato emozionalmente.

A partita finita volevo mettere in parole i miei sentimenti e pensieri, ma davanti al pc ho capito che non ero pronto per farlo e la notte mi ha fatto capire il perché. Quel che devo raccontare non è l’esito della partita, ma quel che molti all’estero non hanno visto e che non ci fa onore, anzi…

Bigotti

Come ormai è consuetudine nei tornei sportivi internazionali la FIGC, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha rilasciato sulla stampa e ai social media, la foto di gruppo ufficiale delle giocatrici che rappresentano il paese al torneo francese. I volti sorridenti delle ragazze sono belli da vedere, ma in pochi minuti una parte del paese si è fatta sentire perché offesa da un dettaglio della foto.

Abbiamo letto frasi come “perché è in mezzo lei?”, “ma quella non è italiana”, “come fa a essere italiana?” oppure, peggio ancora, “quella non mi rappresenta”. A rendere questa campagna denigratoria ancora peggiore sono state le accuse che la federazione voleva “fare politica” contro il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini della Lega.

Ma cosa c’era in quella foto che ha attirato i commenti della parte ‘bigotta’ del paese?

La risposta è semplice, è la bella ragazza in mezzo nella prima fila che ha la pelle scura, i capelli ricci e, per molti dei critici ancora più allarmante, è soprattutto la “capitana” della nostra nazionale.

La Capitana

E chi è Sara Gama, l’azzurra che porta il numero 3 e anche la fascia da leader delle Azzurre?


La trentenne è nata e cresciuta a Trieste, da padre congolese e madre italiana. Attualmente gioca per la Juventus della quale è anche capitano della squadra che ha vinto gli ultimi scudetti e una Coppa Italia. Dal 2008 gioca per la Nazionale per la quale ha giocato ben oltre cento partite segnando cinque reti. Bisogna far notare che la tradizione italiana è che il capitano della nazionale è sempre colui o colei che ha giocato più partite.

In parole povere, per nascita e quindi per legge Sara Gama è italiana a tutti gli effetti.

Il nuovo volto

Quindi la domanda da fare ai critici è: come fa una ragazza nata e cresciuta in Italia che, cittadina del paese, ci rappresenta nei tornei sportivi internazionali più importanti a NON essere italiana?

Tristemente chi scrive le offese sui social media non pensa a questo, ma nega quel che deve essere ovvio a tutti ormai, il volto d’Italia sta cambiando e succede da tempo.

Per essere nato e cresciuto in Australia da genitori italiani, posso testimoniare che questi comportamenti non succedono solo nel Bel Paese. Purtroppo, i pregiudizi di alcuni non si limitano solo ai pensieri, ma si esprimano sempre sui social media e, come vediamo nei giornali e i telegiornali anche in pubblico, mezzi pubblici, ai bar e persino nei campi sportivi.

Infatti, troppe volte negli ultimi anni giocatori stranieri negli stadi italiani sono stati soggetti di cori vergognosi da parte di tifosi avversari per il motivo sciocco del colore della pelle.


Senza colore o passaporto

Noi che abbiamo vissuto all’estero abbiamo sentito innumerevoli volte la battuta che italiano  è sinonimo di Mafia, anche se la stragrande maggioranza di noi non ha mai commesso un atto criminale. Ma questo non cambia il fatto che il ‘bigotto’ straniero ci vede cosi.

Il giudizio che gli stranieri hanno fatto di noi non si basa sui nostri atti personali ma sulle nostre origini, sul nostro passaporto e anche sul colore della nostra pelle, perché in alcune paesi non siamo considerati “bianchi”.

I bigotti, cioè i razzisti, giudicano la persona dal colore della pelle, dall’accento, dalle origini e dal passaporto.

Ma chi utilizza la “razza” per disprezzare e odiare il vicino non vuol capire che la Bellezza e la Stupidità, il Genio e la Criminalità non hanno colore di pelle, non hanno origini specifiche e certamente non hanno una lingua o un passaporto che identifica una persona in una di queste quattro categorie.

