Connect with us

Attualità

La madre ottantenne di Paola Taverna rischia lo sfratto

Published

on

Tempo di lettura: 2 minuti

L’anziana vive in una casa popolare e percepisce la pensione minima mentre la figlia, vice presidente del Senato, possiede diversi immobili in cui poter ospitare la madre.

di Vito Nicola Lacerenza

Da anni l’Italia è immersa in un clima di perenne campagna elettorale, dominata da una bagarre generale che, oltre i politici, finisce per coinvolgere anche i loro familiari. Questa volta è toccato alla madre della vicepresidente del Senato Paola Taverna, del M5S. La signora, 80enne, è stata accusata di aver occupato abusivamente una casa popolare nella borgata Quarticciolo, periferia di Roma. L’Ater, azienda controllata dalla regione Lazio, ha emesso nei confronti della madre della Taverna un “decreto di rilascio”. In pratica uno sfratto. Secondo l’Ater, la donna, pur ricevendo la pensione minima non ha più diritto ad occupare la casa per via degli immobili posseduti dalla figlia: 4/6 di un immobile a Olbia, un locale commerciale su via Prenestina e un appartamento a Torre Angela. Per l’Ater, esistono tutte le condizioni affinché l’anziana trovi un’altra sistemazione, ma la vice presidente del Senato ritiene che sua madre abbia diritto a vivere in una casa popolare.

«Credo che una persona a 80 anni abbia diritto  di desiderare di morire nella casa in cui è vissuta-  ha detto Paola Taverna- sembra che mia madre con la pensione minima non abbia più diritto alla casa popolare». I partiti dell’opposizione, PD e Forza Italia, sono partiti all’attacco sostenendo che la madre della vicepresidente del Senato sia stata favorita in virtù del ruolo pubblico della figlia. Va ricordato però che la prima richiesta di sfratto risale al 2014, ossia a quando Paola Taverna non era ancora parlamentare. Da allora la famiglia ha fatto ricorso, pur senza riuscire ad avere ragione su Ater, che rimane ferma sulle sue posizioni. L’ultima parola spetta alla sindaca di Roma Virginia Raggi, alla quale spetta il compito di assegnare le case popolari. Su di lei sono puntati gli occhi dell’opposizione che grida al “favoritismo”. La Raggi però, onde evitare ulteriori attacchi,  ha precisato che “la senatrice Taverna non si è mai permessa di chiamare l’amministrazione”, la quale risolverà la questione attenendosi alla legge.

Print Friendly, PDF & Email