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Diritti umani

La scacchiera di Onnon, una bellissima realta’ sociale

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Tempo di lettura: 11 minuti

“La scacchiera di Onnon” più che Associazione va chiamata squadra: squadra la cui vittoria è farsi promotrice tra i piccoli e i grandi di una cultura del Benessere, della Gentilezza, della Cooperazione, della Solidarietà, della Legalità, dell’Inclusione, dell’Apprendere e del Conoscere in stile “Outdoor education”.

Di Francesca Rossetti

Oggi siamo con Elisabetta Luisa Ciraco’, Presidente della Scacchiera di Onnon di Cesena che dietro a questo nome cosi’ particolare nasconde una importantissima realtà sociale: a lei la parola.

Come nasce la Scacchiera di Onnon e di che cosa si occupa?

L’idea della Scacchiera di Onnon è iniziata dentro aule universitarie. La mia attività di docente al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, incoraggiata dal desiderio del ‘nuovo’ e sostenuta dalla ricchezza che la mia esperienza nel Servizio Pubblico e in tanti altri campi mi aveva consegnato.

Incontrando stupore e sorpresa: venivo da un’idea di sviluppo e di apprendimento vis-a-vis, mano-a-mano, testa-a-testa, vedo giovani che chiedevano più slides che parole, più schermi che volti, più libri che esperienze interattive. Nacque la necessità di un diverso stile didattico in aula, la cui riuscita sarebbe stata misurata in “sguardi”, cartine tornasole di un effettivo passaggio da “ascoltatori passivi” ad ascoltatori attivi, interattivi…vivi. L’intento ero aumentare la capacità critica, il coraggio di dire, il rispetto dell’ascolto e del pensiero dell’altro, l’attenzione al non giudizio e a sottolineare la ricchezza del condividere i propri pensieri, del riflettere in gruppo, del coltivare e seminare curiosità. Il tutto accompagnato da un leit motiv: uno stile gentile, creativo ed accogliente.

La trasformazione in un’aula con terreno fertile, innaffiato da giovani attenti e curiosi con le mani alzate, laddove venivano messi nella condizione di sentirsi loro stessi responsabili del terreno e dei suoi futuri frutti. La coltivazione non mi ha mai deluso: sono fiorite opportunità, conoscenze nuove, confronti, prospettive e soprattutto riflessioni tra giovani e colleghi. Scoprire che era possibile apprendere sperimentando sul campo, meglio ancora se all’aperto (nei luoghi, “dentro” le esperienze), e che questo attivava immediatamente l’interesse e la passione, la ricerca dei propri significati e dei propri punti di vista rispetto agli autori “da libro”…era per me una scommessa vinta!

Questo approccio ri-evoluzionario incontrò sguardi perplessi nei corridoi accademici ma anche nuovi incontri, sapendo guardare oltre. Le due studentesse, Francesca e Ketty, oggi care colleghe ancora al mio fianco, disposte ad accogliere con coraggio e determinazione la sfida: quella di poter dire qualcosa sulle potenzialità di questo apprendimento sul campo che insieme avevamo sperimentato. È nata così un’idea di ricerca: presa una scacchiera, a me cara per implicazioni affettive e relazionali, e qualche libro, ci siamo rivolti ai bambini e ai ragazzi nelle scuole per provare a dimostrare quanto l’apprendimento passasse attraverso l’esperienza fatta con il corpo. Il gioco degli scacchi si è rivelato un veicolo di infinite opportunità e conoscenze, di spunti didattici, interdisciplinari ma soprattutto di socializzazione, di valori…di sviluppo a 360 gradi.

L’obiettivo che si veniva definendo era sì l’apprendimento ma soprattutto il benessere di bambini, giovani e della comunità educante…sostenuti GIOCANDO.

È questo il nucleo fondante di quella che oggi, dopo tanto seminare e raccogliere, è diventata l’Associazione “La scacchiera di Onnon”: essa è intenzionata ad operare nel sociale per suggerire alla comunità riflessioni utili, frutto delle proprie esperienze professionali e condivise con colleghi oggi presenti, proporre strumenti alternativi e concreti per il riconoscimento e la valorizzazione delle risorse di ciascuno, il tutto grazie ad un Team unito nel lavoro, nel pensiero, nelle riflessioni, nell’ipotesi di cambi di prospettiva, nel coraggio di alimentare fin dai primi momenti di vita dei bambini la possibilità di stare bene: un diritto per loro e un dovere per noi adulti che ne siamo responsabili.

