Diritti umani

La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo:la soluzione all’immigrazione non è solo accoglienza

By 18 Settembre 2019 No Comments

Con una lettera a Enrico Letta il presidente della Lidu onlus, Eugenio Ficorilli, sollecita una nuova strategia politica che metta in primo piano innanzitutto la Sicurezza delle stesse vite dei migranti, che, nella speranza di un futuro migliore,  sono spesso vittime inconsapevoli di tratta di esseri umani

La Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo, alla luce degli ultimi tragici accadimenti che vedono coinvolti numerosi gruppi di migranti nel mar Mediterraneo, consapevole che il Trattato di Dublino è ormai inadeguato alla tutela delle migliaia di vite umane che nella disperazione abbandonano il proprio paese,  intende fare un focus su immigrazione ‘clandestina’,  in un’ottica che non si fermi al momento dell’accoglienza ma che con lungimiranza preveda una vera integrazione.  
Attraverso una lettera al Professor Enrico Letta, riportata di seguito, il Presidente della Lidu onlus, Eugenio Ficorilli, sollecita una nuova strategia politica che metta in primo piano innanzitutto la Sicurezza delle stesse vite dei migranti, che, nella speranza di un futuro migliore,  sono spesso vittime inconsapevoli di tratta di esseri umani. A tal fine in pieno accordo con le tesi esposte dal Prof. Enrico Letta,  la Lega Italiana dei diritti dell’Uomo si fa promotrice di una Tavola Rotonda nella propria Sede, per costituire un gruppo di studio che promuova una azione politica per consentire a tante vite umane l’accesso ad una vita dignitosa e rispettosa dei loro diritti umani.
Ecco il testo della lettera

“Con gli amici dell’Associazione, abbiamo letto con estremo favore la sua lettera aperta odierna inviata a Repubblica, sul delicato tema dell’immigrazione che così tanto ha catturato l’attenzione mediatica e non solo nell’ultima esperienza di Governo, ormai terminata.
Ma come ben specificato nella sua il problema permane, al di là di posizioni più o meno autoritarie sulla chiusura o apertura dei porti italiani. Non v’è dubbio che il Trattato di Dublino, come da lei spiegato “è un congegno creato decenni fa in funzione di altri scenari, precedenti alla instabilità e alla mobilità determinatesi dopo le primavere arabe”.
A questo va a sovrapporsi in effetti un fenomeno migratorio che nulla ha a che fare con conflitti armati in essere, piuttosto possiamo parlare di migranti economici, che fuggono dai loro paesi nella speranza di un futuro migliore.
Una necessità vitale che deve trovare adeguate risposte dall’Europa intera e che richiede senz’altro, come da lei evidenziato, una nuova progettazione legislativa europea che metta al centro innanzitutto la dignità delle persone umane che si rivolgono con fiducia alla Ue.  Siamo infatti responsabili gli uni verso gli altri con l’unico limite del rispetto dei diritti di ogni popolo, che va incanalato con attenzione e giudizio.
Abbiamo spesso pensato come LIDU Onlus, soprattutto negli ultimi travagliati mesi, a come sarebbe giusto gestire tale afflusso di esseri umani, evitando di mettere in pericolo le loro vite allorché si avventurano via mare su imbarcazioni fatiscenti che, oltre a non assicurare alcun approdo certo, alimentano un mercato illegale che lucra sulle loro stesse vite. Questa necessità è strettamente legata ai temi tanto dibattuti dell’integrazione.
Approdare in Europa senza alcuna possibilità di lavoro è di sicuro il modo più efficace per azzerare la dignità di chi arriva sperando di migliorare la propria condizione economica.
Si rende necessaria una nuova strategia politica che consideri il problema da un punto di vista globale, a partire da serie valutazioni sulle ipotesi di paesi che possano ‘assorbirli’ sia su piano culturale che lavorativo. Che è come dire ‘accogliamoli con spirito fattivo e non passivamente’.
Va rilevato altresì che meglio sarebbe affiancare queste popolazioni nel trovare adeguate soluzioni politiche e democratiche “a casa loro”, e su questo avremmo ampi motivi di dibattito e proposte concrete. Siamo consapevoli che le emergenze umanitarie cui stiamo assistendo non possono certo aspettare soluzioni meno che immediate.
La LIDU Onlus quindi prende atto e plaude al suo scritto che indica un percorso più che ragionevole, rilanciando con una futura tavola rotonda presso la nostra sede, che le chiediamo di voler presiedere, che metta all’opera un gruppo di lavoro per approdare ad una seria proposta da sottoporre alle autorità competenti.”

Lascia un commento