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La fuorviante deriva della protesta nei paesi democratici e il rafforzamento di regimi autocratici – The misleading drift of protest in democratic countries and the strengthening of autocratic regimes

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di emigrazione e di matrimoni

La fuorviante deriva della protesta nei paesi democratici e il rafforzamento di regimi autocratici

di Marco Andreozzi

In Europa occidentale e in particolare in Italia vi sono alcuni intellettuali e un certo numero di cittadini che – in buona fede e con sincera condivisibile attitudine pacifista – danno contro l’Occidente, incardinando in questo blocco sia Israele, sia Australia, Corea del Sud e Giappone (ma escludendo l’Ucraina), a singolare lettura della geografia del pianeta Terra. Occidente “aggressore”, “guerrafondaio” e, addirittura, “nazista”, come queste persone dicono, capeggiato dall’impero del male statunitense. Ora, la NATO a guida USA si e’ forse erroneamente allargata ad est dopo il crollo del Muro, ma è proprio ad Oriente che la guerra è iniziata. Di fatto, la spesa aggregata della Nato in armamenti e’ molto calata (fino al 2022) e la numerosità degli eserciti dei Paesi più grandi dell’Alleanza Atlantica (tra cui l’Italia) si e’ tangibilmente ridotta: singolare modalità di preparare un’aggressione.

È risaputo quanto sia importante la propaganda per ogni regime autocratico. Verso i propri cittadini, per influenzare il mondo esterno, e rispetto ai dati economici ufficiali, tanto più falsi quanto minore e’ il grado di libertà, secondo una ricerca di Luis Martinez (Università di Chicago). Visto quanto ricorra il termine ‘nazismo’ in associazione alle democrazie, soprattutto sulle reti social, e’ utile spiegare in sintesi cos’era la Germania nazista, a partire dal ricordare le terribili sofferenze che la gente aveva sofferto con la I Guerra Mondiale (persa) e la Grande Depressione. Innegabilmente, gran parte dell’attrattiva dei nazisti era dovuta alla promessa di rendere di nuovo forte l’economia tedesca.

Adam Booze (“Il salario della distruzione”) dimostra il disastro della pianificazione centrale del Terzo Reich, fatta di continui aggiustamenti e con l’obiettivo, mai raggiunto, dell’autosufficienza. La spesa pubblica cresce per le infrastrutture – autostrade, ospedali, scuole, edifici pubblici, lo stadio olimpico del 1936 – e soprattutto per il riarmamento, creando nuovi posti di lavoro e generando PIL. Inoltre, per acquistare materie prime, la Germania nazista negozia accordi commerciali con paesi dell’America Latina e dell’Europa sud-orientale, imponendo pagamenti in Marchi del Reich invece che in valuta estera per contenere un deficit già enorme, attuando partenariati volti a sfruttare nazioni più piccole. Inoltre, per pagare i fornitori di armamenti, dal 1934 il Reich si avvale di una società di scopo ad esclusivo valore contabile (Mefo) che emette cambiali convertibili in Marchi con validità semestrale, ma possibilità di proroghe trimestrali indefinite (ignoto l’importo totale).

Dal 1933 al 1937 i salari calano del 25%, le ore lavorate aumentano del 15% e la crescita del PIL e’ +55% (ufficiale), pur con la crisi economica del 1935-36. Nel 1937 il grande capitale (in mano al regime) controlla oltre il 70% della produzione: il riarmo incrementa gli utili, e gli emolumenti dei dirigenti valgono +50% nel 1939. Viceversa, nuove regole sulla gestione delle piccole imprese vengono inasprite e portano il 20% di esse a chiudere. Il settore primario, invece, beneficia del tutto del nazismo e nel 1937 i prezzi dei prodotti agricoli segnano +20%. Nel 1939 vi e’ zero disoccupazione ufficiale, ma il dato esclude gli ebrei, licenziati quale minoranza discriminata, e le donne, che cedono il lavoro agli uomini.