Luglio 2020 – L’Associazione La Scacchiera di Onnon

nasce da un gruppo di professionisti nel campo dell’educazione, della pedagogia, della psicologia evolutiva interessati a creare un luogo comune caratterizzato dai principi di solidarietà, gentilezza e inclusione tra le persone.  La nascita dell’Associazione è stata resa possibile grazie all’appoggio di diverse figure professionali che ci hanno accompagnato e che hanno creduto con noi nell’importanza di prendersi cura dai piccoli ai più grandi, nei differenti bisogni di ciascuno a beneficio del “proprio star bene” ma anche del “bene collettivo”. Un gruppo di persone, incontrate in ambito universitario e non solo che, dopo anni di esperienza professionale e clinica, nel campo psicologico-pedagogico-educativo-terapeutico, si sono chiesti/e come poter fare per depositare i propri saperi a beneficio di altri e creare opportunità pratiche e concrete. Con tenacia, coraggio e sfida ho preso in mano il timone e chiesto alle persone della squadra, di lasciarsi coinvolgere in questa avventura seppur faticosa ma, con il desiderio di essere di supporto alla comunità educante come costruttori di caselle su un terreno comune qual è la scacchiera, metafora della vita!

Con quali principi? Condividiamo l’idea che …

–  Quando osserviamo i bambini è bene ricordarci che Il comportamento del bambino è il suo linguaggio, contestualizzando i diversi ambienti e sistemi di vita, quelli familiari e sociali nel quale si trova!

Immaginiamo che il bambino possa confrontarsi nel mondo con riferimenti di adulti e educatori che abbiano come priorità la cura della formazione del Sé, dell’intelligenza pratica-emotiva-cognitiva sin dai primissimi anni di vita.

Quindi pensiamo di poter essere di aiuto agli insegnanti suggerendo di essere alleati del bambino e non dell’errore, offrendo opportunità nella libertà dell’esplorare, della creatività, dell’arte, della curiosità del sapere, dell’appassionarsi in un clima sereno, accogliente ed amorevole, dove la fiducia nelle loro capacità è lo sguardo attento e costante.

Ci interroghiamo sulle modalità nell’apprendere, che favoriscano nel bambino e potenzino tutti i domini e tutte le funzioni presenti nel bambino e non solo quelle verbali che solitamente sono più sollecitate a discapito dell’esperienza corporea, visuo spaziale e della conoscenza.

Riconosciamo l’importanza del proprio TEMPO che ogni conquista richiede, soprattutto nell’apprendimento. Quindi, accompagnando il bambino ad apprendere attraverso la curiosità, l’interesse, sfida ed il diritto all’errore. In una cornice sociale e politica che investa nelle generazioni future  mettendo al centro, l’attenzione alla crescita e si rivolge alla salute psicofisica. Condividiamo gli sguardi di illustri menti, quale è stato G.Franco Zavalloni, come dirigente scolastico nel territorio emiliano e della prof.ssa Daniela Lucangeli, sugli stili educativi nel contesto scolastico e molti altri ancora.

 Ci incuriosiscono ed orientano gli studi attuali delle neuroscienze, dell’educazione emotiva e dei “Bisogni irrinunciabili dei bambini” citando un noto pediatra qual è stato Berry Brazelton.

Siamo convinti che spazi e luoghi in natura sono contesti facilitanti e favorevoli alla stessa nostra natura come essere umani!

Quali i valori dell’Associazione

“La scacchiera di Onnon” più che Associazione va chiamata squadra: squadra la cui vittoria è farsi promotrice tra i piccoli e i grandi di una cultura del Benessere, della Gentilezza, della Cooperazione, della Solidarietà, della Legalità, dell’Inclusione, dell’Apprendere e del Conoscere in stile “Outdoor education”.

