Connect with us

Diritti umani

La Cina condanna a 4 anni di reclusione Zhang Zhan per aver denunciato sui social la verità su Covid19 a Wuhan

Tiziana Primozich

Published

on

Fidh, Stati Uniti e UE stigmatizzano l’incarcerazione della donna, avvocato e giornalista, che ha raccontato il coronavirus a Wuhan nei giorni in cui è scoppiata la pandemia

Ha condiviso per mesi video e aggiornamenti di testo su WeChat, Twitter e YouTube per informare i suoi concittadini di quello che stava realmente accadendo a Wuhan nella provincia di Hubei in Cina, il luogo da cui ha avuto inizio la pandemia da coronavirus che sta attanagliando da oltre un anno il mondo intero. Un atto di denuncia quello dell’avvocatessa e giornalista Zhang Zhan, 37 anni, che due giorni fa le è costato una condanna a quattro anni di carcere con una frettolosa sentenza del tribunale di Pudong, nel distretto di Shanghai.

La Zhang aveva cominciato ad informare sulla reale situazione a Wuhan già dal febbraio 2020 e non era stata tenera con le incongruenze e gli errori compiuti dal governo cinese allo scoppio della pandemia. Il 15 maggio viene arrestata e posta in custodia cautelare dall’Ufficio municipale di pubblica sicurezza di Shanghai, sottodistretto di Pudong, con l’accusa di “aver litigato e aver provocato problemi” (articolo 293 del diritto penale cinese) per la sua copertura giornalistica sulla pandemia. Da allora è rimasta nel centro di detenzione del nuovo distretto di Pudong – Shanghai, dove a partire da giugno 2020, ha cominciato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione. 

La Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH) da quel momento ha messo in campo ogni possibile intervento per bloccare la violazione dei diritti umani perpetrata dal governo cinese ai danni di Zhang Zhan, e subito dopo la condanna del 28 dicembre anche Stati Uniti e UE sono intervenute chiedendo la liberazione della donna, rea solo di aver scritto e veicolato filmati che raccontano la verità su ciò che stava accadendo in Cina, a partire da un video in cui criticava le misure del governo per contenere il virus e sostenendo che le autorità erano state negligenti. 

“Facciamo tutti parte di questo insieme”, aveva detto Zhang Zhan in un video “E finché non ce ne rendiamo conto, non ci libereremo mai di questo problema”; ma secondo il Tribunale di Shanghai la donna ha solo creato problemi, evidentemente in contrasto al controllo del flusso di informazioni che ha permesso al regime delle autorità cinesi di minimizzare il pericolo che stava correndo la Cina ed il mondo intero. Le conseguenze dei ritardi nell’allertare gli altri Paesi sono oggi una realtà drammaticamente evidente.

Insieme a Zhang Zhan altri tre giornalisti, Chen Qiushi, Fang Bin e Li Zehua, sono detenuti in attesa di giudizio dall’inizio dell’anno per aver coperto mediaticamente gli eventi drammatici di Wuhan. Così la Cina ancora una volta dimostra di essere il paese leader mondiale per giornalisti detenuti e negazione della libertà di stampa. Un dato preoccupante che evidenzia il divario esistente tra il colosso economico a matrice comunista ed il mondo delle democrazie occidentali. Rendiamo grazie a Zhang Zhan per i suo coraggiosi report e lottiamo per la sua liberazione.

Lascia un commento
Continue Reading

Diritti umani

Insieme per combattere la violenza domestica e gli abusi sessuali

Avatar

Published

on

Corpo Italiano di San Lazzaro, con il supporto di NO MORE Foundation, e in collaborazione con la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo – LIDU, per dire basta alla violenza domestica e agli abusi sessuali

di Antonio Virgili – Presidente Commissione Cultura della LIDU

Il Corpo Italiano di San Lazzaro, con il supporto di NO MORE Foundation, e in collaborazione con la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo – LIDU, promuove da quest’anno una serie di azioni (incontri, seminari, webinar, raccolta di dati, supporto psico-sociale, produzione di audiovisivi, ecc.) per contribuire alla prevenzione e riduzione della violenza domestica e degli abusi sessuali, due fenomeni ancora troppo diffusi nella società. Tali azioni saranno orientate a tutela di ogni persona, indipendentemente dal genere e dall’orientamento, particolare attenzione sarà rivolta alle persone minorenni.

