La storia del ventennio ci riporta tre francobolli che non potrebbero esistere. E che però esistono!

By 9 novembre 2018Italia, Primo piano

Il 18 e il 19 novembre si svolgerà a Milano l’asta filatelica della “FERRARIO casa d’aste” e tra i tanti lotti interessanti spicca il lotto n.1645 che propone, alla sottoquotata base di €. 2.500,00, un “PARADOSSO STORICO/FILATELICO”: tre francobolli che, per le vicende storiche, esistono solo allo stato di nuovi e che non potrebbero esistere allo stato di usato

di Roberto Nardacci

 


Non ci credevo: nelle mie mani i tre“non emessi”della “Fratellanza d’armi” (quando un francobollo non è circolato è definito un “non emesso”) annullati da  timbri postali del 1941?… Assurdo!… Impossibile!

Le loro tirature furono occultate, ancor fresche di stampa e per volere di Mussolini, nei caveau del ministero delle poste dove giacquero dimenticate per l’intero corso bellico. I tre francobolli allo stato di nuovi, mai circolati e quindi mai postalmente timbrati, furono “scoperti” e strappati all’oblio dalla Repubblica che li fece conoscere nel 1946 tramite un’asta: un’asta che destò stupore, interesse e curiosità: nessuno aveva mai inteso prima alcuna notizia su quei tre “non emessi”… Impossibile quindi, reperirli “obliterati” con timbri postali del 1941.

Il 10 giugno 1940 Mussolini dichiarò l’entrata in guerra e subito, per propaganda a favore dell’Asse Roma-Berlino e della guerra comune, decise insieme all’alleato un’emissione filatelica congiunta denominata “fratellanza d’armi italo-tedesca”. Il bozzetto della serie italiana con i profili dei due dittatori fu commissionato a Carlo Mezzana.


Appena stampati i sei valori italiani, e poco prima che gli stessi fossero immessi nel circuito postale,  Mussolini fu informato che sul francobollo tedesco sarebbe apparsa la scritta “ZweiVölker und ein Kampf”.

Decise quindi di sostituire i tre valori più bassi con altri tre di pari valore e colore ma con diverso bozzetto con la didascalia “DUE POPOLI UNA GUERRA”.

I tre valori più alti, stessa vignetta dei tre “occultati” furono emessi  il 30 gennaio del 1941 sincronicamente  con l’emissione tedesca egli altri tre, con vignetta modificata, furono fatti circolare il 2 aprile dello stesso anno.

Ma se in Italia l’ufficio propaganda era efficiente, lo era anche il P.W.E. (Political Warfare Executive)inglese che eseguì nell’ottobre del 1943 una versione ironica delle due vignette realizzando due falsi di guerra  altrimenti detti imitazioni di guerra, francobolli di spionaggio, o anche di propaganda. In una di queste versioni Mussolini fu reso ridicolo raffigurandolo atterrito con Hitler che lo guarda torvo e minaccioso sulla campeggiante falsificata nuova irridente versione didascalica: DUE POPOLI UN FURHER.

Parallelamente alla visibile guerra degli eserciti si svolgevano altre guerre, silenziose e invisibili, con protagonisti spie, agenti segreti e… francobolli: spy stamps! Avversari e oppositori politici stamparono diversi francobolli falsi per delegittimare i capi tedeschi e italiani. Tra le operazione legate a francobolli di propaganda fu particolarmente ingegnosa e originale la beffa “OperationCornflakes”dell’Office of Strategic Services degli Stati Uniti.“O.C.” fu il nome in codice di un piano ingegnoso ed originale: il  5 gennaio 1945 venne bombardato un treno delle poste tedesche a Leinz. E, insieme alle bombe, furono gettati pacchi contenenti  corrispondenza falsa con indirizzi veri affinchè fosse poi recuperata insieme alla posta originale tra i rottami.  Corrispondenza falsa affrancata con falsi di guerra: un Hitler trasfigurato in un teschio con la scritta “Futsches Reich”.  E, all’interno di pacchi e missive,  materiale propagandistico tra cui false copie  del giornale nazionalsocialista “DasNeueDeutschland”. Che beffa!!!: Usare postini “nazisti” della DeutescheReichpost per recapitare ai tedeschi propaganda anti-nazista! Il vero meta-messaggio dell’operazione Cornflakes ed altre simili consisteva proprio nel dimostrare anche agli stessi tedeschi  la penetrabilità delle loro  difese naziste.

Dopo queste curiose ed aneddotiche divagazioni storiche torniamo, rimanendo in tema,  ai nostri tre non emessi obliterati ed  al racconto del discendente collaterale di  un gerarca: “ Ho rinvenuto queste tre cartoline tra vari oggetti ereditati e la versione tramandata in famiglia era che Mussolini, nel momento stesso in cui ordinò di occultare i tre valori fatti sostituire, si fece consegnare alcune serie comprendenti anche i “non emessi” per farne dono ai gerarchi italiani e tedeschi.  Si dice che almeno uno di questi gerarchi però, in occasione della XV Giornata Filatelica Nazionale di Torino dell’ottobre 1941 svoltasi al Grand’Hotel Principe di Piemonte,  si fece obliterare su cartoline ufficiali della Manifestazione tutti i valori: emessi e “non emessi”…Quando poi, dalle pieghe del tempo e della  storia queste cartoline mi giunsero , i “tre” erano già accompagnati dalla perizia di Caffaz di Padova. E Caffaz, a cui subito telefonai, mi dichiarò che prima di allora non gli era mai capitato di vedere i tre non emessi della“fratellanza” obliterati… In modo analogo mi risposero tutti gli altri famosi periti filatelici che interpellai.

E’ sintomatico considerare,per mero raffronto, che invece in tutti gli studi peritali sono passati parecchi esemplari annullati del “non emesso” italiano più famoso in assoluto, ossia  il “Gronchi rosa”.

E quindi, al contrario di questo famoso francobollo italiano considerato assai raro, desta emozione la probante ipotesi che i tre “non emessi” della “Fratellanza” siano addirittura UNICI allo stato di “obliterati”.

(Roberto Nardacci, appassionato studioso e cultore di filatelia,  condivide la tesi di Federico Zeri che il francobollo è da considerarsi alla stregua di un multiplo d’arte. E di Arte e con l’Arte R.N. ha convissuto e vissuto professionalmente: gìà editore d’arte (edizioni  IL NARDO e IL TETTO) ed amministratore e direttore artistico della ex Galleria IL TETTO di Via Margutta in Roma è stato sentimentalmente legato per 28 anni alla pittrice e campionessa italiana di scacchi Daniela Romano prematuramente scomparsa nel 2009).

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