Con il Paese a rischio bancarotta in un sistema economico costruito sull’ingerenza burocratica, Hitler nel 1938 annette la natia Austria nell’ambito di una politica etno-nazionalista e volta ad includere nella “casa” germanica le regioni abitate da tedeschi (ad esempio l’Alto Adige italiano, in Cecoslovacchia e nei distretti occidentali della Polonia); invasa e conquistata la Polonia nel 1939, le famiglie alemanne vengono spinte a lasciare le terre natie nel quadro del patto nazi-sovietico per la spartizione delle aree di influenza. Il resto e’ piu’ noto, mentre la morte recente in un incidente con l’elicottero di Ebrahim Raisi (detto “il macellaio”), presidente totalitario di una repubblica teocratica, ha ingenerato manifestazioni di giubilo tra il popolo persiano.

di emigrazione e di matrimoni

The misleading drift of protest in democratic countries and the strengthening of autocratic regimes

by Marco Andreozzi

In Western Europe and in particular in Italy there are some intellectuals and a certain number of citizens who – in good faith and with a sincerely shared pacifist attitude – are against the West, integrating into this block either Israel, or Australia, South Korea and Japan (but excluding Ukraine), a singular interpretation of the geography of planet Earth. The West is “aggressor”, “warmonger” and even “Nazi”, as these people say, led by the USA’s evil empire. Now, US-led NATO had perhaps mistakenly expanded eastward after the fall of the Wall, but It is precisely in the East that the war began. As a matter of fact, NATO’s aggregate spending on armaments has dropped significantly (until 2022) and the size of the armies of the largest countries of the Atlantic Alliance (including Italy) has tangibly reduced: singular way of preparing an attack.

It is well known how important propaganda is for any autocratic regime. Towards its own citizens, to influence the outside world, and with reference to official economic data, the more false the lower the degree of freedom, according to a research by Luis Martinez (University of Chicago). Given how much the term ‘Nazism’ recurs in association with democracies, especially on social networks, it is useful to briefly explain what Nazi Germany was, starting from remembering the terrible suffering that people experienced during the First World War (lost) and the Great Depression. Undeniably, much of the Nazis’ appeal was due to the promise of making the German economy strong again.

Adam Booze (“The Wages of Destruction”) demonstrates the disaster of the Third Reich’s central planning, made up of continuous adjustments and with the never-achieved goal of self-sufficiency. Public spending grows for infrastructure – highways, hospitals, schools, public buildings, the 1936 Olympic stadium – and above all for rearmament, creating new jobs and generating GDP. Furthermore, to purchase raw materials, Nazi Germany negotiates trade agreements with countries in Latin America and south-eastern Europe, imposing payments in Reichsmarks instead of foreign currency to contain an already enormous deficit, implementing partnerships aimed at exploiting smaller nations. Furthermore, to pay armaments suppliers, since 1934 the Reich makes use of a purely balance-sheet company (Mefo) which issues bills of exchange convertible into Marks with six-monthly validity, but the possibility of indefinite quarterly extensions (the total amount is unknown).

From 1933 to 1937 wages fall by 25%, working hours increase by 15% and GDP growth is worth +55% (official), despite the economic crisis of 1935-36. In 1937 crony capital controls over 70% of manufacturing: rearmament increases profits, and managers’ emoluments in 1939 are worth +50%. Conversely, new rules on the management of small businesses are tightened to let 20% of them close. The primary sector, instead, fully benefits from Nazism and in 1937 the prices of agricultural products increase by 20%. In 1939 there is zero official unemployment, but the figure excluded Jews, who are fired from their jobs as a discriminated minority, and women, who give their jobs to men.

With the country at risk of bankruptcy in an economic system built on bureaucratic interference, Hitler annexes his native Austria in 1938 as part of an ethno-nationalist policy aimed at including the regions inhabited by Germans within “home” (e.g. Italian Alto Adige, in Czechoslovakia and in the western districts of Poland); After Poland invasion and conquer in 1939, German families are forced to leave their native lands as part of the Nazi-Soviet pact for the division of areas of influence. The rest is better known, while the recent death in a helicopter accident of Ebrahim Raisi (known as “the butcher”), totalitarian president of a theocratic republic, has given rise to demonstrations of jubilation among the Persian people.

Marco Andreozzi, è Dottore in Ingegneria Meccanica, Economia/Amministrazione (Politecnico di Torino), tecnologo industriale e specialista del settore energetico, proviene da esperienze professionali in cinque multinazionali in Italia e paesi extra-europei, e come direttore generale; nomade digitale dal 2004, e sinologo, parla correttamente il mandarino.
Marco Andreozzi, is Doctor of mechanical engineering (polytechnic of Turin – Italy), industrial technologist and energy sector specialist, comes from professional experiences in five global corporates in Italy and extra-European countries, and as business leader; digital nomad since 2004, and China-hand, he is fluent in Mandarin.

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