L’Associazione costituitasi in luglio 2020 è in realtà il punto di arrivo e quello più recente di un percorso iniziato diversi anni prima in ambito universitario e professionale. Si rivolge a bambini, adolescenti, famiglie, insegnanti, educatori, adulti … ognuno è portatore della propria “casella” unica e preziosa sulla scacchiera a beneficio della Comunità.

Come?

Attraverso laboratori, formazioni, corsi e altre attività, intendiamo sostenere lo sviluppo e la crescita in armonia, la cura e il benessere della comunità sociale e educante. Pensando di riappropriarsi della ricchezza dell’apprendere “fuori dall’aula” e nella natura ma anche dello stesso significato dell’origine della parola “scuola” che in greco Scholè, vale a dire ozio, riposo, tempo libero e piacevoli momenti di uso della propria mente, dedicandosi allo studio e al ragionamento per il puro gusto di avere un tempo dedicato a farlo.

Come sia successo che la scuola si sia tramutata nel tempo in un luogo di fatica e di solo impegno, di insuccessi ed errori, almeno per alcuni studenti, sarebbe un discorso davvero lungo ma utile da fare.

Riprendere il senso autentico della scuola sarebbe utile, tanto più ora con la crisi della pandemia ancora in corso, che tanto ci ha fatto riflettere sulla scuola come un bene comune, perché ambiente di sviluppo della mente e strumento di costruzione della conoscenza che, da sola, rende liberi. Rispettando il modo di essere di bambini e bambine, la scuola ha proprio bisogno di tornare ad essere un ambiente di gioco e di divertimento, perché se c’è una cosa che abbiamo capito in questi mesi, è che stare all’aperto fa bene alla salute.

E’ un invito a fare scuola usando il mondo come un’aula a cielo aperto, oggi sono molte le testimonianze di persone impegnate nell’educazione fuori dalle aule scolastiche in diverse realtà italiane che testimoniano l’efficacia di questa esperienza sullo sviluppo del bambino. Sappiamo che la scuola e l’educazione sono diritti inalienabili in qualsiasi società che intenda qualificarsi come civile, attraverso percorsi qualificati e nondimeno piacevoli, strutturati e al tempo stesso guidati dall’obiettivo di liberare dall’ignoranza, permettendo con la giusta distanza la centralità dei bambini e delle bambine, considerati come i veri attori e protagonisti del proprio sviluppo e della propria crescita.

Auspichiamo ad un nuovo “patto” di collaborazione tra tutti gli adulti interessati a far crescere le nuove generazioni con queste attenzioni: insegnanti, famiglie, dirigenti, personale ausiliario e così via. Ricordando agli adulti che “tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma alle volte pochi di essi se ne ricordano!”.

 Chi ne fa parte e come è stato scelto questo nome così originale?

La nostra associazione ha avuto questo privilegio, di dialogare e confrontarsi con pionieri nell’ambito educativo quali sono:  il Prof. Andrea Canevaro, che non ha bisogno certo di presentazione essendo conosciuto a livello mondiale come pedagogista, il quale proprio in questo anno 2022 ci ha lasciati. Il Dr. Francesco Ciotti, neuropsichiatra e pediatra con lunga carriera nel servizio pubblico ed universitario, la dott.ssa Sabrina Braga, che si occupa della ricerca sull’infanzia in Brasile e l’intero  team di psicologi e psicoterapeute, le dottoresse Francesca Addarii, Elisabetta Ciracò, Ketty Polo, impegnati nella ricerca e che operano a sostegno e cura dei bambini, degli adulti e delle persone. Infine, anche il rispetto dei “diritti” soggettivi e della comunità, rappresentati dal contributo e presenza dell’Avvocato Maria Luisa Sassi tra di noi.

Insomma, mi piace immaginarci come un gruppo che si lascia appassionare, si incuriosisce, si fa domande sulla qualità del vivere umano, ama le sfide ed è tenace, soprattutto crede nell’inestimabile valore insito nell’essere umano e che sogna una Comunità che si sostiene nelle fatiche del cammino della vita ma anche nel condividere risorse a beneficio di molti.

