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La musica della “Human Rights Orchestra”: i “Musicisti senza frontiere” per i diritti umani degli emarginati dalla società

By 22 Febbraio 2020 No Comments

Questa straordinaria compagine orchestrale nasce da un’iniziativa dell’Associazione culturale Eleuthera, che utilizza la musica come riscatto sociale ed educativo.

Quando si parla di musica risulta ancora difficile pensare a una risorsa spendibile socialmente nel nostro paese, in cui la stessa classe politica è ferma a una concezione di quest’arte ludica e superficiale. Un’ennesima conferma di ciò risulta essere la sempre poca pubblicità riservata alla “Human Rights Orchestra”, costituita da musicisti provenienti dalle maggiori orchestre di Vienna, Berlino, Amsterdam, Londra e Milano e diretta dal M° Alessio Allegrini (noto soprattutto per essere anche il Primo Corno Solista dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia). Questa straordinaria compagine orchestrale nasce da un’iniziativa dell’Associazione culturale Eleuthera, che utilizza la musica come riscatto sociale ed educativo.

Presidente di Eleuthera è sempre il M° Allegrini, il cui impegno civile e sociale lo vede presente in vari Stati del mondo a sostegno di progetti che investono sull’educazione musicale come strumento per costruire una società migliore, soprattutto più attenta e sensibile ai diritti umani dei deboli, degli sfruttati e degli emarginati, insomma, dei tanti “ultimi” troppo spesso non visibili o ignorati sul nostro pianeta.

Il progetto dei “Musicisti senza frontiere”

Sopra: Alessio Allegrini.


 

Allegrini ha iniziato le sue collaborazioni più significative in questo campo contribuendo per anni, come solista e Maestro preparatore, all’Orchestra Juvenil “Simón Bolívar”  del Venezuela, diretta dal M° Gustavo Dudamel e fondata da Jose Antonio Abreu. Com’è noto, questa dimensione orchestrale ha consentito a più di 250 mila ragazzi provenienti da famiglie povere o emarginate di avere accesso alla musica e ad una valida educazione musicale, ergendosi a modello di riferimento per chiunque volesse realizzare un’attività simile.
Sicuramente ispirandosi anche a una realtà del genere, nel 2009 Allegrini ha dato vita, insieme ad altre sette associazioni attive in Giappone, Venezuela, Palestina, Francia, Slovacchia e Svizzera, a un movimento libero e autogestito denominato “Musicisti senza frontiere”, il cui scopo è appunto quello di promuovere e sostenere in musica la conquista e la difesa dei diritti umani previsti dalla Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite.
A tal proposito, poco dopo la nascita del suo progetto, il Maestro dichiarò al quotidiano La Repubblica: «La nostra orchestra nasce per diffondere la cultura dei diritti umani e nasce a Roma perché questa città rappresenta la sintesi perfetta tra esperienze lontane solo geograficamente: ciò che Antonio Abreu fa a Caracas per i diritti umani è simile a ciò che Ramzi Aburedwan fa insegnando la musica ai bambini palestinesi dei territori occupati. Si trattava di far dialogare queste esperienze».
Nel comitato d’onore del movimento inoltre ci sono, tra gli altri, Daniel Barenboim e Martha Argerich. 
Così è nata la “Human Rights Orchestra”, un gruppo di musicisti provenienti da diverse aree del mondo e fortemente convinti dell’estrema portata pedagogica e rieducativa della musica.

I programmi e le iniziative di Eleuthera

Oltre a presentare programmi che includono anche opere commissionate appositamente per le performances e relative sempre al tema dei diritti umani, l’orchestra devolve il ricavato dei biglietti dei concerti – cui contribuiscono solisti del calibro di Isabelle Faust, Ilya Gringolts ed Hélène Grimaud – ad associazioni locali e internazionali (ad oggi circa 18 in 13 paesi), che supportano persone emarginate.
Nello stesso ambito di Eleuthera è nata anche la “Human Rights Band”, formata da clarinetto, basso, accordion, pianoforte, percussioni e due voci; i suoi programmi prevedono musiche rappresentative di diverse religioni, etnie, nazionalità e paesi.
Fra le tante attività musicali di supporto a donne, uomini e giovani nei campi profughi e nelle carceri minorili, segnaliamo i corsi di musica per i bambini rifugiati presso il campo di Thessaloniki (GRC), i vari workshops negli SPRAR di Roma, Civitavecchia, Sora e Bologna e il progetto di insegnamento annuale agli studenti delle scuole secondarie Last Land, promosso a Lucerna (e in partnership con il celebre Lucerna Festival) per commemorare il terribile genocidio in Ruanda.
A livello mondiale è particolarmente degna di nota la collaborazione con Ramzi Aburedwan, giovane musicista palestinese presidente dell’Associazione culturale franco-palestinese “Al Kamandjati” (“Il Violinista”) e operante in Palestina con l’obiettivo di far nascere scuole di musica nei territori occupati e nei campi profughi.
In Giappone, invece, nell’ambito di un progetto umanistico ideato insieme al sociologo e professore di diritti umani Shizuo Matsumoto, Allegrini ha fondato e diretto, presso la Symphony Hall di Osaka, una nuova orchestra formata da ragazzi e ragazze giapponesi e un Club di 88 cornisti, al fine di creare nuove possibilità di scambio tra la cultura giapponese e quella italiana.
Non potevano mancare infine, fra i partners a supporto dei progetti umanitari, Emergency e l’Unicef, associazioni imprescindibili nel campo dei diritti umani.

Sperando che delle iniziative così straordinarie nei loro intenti possano continuare le varie attività musicali con estremo profitto, noi della Lidu onlus ci auguriamo di vederne nascere e prosperare molte altre in futuro, soprattutto nelle tante realtà bisognose del nostro pianeta. 


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