Siamo convinti che una parte cospicua della prevenzione si basi sul mutamento quotidiano della cultura sociale e sulla percezione della gravità di tali azioni, più che sul deterrente della sola azione repressiva penale. Occorre affrontare il tema radicando buone pratiche, valori positivi, rispetto reciproco, comportamenti ancorati alla attuazione dei principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed ai relativi doveri. Inoltre, quando tali eventi si verifichino, le persone danneggiate devono ricevere sostegno, solidarietà, non essere costrette a restare in ombra o addirittura essere oggetto di tacita emarginazione.

Lascia un commento
Continue Reading

Diritti umani

UNICEF: chiudere le scuole per un altro anno a causa del COVID-19 avrà ripercussioni sulle generazioni future 

Avatar

Published

on

Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF  

 “Mentre ci avviciniamo al secondo anno della pandemia da COVID-19 e i casi, nel mondo, continuano a crescere, bisogna fare tutto il possibile per tenere le scuole aperte o renderle prioritarie nei piani di riapertura. Nonostante le tante evidenze sull’impatto della chiusura delle scuole sui bambini e nonostante le sempre maggiori evidenze secondo cui le scuole non sono luoghi di diffusione della pandemia, troppi paesi hanno optato per tenerle chiuse, alcuni per quasi un anno. 

Il costo della chiusura delle scuole – che al picco dei lockdown causati dalla pandemia hanno colpito il 90% degli studenti nel mondo e lasciato più di un terzo degli studenti senza accesso all’istruzione da remoto – è stato devastante. Si prevede un aumento del numero dei bambini fuori dalle scuole di 24 milioni, raggiungendo un livello che non si vedeva da anni e che è stato difficile da sormontare. Sono state colpite le capacità dei bambini di leggere, scrivere e fare le operazioni aritmetiche di base e le competenze di cui avranno bisogno per prosperare nell’economia del 21° secolo sono diminuite. La loro salute, lo sviluppo, la sicurezza e il benessere sono a rischio. I più vulnerabili tra loro ne pagheranno il costo maggiore. 

Senza pasti scolastici, I bambini sono affamati e la loro nutrizione sta peggiorando. Senza interazioni quotidiane con I loro coetanei e la riduzione della mobilità, perdono benessere fisico e mostrano segnali di stress. Senza la rete di protezione che le scuole spesso forniscono, sono più vulnerabili ad abusi, matrimoni precoci e lavoro minorile. Per questo la chiusura delle scuole deve essere una misura di ultima istanza, dopo aver considerato tutte le altre opzioni. Fare un’indagine sui rischi di contagio a livello locale dovrebbe essere un fattore determinante nella decisione sulle attività scolastiche. Le chiusure a livello nazionale devono essere evitate ogni qualvolta sia possibile. Dove ci sono più alti livelli di contagio a livello comunitario, dove i sistemi sanitari sono sotto estrema pressione e dove la chiusura delle scuole è ritenuta inevitabile, devono essere messe in atto misure di salvaguardia. Queste includono: assicurare che i bambini che sono a rischio di violenza a casa, che dipendono dai pasti scolastici e i cui genitori sono svolgono lavori essenziali, possano continuare ad andare a scuola. 

In caso di lockdown, le scuole devono essere tra le prime a riaprire una volta che le autorità iniziano ad  alleggerire le restrizioni. Le lezioni di recupero dovrebbero essere prioritarie per assicurare che i bambini che non hanno avuto accesso all’apprendimento da remoto non siano lasciati indietro. Se i bambini affronteranno un altro anno di chiusura delle scuole, gli effetti si faranno sentire sulle generazioni future.” 