Chi è ONNON? Il saggio, il narratore, il nonno che parla ai bambini, ragazzi e adulti, depositario di conoscenze di vita, di proposte di “patti educativi e comportamentali” per la costruzione di un mondo migliore, sia nel contesto scolastico che sociale e a servizio degli altri. E’ la guida il saggio Onnon, sostenitore del gioco e testimone della ricchezza che ne deriva.

Nato quando ci siamo chieste (mi riferisco alle autrici del libro “Alla scoperta del paese degli scacchi” ed Erickson 2020 – F.Addarii-E.Ciracò-K.Polo) come portare a scuola la storia e le regole del gioco sulla scacchiera, attraverso l’accompagnamento di un narratore che stimolasse una modalità interattiva compartecipata e costruita in circolarità ed ascolto di tutti i protagonisti, con il fine di diventare promotori di un terreno comune quale è la scacchiera, metafora della vita!

Presentazione autrici del libro “Alla scoperta del paese degli scacchi” Ed Erickson 2020, tradotto in lingua turca nel 2022: Francesca Addarii, Elisabetta Ciracò, Ketty Polo

PRESENTAZIONE ELISABETTA CIRACO’ – Potremmo dire che tutta la nostra storia, che oggi ci ha portato fino all’Associazione, nasce da una relazione, un inizio, un bellissimo incontro, qual è stato l’incontro tra me e le dott.sse Francesca e Ketty.

Brevi note per conoscermi, sono Elisabetta Luisa Ciracò, vivo ormai da circa 20 anni in Emilia-Romagna, lavoro come psicologa e psicoterapeuta occupandomi di promozione alla salute, di benessere e sostegno alla persona e alle famiglie e di progetti in ambito scolastico “fuori dall’aula” (OutDoor Education), per favorire l’apprendimento ma soprattutto lo sviluppo del bambino attraverso attività creative ed esperienze veicolate dal GIOCO! … e non solo!

PRESENTAZIONE FRANCESCA ADDARII

Sono marchigiana e il mio percorso ha avuto inizio a Cesena con l’università. Attraverso il lavoro di tesi sul gioco degli scacchi come strumento per il benessere si è instaurata una collaborazione e un’amicizia con la prof.ssa Ciracò e con Ketty, che mi sta accompagnando nel percorso professionale. Attualmente vivo e lavoro a Firenze, mi occupo di psicologia ospedaliera e della salute, collaborando con l’ospedale pediatrico Meyer ma anche con il servizio di Salute mentale infanzia e adolescenza della ASL. Già al traguardo della specializzazione in psicoterapia e anche per me il “filo rosso” del lavoro è la cura del bambino e della famiglia, in un’ottica di promozione e di attenzione ai bisogni specifici di ciascuno.

PRESENTAZIONE KETTY POLO

Sono trevigiana e mi sono trasferita a Cesena per il mio percorso di studio che mi ha portato a conoscere le mie colleghe durante il lavoro della tesi. Come ogni studente in procinto della laurea, ho cercato un professore che mi potesse seguire e così, grazie all’incontro con prof.ssa E.Ciracò,  è nata la passione per il gioco degli scacchi e l’importanza del gioco nella crescita evolutiva.  Per motivi famigliari sono poi rientrata in Veneto, dove vivo attualmente e dove svolgo le mie attività con i bambini nella scuola primaria. Lo scorso anno scolastico ho lavorato all’interno di una scuola primaria come insegnante di sostegno e, il confronto con questa esperienza, mi ha fatto capire di essere nella squadra “giusta” con cui condivido la stessa passione e principi  che speriamo siano chiari anche a voi dopo questa lettura.

Come è avvenuto il nostro INIZIO?

E.CiracòNel 2015, dopo alcuni anni di insegnamento come docente presso l’Università di Bologna, Dipartimento della Facoltà di psicologia sede di Cesena, dove sono nati importanti relazioni tra me e gli studenti ed alcuni docenti. Voglio raccontarvi di un’esperienza a me molto cara, fatta “fuori dall’aula” con l’obiettivo di portare sul campo i futuri colleghi, prossimi alla laurea a vedere i servizi territoriali e sentire dai più grandi, la loro storia lavorativa. Mi sorprendo sempre quando incontro casualmente qualcuno di loro e si ricordano con piacere dell’esperienza fatta, considerandola tra le più preziose nel loro percorso di iter di studi. In questo ambito, Francesca e Ketty, allora studentesse del percorso di studi universitario mi chiesero di realizzare la tesi su un argomento di mio interesse.