Si deve giudicare l’individuo solo sul comportamento sociale, sulle proprie capacità e i propri talenti, sulle proprie imprese, i propri reati e nei propri delitti. E questo non succede con il razzismo.

Anima

Chi crede nel Cristianesimo crede nell’anima e altri credono nel Karma che premia o castiga il comportamento individuale. Ma nel razzismo, che vediamo sta tornando alla ribalta in troppi paesi, quasi sempre come volto del “nazionalismo” cieco vediamo che sta tornando di moda grazie a certi politici in molti paesi, compreso il nostro, il metro per giudicare le persone è proprio quello degli aspetti che nessuno di noi potrà mai controllare perché non decidiamo il colore della nostra pelle, dove nasciamo e con quale passaporto.


Allora perché disprezzare, criticare, inveire contro il volto nuovo e nei casi estremi aggredire e persino uccidere persone perché sono diverse da noi?

Sì, la partita di domenica per me è stata l’ennesima battaglia tra le due parti della mia anima, ma nei giorni prima e dopo la partita la mia anima si è sentita ancora più torturata perché i commenti feroci contro la nostra rappresentante in Azzurro erano quelli che ho sentito contro di me troppe volte e resi ancora peggiori perché non erano in inglese ma in italiano.

Il razzismo non ha un ruolo in una società moderna, è l’antitesi del concetto che siamo tutti nati con gli stessi diritti e doveri. Ma il razzista crede che pelle, passaporto e origine decidono quali diritti possiamo godere e quali non. Questo non può far parte di una Democrazia moderna, in nessun paese, a partire dal nostro.

Perciò, se davvero vogliamo vedere una società equa dove tutti abbiano gli stessi diritti e doveri, è ora che prendiamo posizione contro un Nemico della nostra Costituzione, il razzismo.

Il nostro calcio ha finalmente cominciato a capire che bisogna agire contro i cori razzisti, ma non basta, è la battaglia di tutti noi che crediamo nei valori di quel che molti chiamano la “Costituzione più bella del mondo”. Il razzismo non ha ruolo nel nostro paese perché il momento che l’accettiamo contro una sola persona apriamo la porta ai pregiudizi e le discriminazioni.

Basta vedere i monumenti in giro per tutto il paese per ricordare l’esito di pregiudizi come questi.


 

di emigrazione e di matrimoni

The Torture of the Soul

By birth and therefore by law Sara Gama, the captain of our national female team, is Italian in all respects. Racism has no role in a modern society, it is the antithesis of the concept that we are all born with the same rights and duties.

By Gianni pezzano

For the third time I found myself suffering two hours of torture during a football match, The game between my soul’s two national teams, Australia and Italy in the women’s World Cup in France raised memories of the other two times, in the 2000 Sydney Olympics won by Italy with a goal by Pirlo and then the quarter final of the 2006 FIFA World Cup in Germany won by Italy with Totti’s penalty that led to our fourth World title.

However, Sunday’s game has a particular aspect and not only because I now live in Italy.

In Australia football (soccer) is still considered by many as wogball, the sport of non-Australians that is not worthy of being played by “true men” who play Australian rules football or one of the two versions of rugby, Union or League. It was the sport that many used to justify the discrimination we suffered.

As always during these games I found myself celebrating and despairing at the same time, when the Australian Matildas took the lead, then after the draw and winning goal by Italy’s Azzurre. I never know who to support in these games and at the end I was exhausted emotionally.

At game’s end I wanted to put my emotions and thoughts into words but when I was sitting at the PC I understood I was not ready to do so and the night made me understand why. What I had to tell was not the outcome of the game but what many overseas did not see and that does us no credit, rather…

Bigots

As is now the habit during international sporting competitions the FIGC, Italy’s Football Federation, released to the press and social media the official group photo of the players who represent the country in the tournament in France. The smiling faces of the young ladies are beautiful to see but in a few minutes a part of the country made itself heard because it felt offended by a detail in the photo.