ITALIA- “Quella che stiamo attraversando è una crisi senza precedenti che produce disuguaglianze nelle opportunità di crescita e apprendimento dei nostri bambini e dei nostri ragazzi, soprattutto quelli con maggiori vulnerabilità. La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma è anche uno spazio in cui bambini e giovani interagiscono, imparano a socializzare e hanno l’opportunità di confrontarsi. Come UNICEF Italia chiediamo che la scuola sia messa al centro delle scelte politiche di questa emergenza e che il diritto all’istruzione di qualità per tutti rimanga un obiettivo strategico per non compromettere la vita delle future generazioni. Proprio in quest’ottica, oggi, si terrà il corso di formazione online “Scuola Amica UNICEF: come realizzare ascolto e partecipazione nella Scuola che stiamo vivendo” a cui hanno aderito 570 persone tra insegnanti, personale e dirigenti scolastici, realizzato nell’ambito del Programma UNICEF e Ministero dell’Istruzione ‘Scuola Amica delle bambine, dei bambini e degli adolescenti’” – ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia. 

Lascia un commento
Continue Reading

Diritti umani

Nessuno è indenne alla censura, neanche le Big Technology Company e i loro Social Media

Paolo Buralli Manfredi

Published

on

Il Presidente Ugandese a fine mandato, Yovery Museveni, oscura tutti i social e molti mezzi di messaggistica  per evitare interferenze che potrebbero falsare le elezioni in programma tra due giorni

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari

Chi la fa l’aspetti recita un detto e voilà ecco fatto, per volere del Presidente Ugandese a fine mandato, Yovery Museveni, tutti i social e molti mezzi di messaggistica sono stati oscurati dal Governo dell’Uganda per evitare interferenze che potrebbero falsare le elezioni per la manipolazione mentale del popolo od eventuali censure da una parte o l’altra durante la campagna elettorale.

Questo spegnimento delle piattaforme Social ed in particolare Facebook è proprio dovuto al fatto che il buon Mark e la sua azienda hanno deciso da qualche settima fa di sospendere alcuni account che sostengono il Presidente in carica, Presidente che è in carica dal 1986; il Governo ha dichiarato che dopo questi atti di censura si è veduto costretto a oscurare le piattaforme social per evitare interferenze nelle votazioni che si effettueranno il 14 gennaio 2021.

Ovviamente le Company in questione hanno mal digerito l’accaduto, e hanno invocato a gran voce la Democrazia, affermando di essere state oscurate ingiustamente e naturalmente l’opposizione afferma che il Governo attuale ha fatto ciò per fermare uno dei suoi oppositori molto quotato per la corsa alla presidenza, Bobi Wine.

Ora, non giudichiamo e non ci interessa, in questa riflessione, da quale parte stia la ragione, ma come dicevamo in un nostro pezzo scritto qualche giorno fa ci preoccupa che si possa censurare a piacimento quello o l’altro senza che non ci siano organi al di sopra delle Nazioni che facciano rispettare un Diritto sancito dalla Carta dei Diritti dell’Uomo scritta dalle Nazioni Unite, che prevede nei suoi punti la tutela della libertà di Espressione, di Parola e di Pensiero.

Certo è che la società di Mark Zuckerberg, con questi suoi atteggiamenti censori ha già perso un sacco di soldi in borsa ed il totale silenzio dei Capi di Stato di tutto il mondo verso questi atti di censura, decisa in maniera autonoma e discrezionale, ha dato il via libera a chiunque di utilizzare, in ogni occasione che si presenterà per trarre vantaggio dalla stessa, metodi censori che inevitabilmente provocheranno forti tensioni e disordini, e chi sorride sotto i baffi perché chi è censurato è “l’altro”, farà bene a ricordare che un giorno “quell’altro” potrebbe essere lui!

Lascia un commento
Continue Reading

In evidenza