La Cina aumenta di 60miliardi di dollari i dazi sulle importazioni USA

By 15 Maggio 2019Mondo

È la reazione del gigante asiatico alla minaccia di Trump di tassare ulteriormente  i prodotti cinesi. La guerra commerciale continua

Nelle scorse settimane sembrava che un accordo tra USA e Cina stesse per essere raggiunto e che la guerra commerciale tra le due superpotenze fosse sul punto di terminare. Ma le apparenze si sono infrante quando  Donald Trump, alcuni giorni fa, ha annunciato l’aumento dei dazi sulle importazioni cinesi del 25%, l’equivalente di 200 miliardi di dollari, che si sommano agli altri 250 miliardi di tasse imposte l’anno scorso. La colpa della Cina, secondo il presidente americano, è quella di aver “rifiutato un buon accordo”. «Dico apertamente al presidente cinese Xi ed a tutti i miei amici in Cina- ha tweettato recentemente Donald Trump- che la Cina sarà colpita duramente se non siglerete un accordo, perché le imprese saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi. Troppo costoso comprare in Cina. Avevate un buon accordo e l’avete rifiutato!». Ma non solo. Il gigante asiatico ha reagito alle minacce di Trump portando i dazi sulle importazioni USA da 110 miliardi di dollari a 170. Un aumento di 60 miliardi di dollari che prevede aumenti fino al 25% dei prezzi dei prodotti americani presenti nel mercato cinese.  Tra i beni presi di mira ci sono: caffè, liquori,batterie, motori e gas liquidi. I nuovi dazi entreranno in vigore dal primo giugno e penalizzeranno le aziende americane presenti in Texas, Oklahoma  e Louisiana, gli Stati federali USA dove sono concentrati gli elettori di Trump.  Le due superpotenze hanno tempo fino al mese prossimo per raggiungere un accordo, prima che la guerra commerciale in atto, che gli economisti hanno definito “la più grande della storia”, rischi di avere gravi conseguenze sui portafogli di imprenditori e consumatori.

Uno scenario che, in parte, si è già realizzato. Lo ha detto, domenica scorsa, Larry Kudlok,  il consigliere economico di Donald Trump. Kudlok ha spiegato che non è il gigante asiatico a pagare il prezzo dei dazi USA sulle importazioni cinesi, come sostenuto da Trump, ma le aziende americane che, a loro volta, scaricano il costo delle tasse sui consumatori, aumentando il prezzo del prodotto finale. La Federal Reserve  ha calcolato che i dazi introdotti da Trump, nel 2018, sulle lavatrici e l’acciaio provenienti dalla Cina sono costati agli americani 3 miliardi di dollari. Un segnale che mostra come le tensioni tra i due Paesi stiano iniziando a logorare le loro economie. Per uscire da questa situazione, il presidente americano ha suggerito alle imprese USA di “guardarsi intorno” e di investire in altri Paesi, come il Vietnam. Ma, secondo gli economisti, costruire una nuova catena di distribuzione con un’altra nazione è un processo complesso e costoso. In questa guerra commerciale è difficile individuare vincitori e vinti.

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