Proprio in quel periodo, in ambito universitario avevo iniziato ad approfondire gli effetti del gioco degli scacchi sui bambini, prendendo spunto:

–           dalle Indicazioni nazionali del MIUR per il curricolo della scuola dell’infanzia e primaria e dalla Dichiarazione 50/2011 sui Progetti scacchi a scuola, approvata dal Parlamento Europeo, per la diffusione in tutti gli Stati Comunitari di progetti educativi in ambito scacchistico.

–           Linee guida ONU e dell’OMS: rispondendo ai suggerimenti dei programmi indicati. L’attività educativa attraverso il gioco degli scacchi risponde proprio alle linee guida in quanto gli scacchi favoriscono l’incremento delle capacità di problem solving e l’efficacia del decisional-making. L’OMS sostiene che entrambi i processi sono fondamentali all’interno dell’ambito scolastico e nella vita reale e li definisce life Skills.

In letteratura scientifica, diverse ricerche hanno dimostrato che il gioco degli scacchi contribuisce allo sviluppo di capacità cognitive e metacognitive in modo naturale e dinamico grazie all’aspetto ludico.

Quando il bambino è in grado di apprendere le regole fondamentali e applicarle in modo corretto è pronto a giocare (parliamo di bambini di 4-5 anni in avanti).

La conoscenza migliora sulle basi di esperienze dirette e di tentativi pratici, sappiamo che l’apprendimento fondato sulla sola comprensione può essere ricordato più facilmente rispetto alla sola memorizzazione.

Così come le competenze emotive, nell’età evolutiva, vengono mediate dall’attività ludica, il bambino attraverso il gioco esprime sé stesso proiettando il suo mondo interno in quello che sta facendo, soddisfano i propri bisogni e trasformando la realtà che lo circonda secondo il proprio volere. Quindi il gioco degli scacchi è collegato allo sviluppo del bambino nella sua globalità!

In sintesi, qual è il nostro sguardo…

“Degli scacchi non ci interessa tanto la didattica e la teoria scacchistica, di cui si occupano gli Istruttori di scacchi ma gli aspetti cognitivi, metacognitivi, emotivi e comportamentali connessi con le situazioni di gioco, perché tramite questi si possono cogliere utili spinte per buone prassi a sostegno della crescita. Il nostro obiettivo non è, quindi, l’insegnamento del gioco degli scacchi in sé ma si propone di promuovere, tramite gli scacchi, la dama ed altri giochi, l’esperienza sulla scacchiera l’acquisizione di competenze, abilità, capacità a sostegno delle attività didattiche su diversi ambiti multidisciplinari.”

Nel contesto scolastico italiano, benché esistano numerose evidenze scientifiche e tentativi di affiancamento alla didattica, sono ancora poche le proposte volte ad integrare e ad accompagnare lo sviluppo e l’apprendimento dei bambini attraverso il gioco degli scacchi.

La nostra scommessa parte dalla convinzione che il gioco, o ancora meglio, il processo ludico … come ci piace chiamarlo … da sempre rappresenta uno strumento prezioso da tutti i punti di vista.

Il metodo ludico come strumento prezioso da più punti di vista

Il punto di vista dei bambini, per i quali il gioco è un linguaggio privilegiato e consente di apprendere attivamente, potenziando le abilità cognitive, sociali, logiche e motorie e così viaQuello degli insegnanti, che attraverso il gioco veicolano le funzioni educative e di cura, elementi primari della relazione con l’altro ed elementi indispensabili anche per l’apprendimento.

E infine quello di noi professionisti della cura, considerando quanto il gioco sia il terreno principale di osservazione e lavoro con i bambini.

Da questa consapevolezza è nata una sfida: quella di poter fare esperienza sul campo attraverso dei progetti, per poi studiare, fare ricerca e infine testimoniare…tutto ciò che avevamo raccolto nella ricerca scientifica.

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