We read phrases like “why her in the middle?”, “but she is not Italian”, “how can she be Italian?”, or worse still “that one does not represent me”. What made this derogatory campaign even worse were the accusations that the Federation was “playing politics” with the target Italy’s Interior Minister Matteo Salvini of the Lega.

What was in that photo that drew these comments from the bigoted part of the country?

The answer is simple, it was the beautiful young lady in the middle of the front row who has dark skin and curly hair and, for many critics even more alarmingly, is above all the captain of our national team.

The Captain

And who is Sara Gama, the Italian player who wears the number 3 and also the armband of the team’s leader?

The thirty year old was born and raised in Trieste of Congolese father and Italian mother. She currently plays for Juventus of which she is also the captain of the team that won the last two Italian national titles and an Italian Cup. She has been playing for the Italian national team since 2008 with which she has played more well over 100 games and scored five goals. It is worth noting that the Italian tradition is that the captain of the national team is always the player with the most games.

Put simply, by birth and therefore by law Sara Gama is Italian in all respects.

The new face

Therefore the question we must ask the critics is how can someone born and raised in Italy and then born an Italian citizen and who represents us in the most important international sporting competitions NOT be Italian?

Sadly those who write the offensive comments on the social media do not think of this but deny what must be obvious to everyone by now, Italy’s face is changing and this has been happening for some time.

As someone born and raised in Australia of Italian migrant parents I can testify that this behaviour does not happen only in Italy. Unfortunately, the prejudice of some is not limited only to thoughts but is always expressed on the social media and, as we are seeing, in the newspapers and TV news, in public, on public transport, in the bars and even in the sporting stadiums.

In fact, too many times in recent years foreign players in Italian stadiums have been subjected to shameful chants from opposing fans for the stupid reason of the colour of their skin.

Without colour or passport

Those of us who have lived overseas have heard countless times the crack that Italian is synonymous with Mafia, even if the vast majority of us have never committed a criminal act. But this does not change the fact that the foreign bigot sees us like this.

The judgments that foreigners have made of us is not based on our personal actions but on our origins, on our passport and also on the colour of our skin because in some countries we are not considered “white”.

The bigots, or rather the racists, judge a person on the colour of the skin, on the accent, on the origins and on the passport.

But those who use “race” to scorn and hate the neighbour do not want to understand that Beauty and Stupidity, Genius and Criminality do not have a skin colour, they have no specific origins and they certainly do not have a language or a passport that identifies a person as belonging to one of these categories,

Individuals must be judged purely on their social behaviour, on their personal skills and talents, on their deeds, their crimes and on their murders. And this does not happen with racism.

Soul

Those who believe in Christianity believe in the soul and others believe in Karma which rewards or punishes individual behaviour. But in the racism that is returning to the limelight in too many countries, almost always with the face of blind “nationalism”, we see coming back into fashion, thanks to certain politicians in many countries including our own, that the yardstick for judging people are those very aspects that none of us will ever be able to control because we do not decide the colour of our skin, where we are born and with which passport.

So why despise, criticize, revile the new face and in the extreme cases assault and even kill people because they are different from us?

Racism has no role in a modern society, it is the antithesis of the concept that we are all born with the same rights and duties. But the racist believes that skin, passport and origins decide which rights we can enjoy and which not. This cannot be part of a modern Democracy in any country, starting with ours.

Therefore, if we truly want to see a fair society we must all have the same rights and duties and it is time that we make a stand against our Constitution’s Enemy, racism.

Our football has finally begun to understand that we must act against the racist chants but it is not enough, it is the battle of all of us who believe in the values of what many call the “world’s most beautiful Constitution”. Racism has no role in our country because the moment we accept it against one single person we open the doors to prejudice and discrimination.

We only have to see the monuments around the country to remember the outcome of prejudices such as these.

Lascia un commento